Avevi ragione, cara ed amata Nonna! Ci davi un'insalata strana, condita con olio ed aceto. Era amara e un pò grassa. A me piaceva poco. A dire il vero, a me piaceva poco tutta l'insalata. E comunque nella nostra ridotta e scarna dispensa e nella nostra "forzata dieta", c'erano anche dei buoni cibi e delle vere e proprie leccornie. Le grandi pupole, ovvero, quegli strani funghi che trovavamo ai bordi dei campi, tra campo e bosco, e che erano delle vere leccornie quasi meglio dei porcini. E l'erba selvatica dei campi, arrostita e profumata con rosmarino ed aglio. E poi i porcini e i "cucchi" mangiati crudi con l'insalata (quella vera) contribuivano moltissimo ad aumentare il numero delle cose per cui la vita, nella semplicità, poteva essere davvero bella. Anche perché vissuta in comunione con tutta la famiglia, i ragazzi con i vecchi e con l'unico intento di andare avanti tutti insieme. Anche se, a volte, non capivamo qualche alimento che sembrava essere quasi una punizione. Come la farinata, ma anche come quella strana insalata che, solo molto tempo dopo, ho scoperto che si chiama Portulaca. Eppure aveva un senso. Anzi mille ragioni. Perchè Tu e tutti noi la chiamavamo la "fruacchia". Si proprio con questo strano nome. Ma non c'è da meravigliarsi perchè " Viene comunemente chiamata "Porcellana", ma è anche conosciuta con una notevole varietà di nomi vernacolari specifici in varie regioni italiane"(fonte Wikipedia)".
E con questo strano nome avevamo a che fare molto spesso perché allora di insalata vera ce n'era molto meno. Ma condita con un buon olio di oliva, quello nostro e raffinato naturalmente nelle sassaie della Montagnola, e magari allungata con un buon pomodoro di nostra produzione era anche piacevole (o meglio sopportabile) a mangiare. E considerate tutte le proprietà di cui si parla sotto non si può pensare a qualcosa di meglio. Ed allora non mi resta che dire: Nonna, oltre a mille altre cose che spesso mi ricordo, avevi ragione anche su questo: "un pò di fruacchia fa proprio bene. Anche ai ragazzi "piccini".
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"Questa
pianta è la portulaca, definita infestante di orti e campi. Pochi sanno
che è ottima da mangiare. Contiene più Omega 3 di qualsiasi altra fonte
vegetale, addirittura può arrivare a contenerne 8,5 mg per ogni grammo
di peso. Vitamina A, B, C ed E, sei
volte più di spinaci. Betacarotene, sette volte più di quanto ne
contengono le carote, ed inoltre magnesio, calcio, potassio, acido
folico, litio e ferro. Quindi è "un'erbaccia" fantastica. Provatela insieme allo yogurt, cruda, oppure con le patate lesse...
Magiche creature dalla Natura Vegetale!Mi viene in mente quelle torte di zucca che, qualche volta, ho mangiato in qualche trattoria lontana. Roba speciale perché mantiene il sapore morbido ed accattivante di pan di Spagna. Ma anche la vellutata è una grande specialità di crema di zucca e soffritto di cipolla fatta con zucca mantovana Ma queste sono solo pochissime ricette fatte con le zucche invernali. E poi le zucchine le conosciamo tutti.
Con questi facciamo prelibatezze che tutti conosciamo e sono buone anche solamente lessate con olio di oliva. Specialità estiva che ce ne fa ricordare una mondiale molto ricercata in tutti i ristoranti.,anche i più famosi. I grandi fiori di zucca,una volta la manna dal cielo per i poveri,ed ora una specialità ricercata ed elaborata.
Ma che tipo di zucca è quella di Cenerentola. Una zucca gigante ovviamente.Una di quelle che si trasformano molto bene in mille cose con la fantasia e con la realtà. Ed infatti le zucche hanno proprietà magiche e fantastiche. Possiamo anche illuminarle con la candela dentro. E quando ero piccolo e correvamo molto pericolosamente con i carretti per le ripide discese, la zucca si trasformava in un casco come i corridori di automobili di allora. Un bel casco con le zucche e loro ti proteggevano perché sapevano come farlo. Lo facevano in modo molto naturale.
Ma comincio a sentire una dolce musica in lontananza. Sembra una viola, Oppure è qualcosa di simile. Ed infatti vedo arrivare in lontananza una splendida zucca "violina". Si, ha un forma come un violino anche se, forse, avrebbe bisogno di un dermatologo perché ha una brutta pelle. Sembra che abbia
avuto problemi di brufoli in gioventù, ma è molto buona perchè è anche parente della zucca butternut.
