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mercoledì 12 maggio 2010

Robots molto speciali

E' un mondo che va verso nuove frontiere tecnologiche. Un mondo in cui l'uomo avrà amici tecnologici?. No! a questo mi ribello. A mio avviso la tecnologia non può essere tanto amica, nè sostituire sentimenti o sensazioni. Può essere solo utile. Anche se scoprissimo intelligenze artificiali, che ancora non esistono, non potranno sostituire l'idea e l'intelligenza dell'uomo. Tutte le tecnologie finora inventate, infatti, sono "function oriented": possono eseguire anche molteplici funzioni ma mai fuori da quelle previste. L'uomo, invece, è eclettico o dovrebbe esserlo e questo è difficile realizzarlo a livello tecnologico.Basti pensare che anche le tecnologie più avanzate come quelle spaziali hanno sempre bisogno dell'input dell'uomo per farle partire e, tante volte, per correggerle. Eppure non possiamo più fare a meno delle tecnologie. Il computer, per certi mestieri, è diventato indispensabile così come la programmazione anche se non può ancora sostituire del tutto l'intervento dell'uomo. Proprio qualche sera fa vedemmo una trasmissione sui processi che occorrono per costruire una delle più belle e famose auto sportive al mondo. Più di cento processi, moltissimi automatici a carico di robots che, però, assomigliavano all'uomo e tanti altri che non si erano potuti automatizzare e per i quali l'uomo era indispensabile. Bella cosa per davvero!. In quella catena di montaggio c'erano tanti robots "paraumani". Ed allora ci rendiamo conto che in questa storia qualcosa non torna. Ancora non siamo capaci completamente di replicare noi stessi meccanicamente. Bello a sapersi e soprattutto possiamo esserne, in un certo, orgogliosi. Se riuscissimo a pensare bene ci accorgeremmo quanto siamo importanti tutti noi nessuno escluso. Siamo proprio dei robots speciali. Proprio e tanto irripetibili.
E per vedere quanto è importante la nuova tecnologia nel mondo dell'informazione, enjoy il video di Current TV sull'argomento.
Buona visione



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martedì 11 maggio 2010

Ordinaria amministrazione e farsi spesso trascinare dagli eventi

Ordinaria amministrazione di positività, ieri. Meno oggi, anzi oggi si rientra nella routine. Routine di mille piccoli problemi quotidiani che vengono fuori comunque.Ed infatti la volatilità si manifesta anche in borsa. Senso di insicurezza, parecchio diffuso. Come i sentimenti. Sento da qui le uniche persone veramente felici: due ragazzini di 7-8 anni che ridono felici nel piazzale antistante mentre giocano assieme. Per il resto un mondo di gente che va per conto proprio, che gira, che tenta di fare affari, che ha problemi di salute, che ha fretta, che si arrangia. Sarà bene cambiare argomento.Il segreto di ovviare a tutto questo, a mio parere?. Cercare di vivere molto semplicemente e alla giornata. Non pensare od almeno cercare di non pensare.Prendere la vita di petto o farsi trascinare stancamente dagli eventi?. Beh, credo che convenga, qualche volta, farsi trascinare dagli eventi e cercare di guardarli dall'alto in basso. Farseli sdrucciolare sulle spalle. Non considerarli troppo, né troppo poco. E non considerare troppo neppure le cose che vanno storte. E per finire un bel video di Current TV che comincia:" navigare su un mare di informazioni" per ottenere un mondo arricchito ed una realtà "aumentata". Ecco una nuova sfida:
"la realtà aumentata". E speriamo che sia aumentata con mille e mille cose buone.
Senz'altro con mille nuove opportunità come si può vedere guardando il video.

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lunedì 10 maggio 2010

Piccoli pensieri ed emozioni positive di inizio settimana

Sembra essere una giornata molto più serena di ieri. I grandi passi fatti sulla strada della stabilizzazione economica dovrebbero rassenerare tutti, ma proprio tutti, perché, forse, non ci accorgiamo quanto abbiamo rischiato tutti. Ed allora voglio dire una sola cosa:forse da noi occorrerebbe una più diffusa educazione a livello economico. Lo dico anche alla luce di quello che disse un economista ieri sera ad una trasmissione. Un economista che ci capiva, mentre altri davano la colpa a mille altri fattori marginali. Credo che il problema sia molto più semplice ed in questo la penso proprio come quell'economista: prestereste voi, ad un tasso molto basso, una cifra di denaro ad una persona che dice di aver problemi a far fronte ai propri impegni. Ed il conquibus è tutto qui. Ma, a questo punto, cambiamo completamente argomento. Un'altra ottima notizia: ed infatti e' proprio di oggi la notizia che, sotto l'egida di Legambiente, oltre 2000 Comuni del nostro Paese hanno aperto l'iniziativa"voler bene all'Italia". Mille iniziative tutte nell'ambito della valorizzazione del territorio, energia verde e rinnovabile, valorizzazione delle opere d'arte o dei monumenti anche quelli ritenuti, a volte, molto a torto minori, apertura dei musei anche di quelli piccoli, anche quelli minuscoli, valorizzazione delle tradizioni con la partecipazione di tutti. Oggi mi ero alzato male, ma ora mi sento già meglio. Perché credo che la freschezza e la genuinità anche delle idee possano contribuire al benessere fisico e psichico, come un bell'ambiente e un grande prato verde. Che si possa proseguire così, per tanto tempo, anche fosse solo nel pensiero e nella valorizzazione delle idee positive. Perché, molte volte, le idee valgono molto di più delle cose.

