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domenica 2 giugno 2013

Solar City! Di fuori e di Dentro!



Come mi immagino il mio territorio ed i miei paesi tra 150 anni? Verrebbe subito da dirsi: ma a te che te ne importa, scusa? Pensa all'oggi che ne hai bisogno. Hai mille problemi, piccoli ma non troppo. Quotidiani, ma non troppo. Pensa ad aiutare in famiglia. Datti da fare e non pensare a queste sciocchezze. Ed invece ci voglio proprio pensare e mi immagino una bella situazione, un bel paesaggio colorato del 2150. Una Solar City fatta di vita ed abitazioni sostenibili e di strade ed Architettura a misura di Uomo. Fatta di tante piccole "agorà" gioiose, anzi di tanti piccoli centri culturali, minimo uno per ogni quartiere. Fatto di centri di aggregazione e di un'agorà multimediale, dove ogni giorno cambierò con un  semplice click il colore delle pareti ed i quadri da ammirare per quel giorno. Si perché questo è già possibile, anche se per pochi. E se un giorno voglio ammirare nelle mie pareti tutti i quadri di Monet, all'istante tutti questi verranno proiettati, come in un Louvre tascabile e casereccio. Ma la Solar City, nei suoi centri di aggregazione, deve avere molto di più. Ad esempio centri sanitari dove, in un istante, potranno controllare il mio stato psico-fisico, un centro relax e mille altre attenzioni. Si, come dicono i molti psicologi moderni, perchè, poi, in definitiva, basta poco per state bene. A volte possono bastare le giuste parole, la voglia di stare bene e tanta socialità positiva. Ed allora nella Solar City, oltre ad una completa modalità di vita sostenibile, con le abitazioni fatte in maniera assolutamente e domoticamente autosufficienti dal punto di vista energetico e salutare che devono sfruttare l'unica lampadina naturale che ci è stata donata, ci dovrà essere uno sfruttamento delle energie positive del nostro essere. Ci deve essere tanto Sole anche negli animi. Forse ci saranno tanti risparmi anche per l'assistenza sanitaria. E muoversi sarà uno spasso. Entrerò nel mio piccolo monomotore magnetico e con un semplice dito mi farò trasportare nel luogo e nella via che prima avevo digitato. O forse semplicemente pensato. Non dovrai che aspettare e ti ritroverai a tanti chilometri di distanza. Viaggerai  come un raggio di luce, nella Solar City. Ed Icaro si prenderà le sue dovute soddisfazioni. Forse era solo un pochino in anticipo. Colpa di un piccolo dettaglio. Una semplice sfasatura della dimensione del tempo!
Honest Maverick productions

Honest Maverick deve prendersi uno stop- ritornerà "as soon as possible", "probably" tra una quindicina di giorni.



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lunedì 13 maggio 2013

Da grande voglio andare all'asilo: la velocità del giovane pensiero!

