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mercoledì 31 dicembre 2014

Buon Anno 2015


Buon Anno 2015



Un anno è corto ed è lungo ......quante cose succedono in un anno! Tanti abbracci e baci per ogni giorno  del 2015 che moltiplico per dieci ed ecco il 


20 0 15  


Ma per ora ci accontentiamo di un buon 2015 PER TUTTI 






sabato 20 dicembre 2014

Tanti Auguri di Buone Feste! Auspichiamo Tante Belle Cose per Tutti...senza esclusione!

Sfondi natalizi free


Auguri a Tutti e,

in special modo a:

  
 Ai visitatori di questo Blog;

 A tutti i bisognosi;

 Agli ammalati;

 Alle persone sole;

  Agli esclusi;
    E a  quelli che "devono" essere esclusi per forza e farli parlare quasi mai!

 Alla gente di buona volontà;
     A quelli che amano i luoghi d’origine e cercano di preservarli;

 Ai volontari di qualsiasi specie;

     A quelli che apprezzano l’amicizia "originaria" dell’infanzia;
  A Quelli che amano la verità anche se non la percepiscono sempre;

  A quelli che odiano l’ipocrisia di ogni genere;
   Anche a quelli che hanno valutato questo blog sulle URL  metriche, sbagliando anche i  riferimenti;.....pazienza nel mondo c'è di peggio!

  A quelli che non saltano mai nel carro del vincitore e guardano quelli che non scendono mai senza  curarsi del conducente;
   Anche a quelli che festeggiano sempre qualcosa, obiettivi e traguardi raggiunti senza valutare il valore del traguardo e soprattutto  a chi può essere utile;

  A quelli che rischiano sempre qualcosa in proprio;
   Agli auto-glorificatori di mestiere;a quelli che dicono"ma poi, del resto....così fan tutti"

   A quelli che vogliono seguire una piccola regola che forse mette a posto la coscienza nel cercare di  fare qualcosa per migliorare questo mondo:Essere un po’ fuori dal coro;  lo diceva anche qualcuno piuttosto importante:"Forse non cambierete il Mondo ma avete contributo ad inclinare il piano nella vostra direzione....Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai”(B.Russell).

    Auguri anche a quelli che scambiano  un motivo di dissenso per “scorbuteria”;
        Auguri anche a quelli che (chissà chi saranno?!.....) affinché abbiano, talvolta, uno sguardo ed      una valutazione migliori  e giudizi più obiettivi e spassionati !

ED ANCHE UN PICCOLO AUGURIO A TUTTI  NOI CHE ABBIAMO SEMPRE CERCATO DI FARE DEL NOSTRO MEGLIO,  ANCHE QUANDO ABBIAMO SBAGLIATO ALLA GRANDE. MA CI SIAMO ACCORTI DELLA GRANDE QUANTITA'  E DELLA GRAVITA'  DEI NOSTRI ERRORI.
PURTROPPO NON POSSIAMO FARE IL "REWIND".

Ed anche se molti lo considerano solo una consuetudine, noi pensiamo che gli AUGURI siano MOLTO IMPORTANTI: un po’ di  tiepido Vento in una fredda giornata d’Inverno!

E poi, alla fin fine......... ed, alla fine di tutti i nostri conti:

AUGURI A TUTTI PER DAVVERO!
da
 Honest maverick
      A wild blogger

A risentirci dopo le Feste
Le mie fotoLe mie fotoLe mie fotoLe mie fotoLe mie foto

 
honestmaverick's blog photos
Foto Honest maverick
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foto Honest Maverick
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Foto Honest Maverick
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AUGURI  A TUTTI PER DAVVERO!
da
 Honest maverick
      A wild blogger
Le mie foto
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Srozhdestvom Kristovym!
С Рождеством и Новым годом

Froue Weihnåcht'n, und a guad's nei's Joah

Frohe Weihnachte unn ein gudes neus Jahr

Schöni Wiehnachte und es guets Neus
Schöni Wiänachtä, äs guets Nöis
Joyeux Noel et Bonne Aneé

Buon Natale e Felice Anno Nuovo

God jol og godt nyttår  Z
*****************Enjoy:



domenica 23 novembre 2014

Finalmente ....... un pò di luce!