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venerdì 7 maggio 2010

Un ponticello per tutti?


Riprendiamo il faticoso cammino? Si è giusto cerchiamo di darci sotto. Vista la situazione "globale" mi verrebbe da esprimere un bel Mah?........ma bisogna essere fiduciosi ed andare avanti. Ed allora cambiamo completamente argomento e chiudiamo la settimana con un post di architettura, o meglio di un caso di architettura di quella vecchia, di quella antica, di quella che fa sognare.Qualche giorno fà ho trovato un articolo, su un grande giornale, su una notizia che sembra quasi impossibile: nel 1502 Leonardo da Vinci progettò un ponte sul Corno d'oro della lunghezza di 240 metri su incarico del sultano Bayezid II, il quale tuttavia lo considerò irrealizzabile. Come al solito il "Genio", specialmente quello italiano, è sempre stato considerato pochissimo sul momento. E soprattutto lasciato quasi sempre solo. Potremmo fare mille casi di questo tipo perché è vero che il "genio italiano" è stato stato considerato e riconosciuto per il suo valore dopo secoli, magari con mille scuse e contumelie di vario genere. Dico ciò perché anche questo del ponte è un caso di specie.Vedendo il progetto di Leonardo o meglio il ponte che le Autorità della cittadina norvegese di Aas hanno costruito in scala ridotta, seguendo minuziosamente il progetto di Leonardo, salta subito all'occhio il tratto di una intelligenza superiore. E mi fermo qui, perché, oltretutto, ci sarebbe da dire anche un'altra cosa: sembra che anche il progetto originale venga ora effettivamente realizzato a seguito di studi di fattibilità ben riusciti. E tutti noi ci accorgeremo che quel ponte reggerà benissimo perchè il progetto era perfetto. Solo che ci abbiamo messo 500 anni a capirlo. Mai, come in questo caso, viene da dire meglio tardi che mai. Ad majora.
e, poi, viene da domandarmi perché nessuno avrà pensato qualcosa di simile anche da noi, sarebbe stato un bel riconoscimento al nostro più grande Maestro: Boh? Oggi è proprio la giornata dei Mah e dei Boh!. Ed allora è bene finirla qui e non mi resta che augurare:

Buon Fine Settimana e Buona domenica a Tutti.


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martedì 4 maggio 2010

Je prend une pause pour commencer à espérer

Aujourd'hui, pas vraiment envie de m'engager pour le post. Je ne veux pas penser, faire de mon mieux de s'exprimer ou de construire quelque chose.
Peut-être parce que je suis à s'adapter à la situation générale, le sentiment de résignation pour mille raisons d'intérêt général ou local. Mais je pense que la raison principale est l'individualisme qui prévaut, la calomnie des amis d'enfance même ou des connaissances, sans parler de beaucoup plus de personnes. Je ne vois pas clairement, même dans la situation générale, en particulier avec ces conditions.Et quand vous arrivez à ce point je viens de faire seulement ce que j'ai dit dans mon cœur cette fois. Aujourd'hui, je dis ce mot qui est tellement à la mode aujourd'hui: je suis en pause. Je me suis arrêté avec l'esprit, des sentiments, même ceux qui pourraient me donner une certaine satisfaction ou de vengeance. Je viens de mettre en pause. J'ai besoin d'une pause pour essayer de commencer à réfléchir sur les meilleurs et plus d'espoir pour l'avenir.
Et maintenant, je suggère de ne rien faire. J'espère que demain, c'est mieux.
Et je suis déjà passée par un moment d'espoir.Je me sens déjà un peu mieux
Ad Majora.
H.M. -Aujourd'hui, s'arrêta, non pas tant si personne ne le remarque

lunedì 3 maggio 2010

Un mondo troppo efficiente, senza bailout!

