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domenica 11 settembre 2016

Olisticamente....cerco di andare avanti.


Io l'ho sempre pensato intimamente ma, dall'alto della mia ignoranza, non riuscivo a capacitarmi. La somma delle funzioni di tutti gli organi di un essere vivente è molto inferiore a il "tutto" e cioè, al loro prodotto finale. Perché l'energia interna che esiste all'interno di ognuno di noi è il prodotto di tutti gli organi "armonicamente" funzionanti. Anzi, dirò molto di più: all'interno di ognuno di noi esistono forze imponderabili che, opportunamente stimolate, possono veramente fare cose eccezionali in ambiti molto diversi. Da quello sportivo a quello della salute ed in molti altri settori. Forse tutto è dovuto a quella parola "quasi magica" e poca conosciuta che si chiama Olismo.
Tesi secondo cui il tutto è più della somma delle parti di cui è composto e questo, penso che valga sia nel campo del nostro corpo e della nostra mente, che nell'ambito sociale e nella vita pratica di tutti i giorni ed anche nell'operare economicamente. A questo punto mi viene in mente un altro termine che, a suo tempo, ho sentito tante volte ripetere, anche nel mio pregresso ambiente lavorativo: la proattività. Io non so il motivo ma mi è capitato molte volte che, nell'ambito dello svolgimento di un compito o di un progetto o nell'ambito di un gruppo di lavoro,  le cose andassero a posto da sole pur essendo il fine da raggiungere non proprio facile. Ed altre volte il perfetto contrario. E qui potrebbero venire in aiuto le tecniche del "problem solving" e mille altre tecniche "operative" di questo tipo. Ma anche loro  non funzionano, in ogni occasione,  allo stesso modo. Ritengo, invece, che molto dipendesse dalla composizione del gruppo di lavoro. Ed infatti molte volte si creava un feeling tra i vari componenti che produceva un'atmosfera particolare, un'aria leggera che ti portava a prendere la problematica "sottogamba" ed, allora, anche le problematiche del progetto venivano affrontate con la stessa facilità  e risolte, una dopo l'altra, in perfetta scioltezza operativa. Altre volte, invece, pur non essendo il progetto particolarmente impegnativo e, con altri componenti del gruppo di lavoro, l'aria diventava pesante ed anche i problemi più semplici sembravano insormontabili.
Nel primo caso, il gruppo di lavoro sembrava un'entità autonoma che produceva risultati con un'intelligenza che poteva stupire i singoli componenti, me per primo. La chiamavano proattività (ottica anticipatoria di tutti gli eventi) ma io preferivo definirla, mentalmente, "agire in modo olistico". E queste considerazioni, a mio modo di vedere, varrebbero in ogni campo, anche nella vita individuale e sociale di ogni giorno. E tante volte, se agissimo in questo modo, forse, vivremmo in un'atmosfera molto più leggera e  con una migliore qualità di vita.  Ma penso che, anche nel corpo umano, è la stessa cosa. Quando funzionano il fegato, il cuore, i reni , lo stomaco, il pancreas, il cervello , etc, teoricamente, il nostro corpo è a posto. Ma tutti questi organi contribuiscono a creare la nostra  coscienza e la gamma completa dei nostri sentimenti e la nostra intelligenza con le aspirazioni ed i ricordi. E questi sono il prodotto finale di tutti i nostri organi che si alimentano con quello che mangiamo e beviamo.Ma ci nutriamo di cose semplici forniteci dalla natura: pane, verdure, carne ,etc, che contribuiscono a tenere in vita i nostri organi fondamentali citati prima. E la somma di tutto questo è qualcosa di superiore ed indefinibile come la coscienza, la voglia di infinito e di capire sempre di più . Un prodotto finale che ha persino mandato se stesso nella Luna!.    Più "olisticamente" di così!
Honest Maverick Productions
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sabato 6 agosto 2016

La Montagnola di "Anchaiano and Suavis Ille" : AUGUST TIME 2016

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La Chiesa di San Bartolomeo di Ancaiano need your little support(vota o firma a chi ti chiederà una semplice firma)(clicca qui)

Chiesa parrocchiale del 1600, disegnata da Baldassarre Peruzzi e consacrata da Papa Alessandro VII Chigi



