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venerdì 18 dicembre 2009

PRESENT AND PAST XMAS

Il tempo si sta preparando al Natale ed alla TV si vede l'Europa sotto una coltre di neve e gelo. La Tour Eiffel sembra un albero di Natale gigantesco nel mezzo di un atmosfera gelida. Anche a Copenaghen, dove si discute sul riscaldamento del pianeta, per la legge del contrappasso, è una distesa di neve e ghiaccio e sembra che la neve, secondo le previsioni, arrivi anche da noi a bassa quota. Quindi anche da noi si prospetta, almeno nelle previsioni, un Natale secondo la tradizione, con la neve ed il freddo quello sano, quello che ci vuole in questa stagione. Proprio in questo momento la TV dice che il Natale si prospetta secondo la tradizione, senza gli eccessi di alcuni anni fà. Ed allora mi viene in mente il Natale di quando eravamo ragazzi, con tanto freddo perchè nelle case non c'era il risaldamento come oggi, ma solo stufe e camini a legna. Ed il pranzo, da noi, era veramente buono. Erano le ultime ore del cappone e della faraona che, di questo periodo, saltellavano non pensando affatto all'imminente fine che gli si prospettava di lì a poco. La maionese veniva fatta a mano e, molte volte, impazziva perchè bisognava sbattere le uova senza interruzione. E poi c'era il menu classico che era costituito, salvo piccole varianti, da crostini di fegatini, brodo di cappone in tazza o cappelletti in brodo e pasta fatta in casa, arrosto di faraona, anatra, fegatelli e tordi con insalata oppure cappone ripieno e sformato di gobbi. Dolci: i cavallucci e i ricciarelli. La piccola bottega di paese era più piena del solito di scatole e di casse di legno. C'era anche il bauletto delle aringhe che venivano accolte come una sciccheria. Venivano tolte piano piano dal sale di quel baule di legno, bello a vedersi, con le scritte in una lingua sconosciuta ed avvolte con accuratezza in una doppia carta: una bianca ed untuosa e poi la classica carta gialla con la quale veniva impacchettata la roba da mangiare. Era il nostro caviale e quando le aringhe avevano le uova c'era davvero una vicinanza a quel cibo che ora costa un occhio della testa. Sostituivamo lo champagne con un vinsanto fatto in casa che aveva richiesto tanta pazienza al babbo. Ma come sempre la pazienza aveva ripagato. C'era odore di festa ma allora occorreva prepararsi; la sera ci aspettava il Parroco per la Novena e preparare la Chiesa. E poi ci domandiamo del clima che c'era allora tra la gente, anche nelle discussioni televisive: allora c'era la guerra fredda, ma in questo periodo c'era solo la nostra tradizione e molto più rispetto tra la gente. E poi in questi giorni non c'era più la Cortina di Ferro né altre divisioni di sorta, ma solo l'atmosfera nebbiosa e fredda della nostra Montagnola che appariva ancora più bella con i suoi scorci grigioverdi. Ed un pettirosso infreddolito, in cerca di qualche briciola di pane, si avvicinava piano piano. Solo allora ci ricordavamo che faceva anche tanto freddo.

BUON WEEK END di NATALE E BUONA DOMENICA

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giovedì 17 dicembre 2009

INTO THE WILD........ dell'anima

Se vuoi qualcosa nella vita, datti da fare e prendila!"

Nell'America dei grandi spazi, dall'Arizona al Pacifico, dal Gran Canyon all'Alaska, la storia di un giovane anticonformista che sceglie di vivere un'esistenza on the road.
Sean Penn, attore e regista premio Oscar, dirige ed è autore della sceneggiatura dell'adattamento cinematografico di Into The Wild, ilbest-seller di Jon Krakauer.