Con un mio vecchio amico di famiglia mi sono messo a parlare l'altro giorno, quando era bel tempo, delle api. Lo spunto da un piccolo gruppo di api operaie che volavano da una grossa margherita arancione all'altra. E venni a scoprire proprio da lui, vecchio factotum, del magico mondo delle api, perché, a suo dire, tra i tanti mestieri che aveva tentato di fare nella sua vita, c'era anche quello di apicoltore. Ed allora provo a ridire quello che lui, con dovizia di particolari, mi raccontò di quel mondo fantastico e perfetto. La prima caratteristica e parola che venne fuori e ripetuta per tante volte fu mettere in evidenza la perfetta organizzazione di quel mondo. A me, da buon uomo mediterraneo, pieno di fantasia ma scarso nell'organizzazione e nella precisione, mi faceva quasi rabbia che potesse esistere in natura un mondo tanto perfetto, rigido e pieno di ruoli da rispettare.
Ecco l'altra caratteristica fondamentale. i ruoli rigidi, tutti indirizzati ad un unico fine: la produzione del miele. Organizzazione perfetta e gerarchica, sembra quasi senza sentimento. Il ruolo più importante all'apparenza: l'ape regina, l'unica femmina fertile del gruppo; è più grossa delle altre api e può vivere fino a 4 -5 anni. Dipende da lei il futuro e il rinnovo del ciclo. Quindi è circondata da mille attenzioni. Le viene portato da mangiare, come ad una regina, da alcune api addette al compito di "donne" anzi api di servizio. Nella mia immaginazione me le raffiguro con il grembiulino bianco, sopra un vestitino di raso nero, che spicca particolarmente sul loro ciuffo di capelli radi ma biondi. Ma c'è subito un mondo dedicato alla produzione: arriva l'ape operaia, dal corpo snello e versatile. Nella comunità chiamata "alveare" ne esistono circa diecimila, lavorano fino allo sfinimento ed infatti non vivono neppure una stagione. Passano l'inverno, lavorano quasi tutta l'estate e poi hanno esaurito le loro forze, il loro compito e lasciano il campo a forze fresche . Loro hanno esaurito la loro missione per cui sono state create. Hanno dato tutto per la società, ricevendo una piccola parte di quello hanno dato. Il ciclo continua. Sono dotate anche di sistemi "elettronici" di ultima generazione e possono allontanarsi e ritornare all'alveare entro un arco di 5 chilometri dallo stesso. Un sistema di navigazione satellitare di ultima generazione li guida al fine di poter scoprire i fiori più belli. Ma esiste anche le api addette al servizio segreto. Controllano l'alveare, ma soprattutto girano nell'ambiente circostante per individuare dei luoghi che siano adatti ad un improvviso, eventuale e necessario trasferimento. Il ruolo di meno responsabilità ed più adatto alle sue caratteristiche è dato al maschio, detto fuco. Serve essenzialmente e solo per fecondare la regina. Non c'è da farci troppo affidamento se non per questo compito e quindi ne vengono tenuti in vita una decina per ricavarne l'esemplare più sano e bello. Questo ovviamente sarà scelto dalla regina per farsi fecondare. Ma poiché nello stesso momento in cui ha fecondato la regina ha esaurito il suo compito perché saprebbe solo mangiare e poltrire, viene fatto in modo che tutto il suo apparato sessuale si distacchi al momento della fine del rapporto sessuale. E quindi per ironia della sorte, muore subito dopo, oltretutto castrato. Gli altri fuchi, tenuti per riserva e come esemplari, fanno una peggiore fine. Vengono eliminati dalle api killer ed oltretutto senza neppure aver potuto gustare i piaceri ed i favori della regina. Sembra che la regina rimanga fecondata per lungo tempo ed allora comincia a controllare le cellette dove poter deporre le uova. Ne deposita circa 10.000. Sceglie le celle di dimensioni normali per creare le api operaie (femmine) ed alcune di dimensioni più grandi per creare i fuchi. Ma l'organizzazione è ancora più complessa: ed infatti la raccolta e la deposizione del polline viene svolta da due figure diverse : l'ape bottinatrice, atta a viaggiare tra l'alveare e i fiori per cedere, appena arriva, il suo prezioso carico all'ape magazziniera che deposita il polline con cura nelle celle, ma soprattutto per permettere alla bottinatrice di effettuare subito un altro viaggio. Poi esistono anche le api "ramazziere" adibite a tenere pulito l'alveare, alcune api "ventilatrici" per mantenere fresca la temperatura dell'alveare e le api guardiane per scacciare alcune malintenzionate di qualche altro alveare che vorrebbero appropriarsi del bottino, proprio come succede da noi. Ovviamente in un alveare può esistere solo una regina, come succede da noi. E dopo il suo ciclo di vita e quando è improduttiva viene scacciata da una nuova, più giovane e bella. Nessun privilegio a vita. I suoi privilegi ed i suoi poteri erano solo funzionali a qualcosa di Superiore, che ha molto di filosofico e ci riguarda tutti e che noi, a stento, riusciamo a capire: la Continuità. Capiamo bene, in questo mondo modernissimo in miniatura, che tutti questi esseri sono funzionali a qualche altro Principio. E tutta l'alterigia, il potere e l'importanza della Regina svanisce di colpo, come gli erano stati dati dalla sorte. E forse anche lei si accorge che era solo una funzione di qualcos'altro. Solo una cosa è certa. In un mondo così non è possibile che ci siano "bailouts", anche se io preferisco 100 bailouts ad un mondo così.
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