Premessa: Quanti dubbi ti insinua l'insana ed ingenua passione di andare avanti con un blog di provincia e molto "casereccio"! Ho riletto cento volte questo post prima di pubblicarlo. Avevo paura di fraintendimenti. Perchè la mia intenzione (molto presuntuosa) era (ed è ) solo quella di dare ulteriore lustro (se possibile) ai mille nostri connazionali "geniali" e spesso "poco conosciuti" del passato. Perché quelli del presente e del futuro, credo e spero proprio, che sapranno farsi conoscere  da soli nel migliore dei modi. E quindi tutte le considerazioni anche di tipo economico riportate nel post sono riferite ad un mondo passato.....un mondo di cinquant'anni  fa. Un mondo a cui io cerco di ispirarmi molto spesso ed al quale sono rimasto  molto ( forse troppo)  attaccato! 

La Storia, come diceva Qualcuno, si ripete per cento e mille volte: non bastava Meucci, e quindi il telefono, il pianoforte, il microchip e cento altre invenzioni frutto dell'ingegno italico e  non "sfruttate" appieno  per la giusta "gloria" e, perché no, anche per la giusta mercé, dagli Inventori. C'era anche la lampadina! Ed allora al cospetto di cotanto  "ingegno italico" mi viene da esprimere, anche per dare corpo alla statistica dei contrari, il mio modesto pensiero. E, certo di prendere per l'ennesima volta un abbaglio,   per quanto mi riguarda,  io la penserei in questo modo.  Se poi a qualcuno il mio parere non piace, spero comunque che mi perdonerà. E veniamo al dunque. Da cosa può dipendere tutto questo limitato e/o tardivo riconoscimento di tante invenzioni e dei loro Autori? Forse dalla diversa organizzazione industriale e sociale che c'era nel passato rispetto alle altre realtà?  O da una semplice parola (ed un concetto) con la quale,  tanti di noi abbiamo forse avuto,  storicamente,  qualche problemino: l'"organizzazione". Per tanti di noi, ed anche e soprattutto per me, è  un concetto piuttosto difficile. Le sue definizioni possono essere le più disparate e possono spaziare in molti campi, ma per l'argomento trattato,  è  forse  sufficiente prendere in considerazione  le organizzazioni aziendali. Esse, come sappiamo, dipendono anche  dal diverso grado di  sviluppo del settore finanziario (sic!). E quest'ultimo, come sappiamo, dovrebbe costituire la cinghia di trasmissione dell'attività manifatturiera e delle "start-up" che, per definizione, sono la culla  delle invenzioni e delle nuove idee. Ma forse il  carattere mediterraneo,  grande "spronatore" e "grande genio-folletto"  era (non so  e non credo che la cosa valga anche ai nostri giorni),  allo stesso tempo e  molto spesso, insofferente allo sfruttamento industriale e commerciale "organizzato" su larga scala delle grandi e geniali idee (l'organizzazione appunto) e  li portava, di frequente, ad un loro peculiare "concetto"  di  produzione (nel quale io mi ci ritrovo anche ai nostri giorni) che, appena si allargava  poco  più della cerchia familiare,   provocava loro, molto spesso, mille preoccupazioni e tanti incomprensibili (o.... forse comprensibili e giustificabili ) "dubbi" da cui  ne uscivano con grande difficoltà. Magari qualcuno dei nostri connazionali aveva appena inventato una "Grande Cosa" che risultava essere poi necessaria ed apprezzata dall'Umanità per Cento e Mille anni, ma, forse, si imbatteva subito in mille  difficoltà  esterne di ogni tipo. E poi, tra l'altro, come se non fosse bastato, in qualche altra difficoltà endogena in quanto, molto spesso, a lui interessava relativamente poco capire appieno l'impresa ad azionariato diffuso  o  tutti i nuovi (e molto spesso anche i vecchi) sistemi di finanziamento e altri complicati concetti economici. Avrebbero costruito, ad esempio, (ma è solo uno dei mille esempi che possiamo fare)  strumenti musicali  in maniera artigianale ed insuperabili per bellezza e precisione nelle loro  botteghe artigiane. A volte, o molto spesso, avrebbero sofferto di liquidità (cfr. Meucci case), ma a loro  non interessava "allargarsi" con il rischio di perdere un pò del loro controllo.  Loro la "Bottega" la  vedevano, spesso, in questo modo. Perché poi gli sarebbe piaciuto tanto che il loro figliolo, una volta chiuso l'abbecedario, avesse potuto continuare la loro grande avventura.  Tanto erano sicuri che avrebbe inventato  qualcosa di grande anche lui con la loro più grande soddisfazione..... anche postuma. E quest'ultima cosa, per loro, in confronto alla "soddisfazione" di "allargarsi"   era veramente ...........cosa di poco conto! 
Non è vero tutto quello detto finora? Peccato! .....Perché io mi ci stavo ritrovando parecchio. 
E poi, credo, che più la grande soddisfazione sia inventare, tutto il resto viene dopo. Anche quella grande "noia" di cercare il modo di rendere duraturo il grande momento  della "scintilla" che il  genio-folletto  fa spesso approdare nei nostri lidi. Molto meglio andare subito alla ricerca di una nuova scintilla.   Tutto quanto scritto sopra in un solo concetto? Eccolo:
"Veri e Grandi Uomini e Geni da ammirare, scolpiti in maniera indelebile nella grande Pietra della Storia dell'Umanità".
Honest Maverick productions