Ma piano piano arriviamo più in là nel fantastico mondo delle Zucche: ecco la zucca barucca.
E' proprio un mondo meraviglioso!
E come in tutti i mondi fantastici arrivano anche i giganti. E Murabilia ne è una grande testimone. Là si fa anche un campionato delle Zucche giganti. Giustamente è un mondo di fenomeni da ammirare e coltivare. Sono belle da ammirare e ci fanno anche interrogare sulla variabilità e sulla forza della Natura .
E sono anche commestibili. E trasformabili in gustosi tortelli. In chili e chili di tortelli.
Ma restiamo nel mondo delle Cucurbite. E prendiamo in considerazione, ad esempio, la Cucurbita Pepo, le famose zucchine che tutti conosciamo. Perché le zucchine sono sinonimo di leggerezza del cibo. Quante volte abbiamo sentito dire:"si è ammalato, facciamogli un pò di zucchine lesse!" "Con il nome “zucca” s'intende una varietà di frutti appartenenti alla famiglia delle Cucurbitaceae: il più delle volte, la zucca propriamente detta è identificata dal genere Curcubita, ma alcune specie appartengono al genere Lagenaria, comprendente, in generale, zucche coltivate a fini per lo più ornamentali, dalla buccia spessa e molto dura, e pressoché prive di polpa. Curcubita pepo è il termine indicante le popolari zucchine (i cui frutti della pianta omonima sono consumati immaturi), mentre il binomio botanico Curcubita maxima fa riferimento alle zucche vere e proprie, peponidi polposi, arancioni e dolci, raccolti a piena maturazione. Particolare è Curcubita moschata (zucche violine) dalla forma “a pera”: rigonfia, tinta di verde alla base, appuntita e di color giallo-arancio verso la parte apicale. La zucca è oriunda dell'America centrale: le sue origini sono antichissime ed in passato è stata una preziosa fonte alimentare per sfamare molti popoli.
Più in particolare, tutte le zucche possono essere classificate in quattro grandi gruppi:
Cucurbita maxima
Cucurbita moschata
Cucurbita melanosperma: detta anche zucca spaghetti per la consistenza della sua polpa cotta, paragonabile a capelli d'angelo. È una pianta particolare, tipica dell'Asia dell'est, ed originaria del Messico.
Cucurbita pepo
Lagenaria: zucche ornamentali, anticamente sfruttate anche come contenitori da acqua o da vino.
Secondo un'altra classificazione meno “scientifica”, le zucche sono catalogate in:
Zucche da zucchine(Cucurbita pepo): sono piante dal tipico portamento cespuglioso, di cui si utilizzano i frutti immaturi ed i fiori maschili ancora in boccio. In questa categoria rientrano le “cocuzzelle di Napoli”, piante assai produttive, dai frutti allungati, verde scuro, striati da venature di verde chiaro. Da ricordare anche la zucca lunga d'Italia, varietà anch'essa molto produttiva, a portamento tipicamente cespuglioso, e la zucca tonda senza tralcio da forzare, in grado di produrre anche 30 frutti verdi, tondeggianti e gustosi.
Zucche da inverno (Cucurbita maxima e Cucurbita moschata):
La specie maxima comprende anche la cosiddetta “varietà a turbante”, molto coltivata nel cento e nel sud Italia a fini ornamentali, per i suoi colori accesi e per la sua forma irregolare e bitorzoluta. La zucca turbante è molto utilizzata per realizzare le famose zucche di Halloween, per la particolarità data dall'originale cappello. Da ricordare pure la zucca grigia di Bologna, ottima da marmellate, e la zucca marina di Chioggia, enorme, ellittica dalla buccia verde e dalla polpa aranciata.
Tra le zucche appartenenti alla specie moschata, non va dimenticata la zucca piena di Napoli, il cui frutto è piuttosto lungo, cilindrico, gonfiato alle estremità: la polpa è dolce, gialla o arancione, mentre la superficie è gialla, talvolta tendente al rossastro."
Anche in Jean de La Fontaine (1621-1695), troviamo la zucca come protagonista di uno dei suoi apologhi morali, La ghianda e la zucca.
"Un giorno un contadino osservava un’imponente quercia e una pianta di zucca. “Mi pare - diceva - che il Signore Iddio abbia commesso un grosso sbaglio. Il frutto della zucca, così grosso e pesante, dovrebbe essere della quercia, e la piccola ghianda sarebbe assai appropriata alla pianta della zucca”.
Poi si sdraiò all’ombra della quercia e continuava le sue riflessioni sulle cose create.