La Montagnola di "Anchaiano and Suavis Ille"    August Time 

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Ormai è da diversi anni che, nel mese di Agosto, dedico un post a questo tempo stupendo. Tutti gli anni sono stati post pieni di ingredienti positivi: speranza del meglio in tutti i campi, speranza di buoni frutti dopo un anno di lavoro. Come fa la Natura in questo Mese: ci fa intravedere tanti bei frutti della Terra e del Lavoro. Ci prospetta le ciocche d'uva e ci fa vedere anche le olive che crescono. Basterebbe questo per farci sentire speranzosi, ma, invece, poiché Agosto è il mese dell'abbondanza, ci offre tante altre cose: i primi fichi maturi, le susine, le pere e mille altri frutti ed ortaggi ancora. E forse dovremmo sentirci felici e fortunati solo per questo. Ma molte volte non è così. Ed allora voglio riproporre il post dell'anno scorso perché mi sembra ancora molto attuale, anche se le cose che dipendono solo da noi uomini non sembrano altrettanto fruttuose di quelle della Natura. Ovviamente noi continuiamo ad essere fiduciosi che riusciremo a prendere esempio da Chi é sopra di noi e ci mostra, giorno per giorno, che, in fondo, la via da seguire esiste e sarebbe anche non troppo in salita. Basterebbe forse molta volontà e perseveranza di percorrerla fino in fondo.(Tempo di Agosto di anni passati e di post dimenticati)

  

Il colore del sangue, dei pomodori quelli maturi, e del comomero. Tempo anche di  Melone,  Fichi, Fragole, Lamponi, Mirtilli, More , Pere , Prugne, Uvaspina e ribes. E' un mese dell'agrodolce. Di Sole pieno e maturo. Viene voglia di tamarindo. Od anche di Chinotto. Lo bevevo senza pensieri negli afosi pomeriggi di Domenica nelle scalette del circolo ricreativo guardando ed ammirando le ragazze più grandi di me e che pareva che guardassero tutti tranne che me!  Quindi è il mese della piena maturità nella sua accezione migliore. Di abbondanza. Di floridezza. Ma come capita quando siamo nel pieno dello splendore si profilano i primi pensieri di quando ci sarà meno abbondanza. I campi stessi, colorati di giallo oro (ed oggi forse non solo di colore)  per i residui del grano tagliato, ci danno un pò di ansia perchè quel ben di Dio è già stato portato via presagendo, quasi, che dopo l'abbondanza arriverà forse la normalità. Di meno non ne vogliamo parlare. C'è un chiarore ed un'atmosfera particolare in tutta la natura. Tre gazze ladre si sono riunite, una ghiandaia gioiosa arriva trafelata a mangiare le susine, i fichi maturi e le pere. Una pera mezza mangiata è caduta per terra e sopra, quasi in un'"orgia" gastronomica, vi si sono riversate un nido di api a mangiare tutto quel ben di Dio. Il mese dell'abbondanza. Solo le passere non si vedono più. Ma di questo ne abbiamo già parlato. Sembra che tutte le creature lo vogliano ribadire, in quell'attività frenetica che si nota specialmente alle prime luci dell'alba. E' un trionfo della Creazione, il compimento e la realizzazione di tutto quello che è stato preparato durante l'anno. Poi si affaccia anche qualche creatura che normalmente si tiene ben nascosta o che si intravede di sfuggita nelle sue corse frenetiche. E' bellissima con quegli occhi molto vispi e la sua coda rigogliosa. E' il tempo anche degli scoiattoli che sembrano voler partecipare anche loro alla festa. Saltellano e sembrano voler fare amicizia. Perchè in questo tempo di Agosto sembra che l'atmosfera ci sproni a voler ricercare un senso di più profonda comunanza. E ci sproni anche noi Uomini a considerarci in maniera diversa.     

Si zittano un attimo e poi riparte il concerto. In una scala musicale ridotta ma piacevole e quantomeno un piccolo concerto che in questo mese è necessario. Sono le cicale assordanti ma anche misteriose e qualche  volta piacevoli. Il concerto si integra perfettamente con la grande luce, l'aria avvolgente ed il senso di solitudine sparso nell'atmosfera. L'anno scorso l'orchestra mi sembrava più numerosa, ma anche quest'anno è composta da diversi elementi. Il quadro è quasi completo, ma nella realtà è ancora molto più complesso. Nella realtà ci sono tanti altri essere viventi (le granocchie ad esempio, i rospi e qualche serpentello) che partecipano all'esplosione della Natura. E tutti sembrano unirsi in un canto di ringraziamento nel mese dell'abbondanza. Mi sembra di sentire dire: "Grazie Madre Natura di avermi dato da gustare questi momenti. Ripagano di tanti mesi di lotte e di carestia". Il dritto ed il rovescio: forse è questo il vero senso dell'esistenza. La prima, la seconda e la terza dimensione che non riusciamo a vedere, ma solo ad intuire. E quel vecchio "bombo" si  avventa nel fiore di zucca appena aperto. 
(Tempo di Agosto - la festa del Sole)