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http://www.fondazionecruto.it/

http://www.fondazionecruto.it/chi-era-alessandro-cruto/

 http://www.impresaoggi.com/it2/532-linvenzione_della_lampadina_elettrica_a_filamento/

Il contributo italiano allo sviluppo della lampadina.
 Nella storia della lampadina elettrica a incandescenza (che dal primo settembre 2012 scomparirà dal mercato europeo) c'è anche un capitolo tutto italiano. Una storia della lampadina «made in Italy» che ha per protagonista un inventore contemporaneo di Edison: il piemontese Alessandro Cruto. Ricercatore autodidatta, nato a Piossasco (Torino) nel 1847, Cruto nel 1876 riesce a ottenere del carbonio in forma di lamine lucenti ed elastiche. «Era sul principio del 1879 e avevo letto qualche cosa sui tentativi che faceva Edison per una lampadina a incandescenza a spirale di platino», scrive Cruto, e questa invenzione lo porta a pensare «all'applicazione delle lamine di carbonio che imparai a fabbricare fin dall'anno 1876». Da qui, nasce l'idea di Cruto di applicare alla lampadina il materiale che andava studiando: la sua ricerca sul carbonio si sarebbe svolta in parallelo a quella sulla illuminazione elettrica. Iniziano così complesse ricerche, che portano Cruto a comprendere i limiti del materiale finora utilizzato. «...Convinto poi che quella forma dei carboni non era la più appropriata e che la forma a filamento meglio si addiceva allo scopo, studiai il modo di ottenerlo in filo. Trovai il modo di ottenerlo facendo depositare il carbonio sopra un filo finissimo di platino, percorso da una corrente elettrica da portarlo al rovente in un'atmosfera di idrogeno bicarbonato...». È la svolta: attraverso un particolare procedimento, l'inventore piemontese riesce a ottenere filamenti di carbonio «interamente sintetici e con caratteristiche controllate e programmabili». Non solo. Cruto riesce anche ottenere una saldatura elettrica del filamento ai reofori metallici. «Questa saldatura elettrica che a giusta ragione deve chiamarsi per incandescenza, costituiva una vera invenzione, che poi ho compreso nel mio primo brevetto del 1882». Questa realizzazione frutta all'inventore anche un reportage di "Cosmos le Monde": «Mons. Cruto de Piossasco viene a modificare onorevolmente la famosa scoperta di Edison... questa invenzione è destinata certamente a un grande avvenire». È così che le lampadine di Cruto, nel 1883, vengono utilizzate dal comune di Piossasco per un impianto di illuminazione pubblica, un anno prima della parigina Place de la Concorde... Per le lampade "made in Italy" è il successo, tanto che alcuni esperti dell'epoca parlano di una superiorità "ingegneristica" del filamento di Cruto su quello di Edison. E l'invenzione si diffonde anche oltre i confini dell'Italia. Nel 1885, l'inventore piemontese fonda la "Società italiana di elettricità sistema Cruto", con il compito di fabbricare e commerciare le lampadine elettriche. Lo stabilimento nasce ad Alpignano nel 1886. La produzione giornaliera era di 1.000 lampade, gli operai erano 26. Poi, nel 1922, la società Edison Clerici (che aveva acquistato gli stabilimenti di Alpignano) porta la produzione a Milano. Quindi, nel 1927, la fabbrica viene veduta alla Philips. E la produzione riparte: questa volta con 300 operai. 