Ad un tratto si staccò una ghianda dall’albero e andò a battere proprio sul naso del contadino, il quale si alzò irritato ed esclamò: “Iddio Creatore non ha sbagliato, non sbaglia mai. Se fosse caduta una zucca, che cosa sarebbe accaduto al mio povero naso?”
da La Fontaine"
Ed infatti gira e rigira tutto il nostro vivere è collegato al magico mondo delle zucche: ed è proprio vero Lui non sbaglia mai. Se io fossi nato più intelligente, oltre ad aver evitato tanti gravi errori, forse non starei qui a parlare di zucche. O forse è un onore poterlo fare! Comunque vada ho sempre un'alternativa:rifugiarmi, zitto zitto, nel mio fantastico Mondo delle Zucche! E cercare di scomparire. Piano piano, ma comunque.....scomparire.
Ad Majora!
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Zucca da http://www.my-personaltrainer.it/benessere/zucca.html
Dai vecchi centralini telefonici, alle "code" alle casse del supermercato!
Mettersi in coda ed aspettare con educazione! E pensare che per noi mediterranei è una cosa un pò insopportabile o quantomeno lo era per un certa generazione che cercava sempre di "ovviare", avvantaggiarsi, di "passare avanti". Era quella generazione antica che veniva fuori dalla guerra o quella che era nata subito dopo. Insofferente alla disciplina fittizia delle code alla bottega di paese, o del mercato rionale o cittadino. La gente era venuta fuori da un'immensa tragedia come la guerra. Figurarsi se aveva voglia di perder tempo con le code. Poi l'evoluzione della popolazione, l'educazione civica delle elementari, ed il diffondersi del rispetto per gli altri.E l'affacciarsi anche di quella cultura anglosassone, dove, insieme alla minigonne di Mary Quant ed alla musica "beat" venne importata anche la venerazione delle code. De mettersi in coda e rispettarla "religiosamente". Mi viene in mente una scenetta vissuta a Victoria Station di un signore che, disavvedutamente, saltò la coda alla biglietteria. Uno scandalo ed il signore messo al pubblico ludibrio, peggio di come, da noi, aver preso una tangente. Quindi le code vanno rispettate doverosamente ed in silenzio anche da noi. Dappertutto anche (e soprattutto) al supermercato! Ed allora viene fuori qualche pensierino per poter accelerare la coda. E tra tante cose astruse c'è anche una teoria scientifica e molto seria e difficile da dimostrare anche se si hanno basi solide. Ed infatti io mi limiterò e se ci riesco solo a descriverla, lasciando ad altri il compito di dimostrarla scientificamente. Ammettiamo che al supermercato ci siano due casse aperte. E' più conveniente creare due code o lasciare una sola coda ad una cassa ed alternativamente, mentre un cliente viene servito dalla cassa numero 1, il cliente successivo (in coda, appunto) devia alla cassa nr. 2. E così di volta in volta fino all'esaurimento della coda. Con questo metodo si risparmierebbe sino alla metà del tempo! Per vedere meglio basta cliccare il link sottostante. Accipicchia, ma guardando meglio la teoria è una cosa seria, scientifica e complicata con ambiti di applicazione molteplici, da quelli telefonici a quelli aziendali, a quelli di programmazione etc. Roba troppo complicata per un signore che ha superato, da parecchio, la mezza età e che non ha mai azzeccato la coda giusta. O meglio, a volte avrebbe anche "azzeccato"quella giusta. Ma ha sempre trovato "il controller" che gli ha imposto di andare nella coda "migliore". Senza una reale possibilità di ribellarsi! Dovevi andarci. Perché? Perchè lo diceva la teoria delle code? Oh no, la teoria delle ?!!!!!!? e della vita. Teorie e "pratica" delle code, anche se di matematica, queste avevano ben poco! Semmai si trattava di marketing, di "sponsorizzazioni" o qualcosa di simile!Ma questa, come si dice oggigiorno, è un'altra storia! Ad majora, Gente..e,per favore, rispettiamo la coda! Honest Maverick productions
Giorni che hanno l'aria speciale, piena di polline, di fiori di pesco e di albicocco trascinati via dal vento, di strana confusione ornitologica. Poi è un crescendo passando dalla meditazione di questi giorni all'apoteosi di Domenica. E' il crescendo della settimana di Pasqua, dove l'animo mistico e laico si incontrano, soprattutto verso un anelito di quiete. Ecco la parola che mancava:Quiete. Ed é in festa anche La Nostra Montagnola, con gli alberi di leccio e di querce che sono cullati dal vento fresco di una primavera un pò pigra e sonnacchiosa ma promettente. Anche se, giustamente, sembra non affannarsi neppure Lei. Come tutta la Natura! Ed allora non mi resta che augurare Buona Pasqua a Tutti