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-------------------------AUGUST TIME 2016---------------------------------------

 Questo Agosto 2016 mi sembra un tempo un pò ordinario. C'è qualche sussulto nella Natura ma molto meno negli Uomini. Nell'ambiente ci sono cose positive come gli alberi di olivo che sembrano ben forniti della loro ricchezza annuale ed anche le pochissime viti che ho nell'orto sono ben fornite di ciocchette. Sembra che ci sia meno siccità degli anni passati  e l'ambiente piano piano sembra riprendere a vivere. C'è un ripopolamento di qualche esemplare ornitologico nostrale, e molti lombrichi che si incontrano lavorando la terra. Penso che  la Natura  pian piano si possa riprendere. E' dalla parte degli uomini che nutro qualche dubbio. I  difetti sono rimasti i soliti ed anzi , qualche volta, si aggravano. Sono sempre i soliti difettucci, gli annunci di cose fatte e da fare e le "autopromozioni" a buon mercato. I soliti che parlano sempre e gli altri che non parlano mai anche perchè hanno poche occasioni di parlare. 
Purtroppo per quanto mi riguarda ci sono aspetti ancora più importanti: la perdita di persone amiche che, all'improvviso, ci lasciano soli  con più tristezza e solitudine.

 Ma proviamo a consoliamoci con le Stelle Cadenti, con i Calici di Stelle, qualche concione di tutti gli anni, con qualche promessa  mantenuta e qualche altra non mantenuta,  e le amenità di sempre!
 Ed allora Buon Tempo d'Agosto  e......ad majora!

Un Buon Arrivederci a  metà Settembre!

August 2016 - Here ...nella Montagnola e nel nostro Territorio e...... nei nostri Stupendi Paeselli!
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********la Montagnola di "Anchaiano and Suavis Locus Ille"'s profile photo*****https://www.facebook.com/escursionianima/**
Crouching Figure of AtlasDaphne Flees Apollo and is Transformed into a Laurel from The Story of Apollo and Daphne
Mi voglio congedare per questo breve periodo allegando il video di una delle mie canzoni preferite. Anche perché, anch'io, non sono sicuro di sapere ancora distinguere tra il Paradiso e l'Inferno, tra un campo verde ed una fredda rotaia d'acciaio, un sorriso da una bugia.......... E poi corri corri, cosa abbiamo trovato? A malapena la strada per ritornare al vecchio sentiero che percorrevamo quando eravamo bambini.
Per non dire, poi,quante volte ho scambiato i miei fantasmi per eroi......
 e non ho più voglia di fare bilanci, viaggi e non riesco più neppure a leggere il giornale tutto d'un fiato. Ho solo voglia di riprendermi l'anima e, per quanto possibile, la verità!  









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domenica 10 luglio 2016

Le astuzie e la felicità perduta di Bertoldo!




https://it.wikisource.org/wiki/Le_sottilissime_astuzie_di_Bertoldo/Le_sottilissime_astuzie_di_Bertoldo

La felicità è rispettare la propria intima natura e vivere con essa. Una persona semplice ed astuta non perderà le sue caratteristiche qualora venga inserito in un'ambiente completamente diverso da quello in cui lui è nato (la corte  del Re  per Bertoldo)  ma il suo animo si intristirà sempre di più, giorno per giorno, anche per nostalgia, anche per un semplice pensare a quello a cui è stato costretto a rinunciare. E le sue tristezze influiranno anche sulla sua salute. Fino a perderla. Fino a morire. Io sono convinto che anche le piccole cose possano dare felicità ad una persona. E se questa è di animo semplice quelle piccole cose possono costituire per lui un tesoro la cui rinuncia lo porterà piano piano alla rovina. Magari, come faceva Bertoldo, riuscirà, anche in un ambiente diverso, a dispensar consigli e massime ed a proporre azioni molto intelligenti, ma le sue azioni gli peseranno talmente tanto da renderlo intimamente triste. Ed infatti Bertoldo, a Corte, si ammalò. Lui sapeva che quella vita così piena di astuzie e di sofismi poteva, con la sua furbizia e con fatica, anche dominarla e, a volte, gratificarlo e qualche volta divertirlo, ma la nostalgia per la sua vita spartana era come  un fiume in piena che scorreva  nella mente e  lo riportava in quei luoghi dove aveva vissuto molto più selvaggiamente ma  sempre libero. Libero da cose artificialmente costruite tra uomo e uomo per la sopraffazione dell'uno sull'altro e , in fondo in fondo, per combattere le cose più odiose:la noia e la fatica del vivere quotidiano. Ed allora conviene finire così:

Epitafio di Bertoldo.