La dilatazione del tempo al tempo dell'infanzia è una grande e bella cosa! Da piccoli il tempo si dilata, un'ora è molto lunga, quasi come una giornata, e, all'età di  cinque anni, una giornata sembra quasi un anno. E credo che sia uguale ai nostri giorni, all'epoca dei computer, e quando ero piccolo io, quando giocare all'aperto, in mezzo al grano, era il nostro maggior divertimento. Quindi la prospettiva di invecchiare non si poneva neppure e il massimo che si poteva immaginare era che, una volta o l'altra, dovevamo pur andare all'asilo o, addirittura, a scuola. Ma quando si andava a scuola già la realtà si prospettava  in maniera troppo "sfacciata". Era una cosa troppo impegnativa. Una cosa da grandi, quasi da vecchi. Poi veniva l'adolescenza con la sua rincorsa a precorrere il tempo. Hai dodici anni, ne volevi avere sedici, per mille ragioni. Perché quella ragazzina che a te piaceva troppo era più vecchia di te di 3 anni e non ti guardava proprio. Ma anche perché a sedici anni puoi andare in moto e per mille altre ragioni. Ma ti accorgevi anche che il tempo non si dilatava come quando eri piccolo. Anzi, a volte, passava troppo in fretta ed arrivavi a vent'anni in un batter d'occhio. Ed allora cominciavano davvero i problemi con la scuola, con  il lavoro, con la vita. A trent'anni dove volevi andare? Ma, non lo sapevi proprio e, comunque, pensare ai trent'anni ti metteva molta d'ansia. E poi a quell'età sapevi che si cominciava a perdere un pò del buon sapore delle stagioni. Siamo alle ore undici  della lunga giornata dell'esistenza e qualche volta voltiamo la testa all'indietro. E ti accorgi che, a mano a mano, passano le ore della lunga giornata l'aria diventa meno leggera, il calore del sole aumenta. E' come una pesca o una pera che si matura e si colora sempre di più, giorno per giorno. Ed il tempo assume sempre di più la forma di un grosso imbuto, messo al contrario. Ma se, per qualche motivo, riesci a guardare nell'imbuto dalla parte più piccola ti viene subito da esclamare:"io da grande voglio andare all'asilo. Anche se ci sono già stato tanti anni  fa. Ma non importa.....io da grande voglio andare all'asilo, al massimo voglio andare alla scuola "dei calzoni corti". E la sera giocare nel prato di erba e nei campi di grano. Perché, finalmente, ho trovato il modo  giusto per guardare nel grande imbuto della vita.  E forse riuscirò anche a vedere il rewind delle lunghe e belle stagioni trascorse."
Honest Maverick productions   

Honest Maverick deve prendersi uno stop- ritornerà "as soon as possible" 
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martedì 30 aprile 2013

Quelle mura "macchiate" di antico!



Forse perché sono nato in un ambiente simile ma poi, ad essere proprio sincero, non lo so neppure bene. Quando vedo e mi trovo a contatto con qualcosa di veramente antico, anche se non è molto famoso, a me prende una specie di ansia positiva e di eccitazione. E penso che non è mica vero che quelle pietre non sono vive. Esse respirano e sono impregnate di ombre, di vite e vicende passate. Ma sarà anche perché in quelle costruzioni si intravede qualcosa di molto intelligente e ricercato che si differenzia dalle costruzioni di oggigiorno, permeate solo di calcoli del ferro e del cemento. E poi in queste vecchie costruzioni, in questi bellissimi e spesso anonimi angoli di "energia positiva" c'è quasi sempre una splendida cornice di vecchi tigli che stanno ad osservare, nudi d'inverno e ricchi d'estate di una fresca vegetazione. Lassù da un vecchia finestra in cima al torrione c'è una vecchia signora che guarda il Creato. L'ammira soddisfatta come una grande opera d'Arte. Ma riguardi meglio e non è possibile perché quella finestra è chiusa da anni e le persiane non fanno intravedere proprio niente.  Ma non importa era un'immagine di qualche secolo o mezzo secolo fa. Perché in questi angoli il tempo non passa davvero. Basta fare un passo di "sguincio" e ti ritrovi subito in un'altra dimensione. Quella più consona a te stesso, quella in cui, davvero,stai molto meglio!

Honest Maverik productions 



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lunedì 22 aprile 2013

Happy Birthday Pianeta!

[terra+madre2.jpg]

http://www.earthday.org/

Giornata mondiale della Terra: Earth Day 2013:

Il tema di quest’anno è “il volto del cambiamento climatico” e mette in fila una serie di problematiche ambientali, legate alla salvaguardia del Pianeta, di cui sentiamo parlare sempre più spesso: il continuo e rapido assottigliamento dei ghiacci polari. 

Io ci tengo!

Io Ci Tengo

Doodle di Google per l’Earth Day
Finalmente siamo giunti all’Earth Day. Molti oggi festeggeranno la Giornata Mondiale della Terra, giunta alla 43esima edizione e tante le iniziative in giro per il mondo per ribadire la necessità di uno sviluppo sostenibile. Anche Google vuole celebrare la Terra e lo fa nel suo stile, ovvero attraverso un doodle tutto particolare dedicato alla natura, animato e interattivo.
Nell’immagine, apparsa questa mattina sulla pagina del motore di ricerca, è rappresentato un classico paesaggio naturalistico con montagne, colline, un fiume che scorre, un laghetto con tanto di pesciolini, piante e animali, addirittura un formicaio in piena attività. Cliccandoci sopra si dà vita a un piccolo ecosistema dove viene riprodotto il ciclo intero di una giornata: dal sole si passa alla notte con il cielo stellato.
Questo il gesto di Google, questo il suo messaggio per la terra. Si è tutti interconnessi nell’ambiente, come viene rappresentato dall’ecosistema nel doodle di Google.
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Honest Maverick productions

domenica 27 settembre 2009


Un vecchio Post del 2009:

quanto Pianeta sto consumando?

