Così scrivevo alla fine del 2009 e questo vale anche per ora nel 2016. Non è cambiato niente se non che sono 6 anni più vecchio e sempre meno in forma:
Fine di un Anno. Fine di un periodo e tempo di bilanci. Bilanci materiali e morali e personali. Forse dovremmo, più spesso, provvedere a fare un pò di bilanci in tutti i campi: nel sociale, nella vita pubblica e privata e non solo nelle aziende. Una volta si faceva l'inventario, sembrava di fare il bilancio ed invece era solo la giacenza di magazzino. Ed allora cominciamo a fare l'inventario del blogger: in magazzino ci sono tanti post, tanta passione e tante ore spese. Il risultato, come in qualsiasi campo di attività, avrebbe bisogno di miglioramenti , ed anzi mi riprometto di trattare, nel prossimo anno, salute permettendo , tanti altri argomenti e di addentrarmi nei meandri della Montagnola più spesso, sviscerandone i temi sociali e soprattutto storici. Attività di bilancio: tanta passione,tempo dedicato e nessun vantaggio personale per questo lavoro. Tutto gratis ed anche questo, ritengo, in un mondo come quello di oggi, sia una valore da mettere nell'attivo. Passività:tempo dedicato a fare post ma soprattutto a pensarli, perché il pensiero deve venire molto prima dell'esecuzione. Capitale sociale:zero euro, ma pieno di voglia di migliorare l'attività svolta e qualche idea. Conto economico tutto a zero. Il bilancio di un blogger "maverick" è così, ma questo mi rende particolarmente orgoglioso in questa fine d'Anno un pò uggiosa anche meteorologicamente. Anche se avessi fatto un piccolo servizio a qualche sparuto lettore sarei molto contento, per non parlare di qualche piccolo studente che, momentaneamente a corto di idee, abbia potuto trovare anche solo un piccolo spunto in questo blog. Sarebbe la mia soddisfazione più grande ed il mio unico scopo.
Forse sono troppo presuntuoso a pensare questo, ma io, su questo, trovo la forza di andare avanti anche per il prossimo anno.
E quindi non mi rimane che fare i miei migliori Auguri, in questa giornata speciale, a TUTTI VOI:
Thank you, Merci beaucourp, Muchas gracias, Vielen Dank, Большое спасибо; велике спасибі....
TO ALL
CITIZENSOFTHIS FINE PLANET
Honest Maverick
2016
A PRESTO........................................................... MY FRIENDS
In un momento di tristezza, mentre si accompagnava nell'ultimo viaggio un conoscente di lungo corso, con il quale, fin da ragazzi, avevamo vissuto, insieme con le nostre famiglie, tempi molto diversi e parecchie ristrettezze e poi, nel nostro molto mutevole percorso di vita, la tecnologia ed il benessere avevano completamente ribaltato le condizioni di vita, i miei sentimenti mi riaffioravano sulla pelle in forma di lontani ricordi. Ma quel tratto di strada che stavamo facendo ora, l'avevamo fatto tante volte insieme. Ed allora mi venne spontaneo rivolgermi a mia sorella che mi stava accanto esclamando " ma i luoghi restano sempre gli stessi e noi non siamo altro che piccoli attori e comprimari che gli facciamo compagnia solo per una limitatissima porzione di tempo". E qualcosa, in questa mia affermazione piuttosto banale, non mi "torna" neppure ora. Qualcosa che va oltre la banalità! Ma il nostro rapporto tra esseri viventi ed i luoghi che viviamo si ferma solo ad un semplice ed occasionale incontro senza rapporto né dialogo oppure si stampa da qualche parte in un "data-base virtuale" che noi non conosciamo ma che. da qualche parte, esiste? Ed intanto voglio rivelare una mia sensazione che ho provato diverse volte quando sono ritornato in un luogo che avevo vissuto tanto tempo prima. A me quel luogo, nei miei ricordi, appariva più grande, più largo, più capiente. Forse per il resto era uguale, ma, nella realtà, era più piccolo. Mi sono domandato tante volte perché e non mi sono dato una risposta. Normalmente mi riferisco a luoghi dove la mano dell'uomo è stata quasi assente e quindi perfettamente riconoscibili.
Forse il data-base di cui si parlava prima ha provveduto a "zipparli" un pò ?
Sto scherzando, buttandola sullo scherzo, come quando si fa quando non si trova una soluzione.