In questa tomba tenebrosa e scura
Giace un villan di sì difforme aspetto,
Che più d’orso che d’uomo avea figura;
Ma di tant’alto e nobile intelletto
Che stupir fece il mondo e la natura.
Mentr’egli visse e fu Bertoldo detto,
Fu grato al Re; morì con aspri duoli
Per non poter mangiar rape e fagiuoli.

Detti sentenziosi di Bertoldo innanzi la sua morte.

Chi è uso alle rape non vada ai pasticci.
Chi è uso alla zappa non pigli la lancia.
Chi è uso al campo non vada alla corte.
Chi vincerà il suo appetito sarà un gran capitano.
Chi non mangia da tutte due le bande, non è buona simia.
Chi guarda fisso nel sole e non strenuta, guàrdati da quello.
Chi ogni dì si veste di nuovo, grida ognor con il sartore.
Chi lascia stare i fatti suoi per far quelli d’altri, ha poco senno.
........... e.......omissis.............................
Chi all’uscir di casa pensa quello che ha da fare, quando torna ha finito l’opera.

Ed allora ci conviene meditare se la semplicità e la libertà di poter sempre stabilire il proprio modo di vivere non siano alcune delle migliori soluzioni possibili  per andare incontro a un pò di felicità in questo misterioso  e sconosciuto cammino che si chiama vita! 
Ad majora
Honest Maverick productions


lunedì 6 giugno 2016

Escursioni dell'Anima! Soul's ExcursionS

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Forse la vera scommessa è conservare l'entusiasmo di un bambino perché forse, allora, il mondo ti verrà incontro. Ma è difficile perché, da bambino, credevo che il mondo degli uomini fosse amico mentre i pericoli si celassero nel mondo esterno: negli insetti che incontravo nelle mie scorribande di tutti i giorni, nei prati pieni d'erba e nelle traverse con i muri a secco dove gli incontri, a volte, erano improvvisi ed imprevedibili:qualche serpentello di tutte le specie  ma, a volte, anche qualche "viperetta" molto più pericolosa che ti metteva un brivido nella schiena. Anche perché, mi ricordo, a volte, i colori dei loro mantelli erano sgargianti e le forme non sempre uguali. Ma i brutti incontri che facevo durante le mie escursioni "fisiche" erano ricompensati dal calore di casa. Quando la casa era molto semplice, una larga cucina, una camera dove si dormiva con i fratelli e un grande  focolare, davanti al quale si rimarginavano le ferite del fisico e dell'anima che avevi ricevuto durante il giorno. Credevo che il mondo finisse nel mio piccolo "habitat" di paese dove c'era tutto e non c'era niente, ma era più che sufficiente per le esigenze di allora. Anzi era anche troppo grande. Troppe botteghe e  troppi artigiani (il fabbro, i calzolaio, il barbiere, il seminatore, l'allevatore di quei brutti maiali neri e bianchi che allora erano molto comuni).Il paese era una città con i suoi vicoli segreti, i piccoli anfratti, i sassi segreti, dove, nelle piccole buche, mettevi i tuoi piccoli segreti:piccoli stecchi, piccoli sassolini che poi ritrovavi nei giorni successivi e, più tardi, anche piccoli bigliettini di carta. E poi incontravi i tuoi amici insetti che ormai conoscevi anche nelle loro piccole abitudini: le "calasine", le cimici, i grilli, i bruchi (che dicevano che erano velenosi, ma chi l'ha detto?), le lucciole e le cicale d'estate, le formiche. Grandi lezioni di scienze naturali da autodidatta perché, a volte, giocavi con i piccoli insetti toccandoli leggermente con uno stecco e li esaminavi in tutti i loro piccoli misteri per ore ed ore. Poi una voce adulta ti faceva trasalire e dovevi abbandonare quel mondo magico per ritornare al mondo reale: ti chiamava la mamma per andare a prendere l'acqua alla fontanella pubblica (da noi era maschile......il fontanello). Era una incombenza non gradita ma che dovevi fare, anche perché il babbo ti aveva promesso un carretto con il quale potevi affrontare quelle discese a tutta velocità. Poi arrivò la Tv, nel posto pubblico, arrivò il primo uomo nello spazio, lascia e raddoppia, la crisi di Cuba e la guerra fredda. Cominciai a fare domande che non riguardavano solo il paese. Tante cose non si capivano, neppure quelli grandi. Il microcosmo si allargava nelle discussioni e, piano piano, i piccoli insetti rimasero soli. Passavi davanti a quei sassi che conoscevi benissimo con fretta e, piano piano, li dimenticavi. Sentivi che l'anima era in una grande escursione, ma qualcosa ti diceva che dovevi andare cauto. Non sapevi cosa era quella voce che veniva da dentro e che ti diceva:cerca di farti una vita in questo mondo sul quale sei cresciuto, ma dall'altra parte erano già tutti in fila per prendere la propria strada nella vita. E bisognava andare incontro al ........progresso. La parte dell'anima che era in escursione non era nel giusto, ma esisteva anche l'altra parte dell'anima che ti diceva resta qui. Aveva ragione quest'ultima, anche se non ti assicurava su niente. Ma ora sono sicuro che non t'avrebbe fatto morire di inedia e neanche di noia.
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  "...penso che l'uomo debba vivere nella sua patria e credo che lo sradicamento delle esseri umani sia una frustrazione che in un modo o nell'altro offusca la chiarezza dell'anima. Io non posso vivere che nella mia terra; non posso vivere senza mettere in essa, piedi, mani, orecchie, senza sentire la circolazione delle sue acque e delle sue ombre, senza sentire come le mie radici cercano nelle sue zolle le sostanze materne........la mia vita è un lungo peregrinare che torna sempre al punto di partenza, al bosco australe, alla foresta perduta... "  (Pablo Neruda- Confesso che ho vissuto). 