INTO THE WILD (Nelle terre selvagge)
REGIA
Sean Penn CAST Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt,Jena Malone, Brian Dierker, Catherine Keener, Vince Vaughn, Kristen Stewart, Hal Holbrook

Il fulcro della narrazione è il viaggio. Un viaggio fisico, attraverso i luoghi più estremi degli Stati Uniti, sino a raggiungere le terre del Nord e la natura selvaggia. Ma specialmente un viaggio interiore, alla ricerca di se stessi e della felicità, di un equilibrio con il creato. Una fuga dagli schemi imposti della società, dalle sovrastrutture, dalla sporcizia della nostra civiltà, che viene compiuta allontanandosi sia fisicamente che mentalmente da una vita vissuta sino da allora con estrema sofferenza. Percorrere questo cammino insieme al protagonista ci consente di ammirare alcuni dei luoghi più belli, ma al tempo stesso ostici e inospitali, del nostro pianeta. Dal Gran Canyon all'Alaska, passando per il Messico del Nord. Fra improvvise piene nel deserto e placide acque marine, attraverso gli sterminati campi di grano del sud Dakota e le rapide del fiume Colorado. Incrociando il cammino e la vita di un'umanità varia e interessante. Ciascuno porta con se una storia da raccontare, una storia che merita di essere ascoltata, prima di raggiungere la pace nella solitudine più assoluta. Man mano che i volti si avvicendano... che le esperienze si accumulano... che gli scenari si modificano... Christopher cambia, anche la sua famiglia cambia... tutto cambia. E a un certo punto la strada si fa impegnativa, angosciante, decisamente amara.

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E se in questo tempo di attesa e di festa facessimo un viaggio dell'anima per cercare di ritornare alle nostre radici?. Potrebbe essere uno spunto per cercare di cambiare i nostri sentimenti. Perchè ....."Ciascuno porta con se una storia da raccontare, una storia che merita di essere ascoltata, prima di raggiungere la pace nella solitudine più assoluta".
Il tragico è che molte volte, in questa nostra epoca, nessuno ti dà l'opportunità di raccontare la tua.

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mercoledì 16 dicembre 2009

Forse l'energia è sopra di noi

Questo blog ha sempre puntato sull'energia pulita e specialmente quella della Lampadina sempre accesa che ci è stata regalata. Nei numerosi post sull'argomento si è sempre detto anche che la strada maestra, indicata dalla Natura, sembra essere quella. E quando si dice che quella fonte di energia non è sufficiente, raramente ci viene in mente che molto probabilmente siamo noi a non saperla ancora prendere nella giusta maniera. Ma come si vede la ricerca sta facendo passi da gigante e la strada sembra essere proprio quella....per il futuro.

"Fibre fotovoltaiche, pannelli solari spaziali. I vecchi pannelli mandati in pensione da fasci di filamenti di vetro. Almeno nelle speranze di università e di qualche azienda lungimirante. Ma in Giappone sognano anche installazioni in orbita: entro il 2030, ci sono già gli appalti assegnati. La “rivoluzione verde” dei pannelli solari deve ancora dare i suoi frutti, ma già i ricercatori sono all’opera per progettare tecnologie che vadano oltre: soluzioni “alternative” che vorrebbero rimediare alle supposte controindicazioni poste dall’installazione obbligata dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle case e altrove. “Nessuno vuole acquistare una macchina grande, belle ed elegante con un grosso pannello solare sul tetto”, dice infatti Zhong Wang del Georgia Tech, e in questa e altre occasioni la soluzione sarebbe quello che Wang e colleghi descrivono come il primo sistema di “pannelli solari” in 3D mai sviluppato. Un sistema che in pratica sostituisce i succitati pannelli con un buon numero di fibre ottiche ricoperte di ossido di zinco, “tirate” dal tetto sino ai dispositivi a cui fornire energia elettrica. A contatto con l’esterno, incaricata di raccogliere i benefici, raggi solari si trova un’estremità del fascio di fibre – ognuna spessa due o tre volte un capello umano. La luce raccolta da tale estremità viene automaticamente convertita in energia elettrica per tutta la lunghezza del fascio (variabile a seconda delle necessità), rimbalzando indietro una volta raggiunta l’altra estremità e fornendo alle fibre un’altra occasione per trasformare l’energia solare in corrente elettrica. Gli scienziati statunitensi dicono che una fibra da 10 centimetri di lunghezza potrebbe generare una corrente di 0,5 volt, mentre per fornire l’energia sufficiente ad alimentare una lampadina da 10 watt occorrerebbero 10mila fibre ognuna lunga 10 centimetri. Un altro problema del sistema è la scarsa efficienza nella conversione energetica, il 3,3 per cento innalzabile secondo Wang all’8 con il raffinamento della tecnologia, ma sempre inferiore rispetto ai pannelli fotovoltaici più performanti, capaci di assorbire e convertire in energia elettrica il 30 per cento dei raggi solari. Il vantaggio principale delle “fibre solari” sarebbe però la relativa facilità di produzione, visto che il tutto richiederebbe di riscaldare una soluzione di ossido di zinco a 70 gradi per poi immergervi le fibre, contro le centinaia di gradi necessarie ai pannelli e al netto della loro facile propensione al danneggiamento.