sabato 6 settembre 2014

Ho risentito il rumore del Vento!

Mi ricordo quei pomeriggi di Maggio seduto sulle scale di casa, leggendo un fumetto dell'epoca (Pampurio Arcicontento o qualcosa di simile) con il forte Vento che faceva sbattere le porte e le finestre,  ma che era anche tanto gradevole. Aveva un sibilo gentile ed un alito non caldo ma gradevolmente tiepido che ti avvolgeva i polpacci e, da lì, si avviluppava lungo le cosce di un ragazzo di dieci anni con i pantaloni corti. Era un Vento amico con un grande potenziale di "nuove" positive. Che ti faceva pensare a qualcosa di piacevole, di quelle cose piacevoli di allora. Il tempo dei gelati che tra poco sarebbero arrivati dal bottegaio. Ti faceva pensare di andare all'indomani nel prato a rotolarsi nell'erba e forse, ma proprio forse, chissà, un viaggetto con il pulman al mare quello vicino e quello vero. Perché c'era anche il surrogato del mare che, poi, non era da disprezzare. Perché allora il fiume era quasi come al mare. Poi si poteva sempre  andare al castagneto e, come se non bastasse, la sera potevamo anche fare un pochino più tardi con i ragazzi del bar. Ma il Vento ti faceva subito rinsavire. Pareva dirti: non sognare troppo! Stai con i piedi per terra. Perché poi, lo sai, che la realtà delle cose, molto spesso o quasi sempre, non corrisponde ai sogni. Nel frattempo avevo chiuso il libretto dei fumetti. Forse perché il Vento sembrava aver cambiato "rumore". Era sempre molto tiepido, ma il rumore era diverso. Era un fischio più forte, un pò più sgraziato. Forse perché si andava vicino al tramonto. Ma io pensavo che Lui volesse dirmi qualcosa, forse ammonirmi di non pensare solo alle cose gradevoli. Avevo anche molti altri obblighi: aiutare a fare qualcosa nell'orto e poi studiare i libretti delle vacanze. L'altra sera ho risentito lo stesso rumore. Era proprio lo stesso rumore anche se ero in una casa e in una condizione molto, se non completamente, diversa. Ma il rumore era bello ed avvolgente come allora, come cinquant'anni prima. Ma che significava avere ora lo stesso rumore del Vento quando io ero in condizioni completamente diverse, con uno spirito ed un animo differenti ed un fisico ed un volto quasi irriconoscibili? E mentre mi domandavo questo, sentii un sibilo più forte che fece sbattere una finestra ed allora mi venne in mente qualcosa di vero: ero cambiato nell'aspetto ma l'animo era sempre lo stesso! Mi vennero in mente le caramelle Martesano, i Baci al liquore, il Frou-Frou e la "Spuma d'oro". Con e attraverso  il Vento, la pellicola aveva fatto il "rewind" ed io ero ritornato a rincorrere proprio lo stesso Vento. E mi venne in mente che, forse, la vita è solo una pellicola di celluloide. Si, ma di una celluloide speciale. Ci vuole  sempre il Vento per farla riprendere da un punto speciale del "Film". Ma poi, purtroppo, si riavvolge da sola. 
Honest Maverick productions       


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