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stone light
sussulto
experanza

    

domenica 8 maggio 2016

Errori di valutazione.

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Durante un mio ricovero in ospedale mi sono imbattuto in una situazione che mi è restata impressa. Accanto a me è arrivato un signore che doveva farsi una piccola operazione. Era un signore sui cinquantacinque anni, con accento meridionale, molto ordinato e, dopo i primi convenevoli, mi disse subito che aveva problemi di udito e la stessa cosa la riferì alle infermiere. Aveva qualcosa di indefinibile ma, per me, era un signore della classe media che veniva chiamato continuamente al telefonino. Era un susseguirsi di telefonate ad intervalli intermittenti di circa 20 minuti alle quali il mio compagno di camera rispondeva con toni molto educati e pacati e con un italiano non perfettamente comprensibile ed, a volte, strascicato. Ma nella mia mente c'era sempre la figura del piccolo imprenditore al quale i suoi collaboratori domandavano mille cose e soprattutto gli facevano gli auguri per l'imminente operazione. Poi,  vennero a prenderlo per portarlo in sala operatoria e ci salutammo con un cenno della mano reciproco e con un sorriso, perché l'uomo ispirava simpatia. Dopo circa due ore lo riportarono in camera e, quasi subito, si ripeterono, anche se per un tempo molto meno lungo, le chiamate al cellulare che gli domandavano come stava e l'esito dell'operazione. E, a volte, questo fatto, mi suscitava anche un pò di intima ilarità, ovviamente ben sottaciuta. Ma il mio tremendo sbaglio e l'errata valutazione fu svelata la sera verso le sei, quando io ero già in procinto di lasciare l'ospedale. Arrivò una signora che  conoscevo di vista perché qualche volta ci eravamo incontrati in una Onlus e lei subito mi salutò e poi accorse al capezzale di quel signore con il quale, vista la sua sordità, doveva parlare a voce alta. E gli chiese mille cose; se aveva bisogno di qualche cosa;come era andato il ricovero e mille altre cose. Lui le disse che, in attesa dell'operazione, si era addormentato ed aveva dormito molto bene. Dopo di che, la signora le domandò del lavoro che gli era stato proposto. Ma lui rispose che non aveva saputo più nulla dal ristorante che lo doveva assumere come lavapiatti. Dopodiché gli domandò se aveva trovato posto in quel dormitorio di cui avevano parlato e lui le rispose che mancava il responsabile che sarebbe ritornato il prossimo mese. In quel momento arrivò il medico con le mie dimissioni e fece uscire le persone presenti, quindi anche quella signora. Ascoltai il medico ma poi mi precipitai dal mio coinquilino che stavo per lasciare. Gli domandai se aveva bisogno di qualcosa  ma lui mi disse solo se gli avvicinavo il comodino perché aveva fame e perché stavano portando i vassoi con la cena. Era tutto contento perché nel frattempo il medico gli aveva detto che poteva anche  mangiare. Lo salutai con una grande stretta di mano e con una grande sorriso che lui mi ricambiò.
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