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sabato 13 gennaio 2018

Viaggiatori temporali.

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https://sapereeundovere.com/viaggiatori-temporali-un-cellulare-in-un-video-del-1938/

Alcuni continuano a dire che è possibile, o meglio, che sarebbe possibile viaggiare nel tempo con particolari meccanismi, che io non so spiegare, come fortissime accelerazioni o con particolari accorgimenti che vanno a scrutare nei meandri più insondabili della fisica o della matematica quantistica. Ma anche a noi profani il problema del tempo che scorre e che non si può mai fermare è qualcosa che ci pervade l'anima e ci rende, a volte, sconsolati e/o tristemente rassegnati. A volte,però, il tempo ci rende un pò più sereni perché ci fornisce tanti bei ricordi. E così rivediamo il vecchio sussidiario delle elementari e con lui ci ritroviamo in quell'aula antica con i banchi di legno e i calamai di quando dovevamo fare le aste nel quaderno a righe col pennino che bisognava intingere nell'inchiostro. E mentre scrivo sto ascoltando una trasmissione dei nostri giorni in cui alcune persone si lamentano. Manca l'acqua, mancano le abitazioni, ci sono le buche e tante altre cose di vario tipo. Mi viene spontaneo di pensare a come eravamo noi, allora, prima di andare a scuola ad ascoltare  il nostro maestro che ricordo ancora con molto affetto. E cerco di immedesimarmi, con tutto il mio sentire, in quel microcosmo di 60 anni fa. Voglio viaggiare nel passato. Mi ritrovo con la cartella di cartone a tracolla, usata anche dalla sorella più grande, e un paio di calzoni corti di fustagno. Le scarpe sono quelle dell'anno prima riaggiustate dal calzolaio del paese. Il pane inzuppato nel poco latte comprato la sera prima dal vicino che c'ha la mucca e, mentre mangio,   sto sognando una fetta di quella cioccolata strana che alla cooperativa tagliano a fette ed è di due colori. E mi accorgo di avere fatto un bel viaggio nel tempo. Un viaggio di 60 anni fà. E durante questo viaggio virtuale (ma non troppo) mi accorgo di aver conosciuto e poi perduto tante persone con le loro caratteristiche uniche, molte delle quali mi hanno insegnato molto e fatto capire alcune caratteristiche "universali" della vita, in qualsiasi contesto la stessa si svolgesse. E nel mio viaggio temporale di 60 anni ho ritrovato le piccole botteghe di paese,  i fruttivendoli con l'"Ape" che passano anche  per farci sognare, a noi ragazzi, qualche bella pera  o qualche pomo molto dolce e che urlano per farsi sentire alle "massaie" che gestiscono le poche spese giornaliere. Ci sono persino gli spazzacamini, gli arrotini e i "cenciaioli" che prendono di tutto e comprano persino le pelli di coniglio. Le poche auto che passano sono una grande  novità da guardare con attenzione e curiosità. Ma poi le cose si evolvono e noi cresciamo e, piano piano, nel nostro viaggio temporale abbiamo assistito a  molti cambiamenti "graduali" nell'ambiente circostante. Ma mano che passavo dal 1959 agli anni 2000 ho visto le strade bianche che sono diventate nere, le auto molto più snelle e veloci e poi i Suv e la loro grande proliferazione. Ho visto nascere i supermercati e sparire i piccoli spacci di paese. Aumentare le cose a disposizione nel cibo e nell'abbigliamento. Ed aumentare il cosiddetto "tenore di vita". Ma ho visto anche che alcune cose sono diminuite: il rispetto e la dignità. Quest'ultima, in particolar modo, é una cosa che i miei "vecchi" mi raccomandavano sempre di tenere di conto. La povertà vissuta con dignità, mi dicevano, é quasi un "piccolo privilegio".  Non ci ho mai creduto ma  forse era un pò vero perché il nostro piccolo e modesto microcosmo vissuto con la "pulizia" d'animo ci faceva respirare liberi, a pieni polmoni e prendere tutte le curve del mondo a grande velocità.  Il mio viaggio nel tempo è arrivato al capolinea. E sento il "capitano" che ci avverte che siamo arrivati alla stazione del "presente" e che  bisogna per forza scendere. Per il "futuro" dobbiamo prendere un altro treno in un altro binario molto lontano. Devo correre con tutte le mie forze per cercare di non perdere quella coincidenza. Altrimenti si resta come sospesi nell'aria un pò  consumata del presente. Ma lo faccio soprattutto per curiosità.
HonestMaverick

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domenica 31 dicembre 2017

BUON ANNO 2 0 1 8 !