Fino a qualche tempo fà la maggior parte di noi (e nel gruppo c'ero anch'io) pensavamo che il Pianeta avesse risorse infinite; poi attraverso le preoccupazioni dovute al cambiamento climatico, ai buchi neri, alla quantità di anidrite che spariamo nell'atmosfera, ci siamo anche accorti che molte altre risorse erano disponibili solo per una quantità definita.
Ed allora sono stati coniate nuove terminologie come lo "sviluppo sostenibile" e quindi compatibile con le risorse della Terra. Ma quando si parla di risorse si parla automaticamente di politiche economiche perchè se facciamo un pic-nic ed abbiamo invitato 5 amici se, poi, gli amici portano anche le fidanzate o le mogli occorre mangiare meno tutti o altrimenti qualcuno fa la dieta. Ed allora nel grande pic-nic del Pianeta ci saranno gli "Ecological Creditors and Debtors" i Debitori ed i Creditori ecologici.

La piantina che si potrà ottenere cliccando nel link di cui sopra (oppure qui) mostra chiaramente quali sono i debitori ed i creditori con le varie gradazioni e ci accorgiamo che i debitori sono i Paesi più sviluppati ed i creditori sono gli altri perchè nella merenda della Terra fino ad ora sono stati invitati solo alcuni. Il problema è che: o aumentare le portate della merenda e questo non è facile per le risorse ben definite(ad esempio disponiblità idrica e di terreni agricoli) oppure alcuni commensali dovranno forse economizzare un pò e forse stare un pò più a dieta.

Ma allora viene il dubbio di quanto una singola persona, con il proprio tenore di vita, quanto consuma della merenda del Mondo. A questo proposito un'Associazione creata nel 2003 per monitorare e promuovere la "via sostenibile" (La Global Footprint Network) presente in più di 20 Paesi e raggiungibile al suo sito internet cliccando qui ha creato, tra l'altro, il calcolatore dell'impronta ecologica sia per le imprese, le nazioni ed anche a livello personale.

Il quiz è veramente simpatico e molto completo ed evidenzia quanto è grande, appropriata o sproporzionata la propria impronta ecologica in confronto a quanto dovrebbe essere per una vita che il nostro ambiente potrebbe sostenere senza rischiare il degrado ecologico del Pianeta e garantire la buona sopravvivenza a tutti.
I parametri utilizzati, come potete vedere sono molti e si va da elencare quello che si mangia(ad esempio quanti latticini e carne mangiamo) a quanti chilometri facciamo con la macchina in un anno e molti altri parametri.

L'impronta ecologica che ciascuno di noi lasciamo è proporzionale alla tipologia di vita che facciamo. Ed i parametri sono abbastanza rigidi. Infatti pensavo che io, facendo pochi chilometri all'anno con l'auto e mangiando una quantità modesta di carne potessi lasciare un'impronta se non piccolissima, ma decente. Ed invece alla fine mi sono un pò' vergognato. Ed allora sono un grande "Ecological Debtor" e ora capisco il perchè della mia taglia abituale. Perchè fare la dieta non vuol dire solo mangiare meno ma andare tanto a piedi o in bicicletta perchè le auto lasciano grosse impronte. Assieme alle bistecche al sangue che tanto amiamo al ristorante.

Ma forse non occorreva un test tanto elaborato perchè i miei nonni l'avevano già capito da soli e non solo non avevano il computer, ma avevano solo un lume a petrolio che accendevano la sera. E forse senza arrivare a quegli eccessi, esistono anche le vie di mezzo.

Senza abbuffarci solo in pochi quando ci chiamano a fare merenda.

"Humans are the most successful species on the planet. But we are using more resources than the Earth can provide. We are in global ecological overshoot"






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