L’idea delle fibre solari viene perseguita anche dalla società del New Jersey EarthSure, che però pensa soprattutto a pannelli solari sotterranei in cui immagazzinare il “raccolto” delle fibre. Un impianto SubSolar potrebbe secondo i suoi ideatori generare elettricità per 24 ore al giorno 7 giorni su 7 in ospedali e uffici con le luci sempre in funzione, e in questo caso il vantaggio principale sarebbe quello della economicità dei pannelli vista la non-necessità di dover resistere alle condizioni degli ambienti esterni. Nella rincorsa a fonti di energia alternative si torna a parlare anche di pannelli solari installati oltre l’atmosfera terrestre, capaci di offrire il sicuro vantaggio di un efficienza impossibile da raggiungere qui sulla Terra dove i raggi energetici arrivano depotenziati dall’azione di scudo della suddetta atmosfera. Ci lavora la statunitense Pacific Gas & Electric ma anche la giapponese Japan Aerospace Exploration Agency, che ha testé scelto le grandi aziende nipponiche (Mitsubishi Electric, Fujitsu, Sharp e altre) da coinvolgere nella concretizzazione dell’ambizioso progetto di produrre così 1 gigawatt di potenza entro il 2030. fonte punto-informatico.it".

Dobbiamo pensare anche che l'energia, forse, è più malleabile di quello che si pensa: forse in futuro potrebbe essere captata da una semplice antenna come le onde TV anche tramite satellite e parabola. Ed allora le antenne paraboliche, pur se antiestetiche, avranno anche una funzione molto più importante che le semplici trasmissioni televisive. E poi i fiilm di fantascienza ci insegnano: gli UFO, come ci sono stati rappresentati da sempre, ci hanno sempre considerato all'età della pietra in fatto di sfruttamento dell'energia e del rapporto spazio tempo. Ma non ci dobbiamo scoraggiare. Almeno in una cosa siamo avvantaggiati. La Lampadina sempre accesa resterà così per ancora tanto tanto tempo e non ci manda neppure la bolletta da pagare. Quindi dipende solo da noi.