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          BUON 2018


CARI AMICI DEL BLOG E DI FACEBOOK : A TUTTI VOI VA UNO SPECIALE AUGURIO DI PACE E SERENITA'  E TANTE COSE FRUTTUOSE PER TUTTO  L'ANNO E QUINDI NON MI RESTA CHE DIRE:


Felice Anno Nuovo  a Tutte le Persone con le quali abbiamo condiviso qualche bel momento nella Vita e nel Web. 

BUON ANNO con tutto il cuore


MANY MANY THANKS 


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giovedì 21 dicembre 2017

Auguri di Buon Natale e Buone Feste 2017-2018.

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FESTIVITA' 2017   

Anche se molti lo considerano solo una consuetudine, noi pensiamo che gli AUGURI siano MOLTO IMPORTANTI: un po’ di  calore in una fredda giornata d’Inverno!
Ed allora è bello poter estendere gli Auguri di

BUON NATALE E BUONE FESTE  

A  TUTTI.


      Ma in  questo periodo  molto particolare occorre, secondo me, ricordare alcune persone che si trovano in situazioni molto speciali come tutti i bisognosi, gli ammalati, le persone sole, i volontari di qualsiasi genere e tutte le persone di Buona Volontà nell'accezione più ampia del termine.


     Occorre infine dire che, in questo periodo,  sarebbe bello anche:


- fare un bel sorriso ad una persona anziana;
- fare un passo avanti  per farci perdonare qualcosa;
-dare una stretta di mano ad una persona che cerca compagnia;
-scusarsi con qualcuno al quale pensi di aver fatto uno sgarbo anche involontario;

Vi ringrazio per i numerosi accessi al blog e Vi porgo i MIGLIORI AUGURI  di BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO,
dandovi appuntamento nel NUOVO ANNO, dopo le FESTE, e sperando che sia proficuo di idee come il 2017.

BUON NATALE E BUON 2018 e
AUGURI A TUTTI .............per  D A V V E R O! 

Honest maverick
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giovedì 7 dicembre 2017

La giusta e pacata frenesia di questi giorni di Dicembre.

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Mi sono ritrovato in un moderno negozio di prodotti per la casa ed ho notato molte persone indaffarate nei numerosi scaffali pieni di articoli per il Natale e per il Presepe. Ho notato che quest'anno ci sono molti nuovi oggetti per costruire un bel Presepe: statuine per fare una fontana funzionante con un vero zampillo d'acqua o un cascata con l'acqua che scorre fino a raggiungere un mulino con una bella ruota finemente colorata. E il tutto circondato da numerosi alberi di Natale sintetici, per modo di dire, perché. a prima vista, sembrano piccoli abeti usciti da un vivaio di alta montagna. E poi bellissimi addobbi forse ancora più classicamente evocanti la Festa per antonomasia di tutto l'anno. Ma quello che ho notato quest'anno, a differenza degli anni passati, è che la gente è pervasa  da un senso di "pacata frenesia" molto più composta degli anni passati . E non era un sensazione momentanea che ho ritrovato solo in un'atmosfera di un particolare negozio o momento, perché la stessa cosa l'ho trovata in un negozio di scarpe e in una altro di abbigliamento. Ho sempre guardato con attenzione agli atteggiamenti delle persone e specialmente durante i periodi delle festività imminenti. Per molti anni gli atteggiamenti possono essere anche molto simili ma, a volte, ci sono dei periodi in cui si nota un cambiamento. E quest'anno credo che sia uno di questi periodi. C'è un'aria molto più leggera, come se, collettivamente, si  fosse deciso di fare una tregua, un patto con la durezza della vita di tutti i giorni e si volesse essere più gioiosi partendo con l'apprezzare anche e soprattutto le piccole cose. E questa è bellissima atmosfera e una grande cosa  di questo periodo di Dicembre. Uno dei periodi più belli dell'anno. Dove da una nebbia mattutina che, piano piano, si dirada si affacciano deboli raggi di sole che, a mano a mano, con il passare delle ore, diventano più robusti, ma per poco tempo. E in questi squarci di luce si intravedono foglie di agrifoglio con tante palline rosse. E in questa magica aria si scorge una voglia di quiete. Una quiete minacciata solo da  una pacata frenesia  dell'animo. Ma che non può che rendere tutto più frizzante e affascinante. Un'aria sospesa di grande e pacata attesa.

