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domenica 6 aprile 2014

L' inarrivabile Zucca Butternut!

 

Fonte: http://www.agriturismodiavolino.com/2014/03/storia-zucca-butternut/
zucca butternut
http://www.mycookingidea.com/2011/12/la-cucurbita-origini-e-varieta.html
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" Visto che è vellutata come il burro e dolce come una noce, la chiamerò “noce di burro”!
Leggenda e verità che si incrociano  nella "creazione" di una specie di zucca che è quasi una leccornia. Una scoperta di un cibo delizioso, quasi una manna dal cielo arrivata quando la coltura del mais non andava bene nei lontani anni trenta del secolo scorso . Una zucca che, in Italia, è  chiamata violina proprio per la sua caratteristica forma che assomiglia allo strumento musicale. Ma la sua origine è americana. Del Massachuttes,  precisamente, e consumata in grandi volumi anche in Sudafrica.
Ma andiamo per ordine : la sua origine sembra dovuta alla ricerca nel Centro sperimentale di Waltham (Massachuttes) negli anni quaranta anche se io preferisco l'altra storia del contadino Charles Leggett che aveva mille difficoltà con la coltivazione granoturco e che sperimentò varie specie di zucca e, attraverso vari  e numerosi incroci, ottenne questa grande specie.
Che per quanto mi riguarda è una scoperta molto recente. Solo di qualche anno fa. Me la regalò un io amico ed anche se non sapevo che si chiamava così  la trovai subito deliziosa e scoprii che non aveva le stesse caratteristiche delle altre zucche che sono comunque buone. Ma questa è migliore. Più strutturata, molto più solida e compatta. Tagliandola sembra "pesce spada" molto più colorato oppure da l'idea di tagliare una bella bistecca "alla fiorentina". Eppure è solo zucca. Ma sicomme io devo molto a tutte le zucche del mondo, in special modo per l'alimentazione che avevo da bambino, quando la zucca fatta in tegame da mia madre con un pò di farinata, era una vera e propia leccornia, io questa qui la metto sul piedistallo. E' una zucca super che io non pensavo che potesse esistere, come un motore di F1 col turbo. Oltretutto si conserva  per molto tempo mantenendo tutte le sue caratteristiche organolettiche. Non è solo una "noce di burro" ma è anche burro di alta montagna tagliato a fette che si scioglie in bocca oppure si amalgama nella pasta o nel riso in un modo perfetto con la sua perfetta crema arancione. Ed allora voglio fare l' "onore" a tutte le zucche del mondo anche semplicemente ricordandole : la zucca cenerentola; l'Hokkaido rossa ; la zucca violina ; la “Zucca d’Italia” o “Cocuzzella di Napoli” e mille altre che, se avremo modo, prenderemo in considerazione nel futuro di questo blog.
Per ora occupiamoci della "Butternut". E sono sicuro che saremo e resteremo contenti  per molto tempo. 
Honest Maverick productions

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fonte:
 www.agriturismodiavolino.com
Scontento delle varietà che aveva a disposizione, Charles Leggett le incrociò fra di loro cercando di migliorarle, sia per quanto riguarda il gusto, che trasportabilità e conservazione. Per farlo, fra le altre utilizzò quasi sicuramente una varietà di zucca chiamata Canada Crookneck. Si tratta di un’antica varietà di zucca citata già dal 1824 nel Virginia House-Wife di Mary Randolph, il libro di ricette più influente del diciannovesimo secolo, una specie di Artusi americano! In ogni caso, la particolarità della Canada Crookneck, una zucca oggi piuttosto rara, è la possibilità di conservarla per lunghissimo tempo, colta e stoccata a regola d’arte la zucca Canada Crookneck si conserva per almeno 3 anni! Altro che conservanti e celle frigorifere, la natura ha già inventato dei sistemi efficacissimi per conservare un ortaggio fresco per più di 36 mesi, incredibile ma vero! Charles Leggett incrociò la zucca Canada Crookneck con altre varietà più buone dal punto di vista organolettico ma di difficile conservazione, cercando di arrivare ad un giusto compromesso.Negli anni trenta ottenne per caso una zucca praticamente perfetta, tanto che la portò alla stazione sperimentale di Waltham per averne un parere. Gli addetti della Stazione furono incantati dalle qualità della nuova zucca, e chiesero a Charles Leggett di dare un nome alla nuova varietà. Questi felicissimo ci pensò un po’ su e poi disse, biascicando con forte accento del New England:

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