Però quei muri, quelle strade e stradine a sterro molto vecchie qualcuno le ha realizzate e molte altre persone ci sono passate prima di noi. Ed allora cosa siamo noi? A mio modesto parere solo poveri attori di una commedia "drammatica" in cerca di risposte, di copione e di ruolo che ostinatamente vogliamo trovare. E che forse non varrebbe neppure la pena per la breve durata del nostro spettacolo!
Ma che, ribaltando completamente la frittata in una visione ottimistica, quei luoghi ci appartengono quasi sicuramente per sempre e lì aleggerà il nostro spirito. Quindi trasformiamo il "melodramma" in una commedia allegra, simpatica e soprattutto amichevole. E forse ci ritroveremo lì tra un pò di tempo con le "persone" che ci sono piaciute di più e con le quali abbiamo avuto più feeling. Staremo insieme senza tante inutili formalità e ci sorrideremo. Forse sarà la nostra più grande soddisfazione e..... ricompensa. Ci risentiamo per gli Auguri
http://wisesociety.it/alimentazione/biologico-significato-e-vantaggi/ Quant'é difficile, per me, parlare di biologico! Adoperarsi per produrre modestamente un piccolo orto di casa per avere a disposizione un pò di insalata o qualche cavolo per consumo personale, per me, che sono in là con gli anni, sono cose che mi hanno seguito fin dai primi momenti di vita. Avevamo l'uscio di casa e, a pochi passi, le galline, qualche volta il maiale da ingrassare e poi il vero "wild habitat". Un bel cancello di legno come andava di moda allora e cioè ricoperto con la stessa tipologia di rete utilizzata per recintare il pollaio, quella rete ottagonale che non si vede quasi più. Ed al di là di quel piccolo cancello l'Orto. Importante o forse più importante della casa dove si viveva. L'Orto, il Forno, il Focolare ed il Pollaio erano le cose più importanti e fondamentali della vita di allora. Il cavolo lo mangiavano, anche allora, le lumache anche se ce n'erano molte meno di ora. Ma alle lumache non gli veniva dato niente se non qualche guscio d'uovo tritato, o cenere di stufa o di camino che ce n'era in abbondanza. Nell'insalata di solito non veniva dato quasi niente. L'unica cosa importante per il nostro Orto era il riciclo degli "scarti" del nostro arcaico ambiente descritto prima. Dell'utilizzo della cenere abbiamo già parlato. Ma noi avevamo anche un'altra grande ricchezza: il pollaio con le galline, il gallo, le uova e, poi, la pollina. Che prendevamo come una buona ricchezza naturale e l'adoperavamo per il concime, insieme al terriccio che andavamo a prendere direttamente dove nascono i funghi sotto i castagni. Il nostro ciclo produttivo era tutto biologico e non c'era niente senza essere sfruttato sia gli avanzi vegetali dell'orto, sia il terriccio che il materiale organico del pollaio. I tempi sono molto cambiati ed io porto molto rispetto ai mercatini biologici che tanto vanno di moda. E qui entra in gioco l'operatore commerciale del banchetto. A volte molto affabile e divertente che spiega, in modo esaustivo, le difficoltà di tali tipologie di coltivazioni, specialmente ai giorni nostri, quando è tutto più complicato, a volte anche da inutili complicazioni. Molto spesso si tratta anche di prodotti provenienti dall'apicoltura di collina con molte varietà di manufatti e, qualche volta, anche di tipo quasi innovativo come la grappa di miele. E' molto interessante ascoltare questi piccoli agricoltori che, molto spesso, uniscono a tutto il resto tanta passione. Forse un piccolo problema si verifica quando incontriamo, a dire il vero piuttosto di rado, qualche operatore che, come si suol dire, tende un pochino a far cascare le cose dall'alto. I suoi prodotti sono i migliori in quanto più biologici degli altri e, con un pò d'aria di sofferenza, si degna a rispondere alle domande, mentre scuote un po' la testa come se dietro ci fosse il teorema di Laplace Peccato, perché per lui e per il "biologico" è un'occasione persa. Ma non dipende dal biologico ma da chi lo rappresenta. E noi della "notte dei tempi" lo capiamo subito. Per noi il biologico, prima che si vestisse a festa e si mettesse la cravatta, era uno di casa. Poi un giorno, come segno dei tempi, in certe occasioni, cominciò a curarsi il look anche se, per noi, continuiamo a pensare al nostro vecchio biologico molto "wild". Ed allora metto la musica dei miei vent'anni. Molto "biologica" perché allora o sapevi suonare o....tante stecche.... Non c'erano gli effetti artificiali e speciali. Proprio come nel sistema del biologico di allora e, sono convinto, anche dei nostri giorni!