 Ed ora voglio  rievocare la stessa atmosfera ma di tanti anni fa che ho riproposto anche l'anno scorso. Ma forse, ogni tanto, e solo per queste occasioni  giova molto  anche ripetersi: 

 ".......Partendo da un'analisi terra terra devo dire che il pettirosso della scorsa settimana si sta trovando molto meglio, perché la stagione è cambiata. La nebbia si è abbassata, l'aria tende al bianco natalizio. Gli alberi, le foglie di alloro e gli aghi di pino brillano di rugiada anche in tarda mattinata. L'atmosfera è completamente cambiata. Le prime luci natalizie brillano e si accendono ad intermittenza. E forse sono loro che mi spingono a ricercare l'essenza di questi giorni, di questo periodo, come l'ho conosciuto da quando sono venuto in questo bellissimo ma anche "tosto" mondo. E mi accorgo che l'essenza è fatta di immagini che mi appaiono in sequenza.   Tre o quattro cose molto semplici, ma per me molto speciali e spontanee. Una bellissima borraccina spugnosa di color verde intenso da ricavare nei sassi secolari dei muri della Montagnola. Tenti di staccarla con tutte e due le mani che ti imbratti nella terra rossa. Un albero di Natale addobbato all'antica.Con qualche pallina bianca e rossa, qualcuna fatta a fungo, qualche altra incavata e qualche arancio per abbellirlo di più. Ed un pò  di carta stagnola di color rosso, messa qua e la che possa risplendere nel color verde del ginepro. Che avevamo adocchiato già da qualche mese e l'avevamo curato con lo sguardo per diverso tempo, tutte le sere, nel pomeriggio dopo la scuola. Una scatola di latta riempita di cavallucci fatti in casa. Con mille attenzioni, con i canditi messi da parte da molti giorni e le noci nostrane. E tante bollicine di alchèrmes nell'aria. L' Alchèrmes (ma noi si chiamava l'archemes) era il benvenuto perché quando c'era lui c'era festa nell'aria e tanti dolci in preparazione. L'attività affannata della vicina di casa che faceva la sarta ed era intenta a preparare al meglio i vestiti interi e le sottane dagli scampoli comprati dal merciaio ambulante. Ed un'atmosfera festosa ma anche impegnativa perché la Festa andava preparata con tutti i crismi e quindi  con tanti preparativi, le Novene, le prove per i canti. E l'atmosfera esterna, bellissima, con la nebbia argentata che si univa ad un sentimento interiore di attesa, intriso anche di buona  fratellanza. Credo che questo sia il punto principale. La bellezza dell'attesa che, come in un sentimento leopardiano di attesa della domenica, ma molto rafforzato, ci dava la forza e lo sprint di godere delle poche cose che avevamo, ma che ci  sembravano tanto abbondanti in questo particolare  periodo. Ma allora, tornando al presente, bisogna ricercare l'essenza nei nostri giorni di questo periodo di Festa  e di questa difficile epoca. Ma quale potrebbe essere oggi l' "essenza"? Navigando  nell'incertezza come un naufrago in difficoltà, mi suggerisco che,  forse, potrebbe anche essere: 

- un bel sorriso ad una persona anziana;
- fare un passo avanti  per farci perdonare qualcosa;
-dare una stretta di mano ad una persona che cerca compagnia;
-fare una telefonata anche a colui che non ti è simpatico;
-scusarsi con qualcuno al quale pensi di aver fatto uno sgarbo anche involontario;
-lasciare da parte, per un momento, i rancori, le divisioni, le simpatie e le antipatie personali.
                 
Poca cosa dirà qualcuno! "Forse" rispondo io. Ma non è che siano cose facili e tanto frequenti ai tempi d'oggi. Anzi non si vedono o non si fanno di frequente (io per primo) da molto tempo. Sarà anche per questo che, da qualche anno, mi fa una strana impressione, la sera della Festa, essere circondato da pacchi scartati, fiocchi slacciati, chiacchiere di circostanza ed avanzi di generi commestibili. Ma, in quella strana situazione, mi manca soprattutto il ricordo di aver cercato di far piacere a qualcuno. Non dico la convinzione di esserci riuscito perché quello sarebbe il massimo. Ma, anche per un piccolo ed egoistico appagamento dell'anima, averci almeno provato!. Anche perché, mi sa, che siamo anche un pò controllati! E questa volta non si tratta di Bruxelles o Francoforte. Non ci credete? Provate a cliccare  qui sopra  e scoprirete tutto.

click under:
L'essenza del Natale

Ringraziamenti:
 Ringrazio tutti i lettori quelli italiani e quelli worldwide che, sempre più di frequente, sono presenti nel blog. E' uno dei piaceri  della mia vita vedere che a qualcuno il blog può piacere. E siccome ritengo che sia un pochino presto per gli Auguri , per il momento Vi  mando tanti, tantissimi abbracci con tutto il mio miglior sentimento.
 A loro e a tutti quanti i miei migliori apprezzamenti ed abbracci.
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A presto 
Honest Maverick

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domenica 12 novembre 2017

Centomiliardi di galassie in espansione e... di "strane" correlazioni!

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Cento miliardi di danni per l'uragano Harvey; Cento miliardi di euro per lo sviluppo dell'Africa; Cento miliardi di Stelle; Cento miliardi di Neuroni nel Cervello e .....
Cento miliardi di esseri umani che ci hanno preceduto.
E ci sono cento miliardi di microbi nella nostra bocca.
Un numero molto particolare perché il cervello dell'Universo è costituito da cento miliardi di galassie in espansione tante quante sono le cellule nervose  del nostro cervello. Una correlazione molto affascinante perché anche il nostro cervello è un piccolo Universo in espansione. Dalla nascita apprende, piano piano, le nozioni e le espande fino ad apprendere sempre di più  per recepire fino a 100 miliardi di informazioni. Ma andiamo oltre: nel nostro intestino sembra che ci siano 100 miliardi di batteri che lavorano incessantemente per noi per digerire il cibo ma non solo: anche per rafforzare il nostro sistema immunitario. Perché, sembra strano, ma il nostro intestino è la centrale di controllo del nostro sistema immunitario. Cento miliardi di euro sembra che valga la green economy in prospettiva nel nostro Paese. E cento miliardi di libri che verranno scritti in futuro, magari...  utilizzando il numero "cento miliardi". E la nostra galassia che sembra contenere cento miliardi di "nane brune cioè di stelle "fallite" molto deboli di luce  e che  non dispongono di luce propria.
E sono state scoperte 8 galassie  cento miliardi di volte più luminose del sole e sembra  che l'Universo al momento del Big Bang avesse una temperatura di 100 miliardi di gradi centigradi.
E cento miliardi  sono i pensieri quotidiani degli esseri umani viventi oggi nel nostro Pianeta.
Quindi possiamo pensare che questo numero sia da tenere sempre in considerazione perché ci riporta alle origini. E ci fa pensare che il macro sia solo una proiezione del micro. Perché se 100 miliardi sono i neuroni del nostro cervello e cento miliardi sono le Stelle chissà se, per ogni Stella, abbiamo anche un neurone corrispondente o, viceversa, se per ogni Stella ci sia corrispondenza con un nostro antenato. O forse, quando parliamo di cose che non riusciamo bene a comprendere affibbiamo loro un numero che sappiamo a malapena scrivere. Un numero magico e per tutti esaustivo: centomiliardi....ed allora 100.000.000.000 ......... di tante cose buone per tutti i lettori di questo post.
Ad majora.
Honest Maverick

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