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martedì 15 dicembre 2009

Babbo facci sognare

"Per molti bambini del mondo, Santa Claus, meglio conosciuto come Babbo Natale, vive nella gelida regione della Lapponia, e proprio per loro, vicino la città di Rovaniemi in Finlandia esiste il Santa Claus Village. Grazie alla magia del posto, è uno dei posti più visitati dai turisti in Finlandia, specialmente durante il periodo natalizio, quando innumerevoli famiglie e bambini arrivano da ogni parte del mondo per vivere il natale in modo speciale.Secondo la tradizione culturale europea, l’ubicazione esatta della residenza di Santa Claus, anche se non precisissima, è nei dintorni della Lapponia in Finlandia, dove in molti si riversano per scoprire questo mistero. Per tutti loro, specialmente durante l’inverno boreale, esiste una villa ed un parco tematico situati nel bel mezzo del circolo polare artico, dove i bambini contano di poter portare le loro letterine di natale direttamente nelle mani di Santa Claus. Il parco è situato a circa 8Km da Rovaniemi, arrivando con l’aereo all’aeroporto di Helsinki-Vantaa. Durante il periodo natalizio, questo aeroporto è letteralmente preso d’assalto,i voli triplicano e numerosi voli charter giungono qui da ogni parte d’Europa. Se siete già in Finlandia, potrete raggiungere il parco da una qualsiasi città tramite l’utilizzo di autobus o treni. Nel parco tematico Santa Claus Village, è simbolicamente contraddistinto sul pavimento il punto preciso in cui secondo le coordinate di latitudine è situato il circolo polare artico. Durante la visita, i più piccoli potranno visitare il magico ufficio postale di Babbo Natale, li dove ogni anno arrivano tutte le richieste per i regali che i bambini vorrebbero trovare sotto l’albero il giorno di Natale. Nel parco sono presenti numerose attrazioni, tutte riguardanti Babbo Natale e la regione della Lapponia. Se deciderete di trascorrere le vostre vacanze natalizie nel Santa Claus Village, il vostro Natale assumerà quel pizzico di magia che vi farà tornare bambini, almeno per un po. fonte girandoilmondo.it - Babbo Natale scrive ai bambini dalla Finlandia. Santatelevision.com è un portale dedicato a Babbo Natale e i suoi Elfi correlato al canale televisivo finlandese Babbonatale.fi. Il sito dà la possibilità di richiedere una lettera personale ai bambini scritta da questo mitico personaggio. Per ordinare e far recapitare la lettera ai più piccini basta compilare il modulo online scegliendo l’intestazione e indicando uno o più nominativi dei destinatari. Babbo Natale scriverà i suoi auguri personali con il suo personale francobollo direttamente dal suo ufficio finlandese; una gradita e originale sorpresa da poter allegare ai regali dei bambini sotto l’albero o da far recapitare agli amici. La lettera di auguri è scritta nella lingua del richiedente, prima di riempire il modulo basta cliccare sulla bandierina italiana. Il costo è di circa 7 euro e il pagamento può essere fatto solo tramite carta di credito. Sul sito Santatelevision sono presenti delle sezioni riguardanti il mondo di Babbo Natale, della Lapponia e la possibilità di ordinare cartoline e Dvd. Sul sito di mypage.it c’è invece la possibilità di far scrivere ai bambini una lettera a Babbo Natale con l’apposito kidget. fonte bambini.info"

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Una condizione per l'intera Umanità: quando nasciamo ci appoggiamo ai nostri genitori per una miriade di domande: babbo cos'è quella cosa e perchè l'altra funziona così?. E le conoscenze passano di padre in figlio in una lunga catena di piccoli apprendimenti, esperienze e conoscenze trasmesse. Poi ci rivolgiamo al Babbo per chiedere qualcosa che abbiamo sempre desiderato: vorrei tanto un camioncino di legno (richiesta di cinquant'anni fà) o vorrei la Playstation (richiesta di oggi). Una volta ci dicevano sempre, forse per farci più apprezzare, il regalo ricevuto che molti bambini non si potevano permettere tali cose; anche oggi è la stessa cosa e forse i numeri di coloro che vorrebbero come regalo una ciotola di riso o la doppia razione sono di molto incrementati. Forse converrebbe sempre ricordarli ed invece ci si dimentica troppo spesso di loro anche nelle sedi dove ti aspetteresti di sentirtelo ricordare più spesso. Ma veniamo alla nostra Bellissima Festa ed ai luoghi magici che essa ci ricorda. Uno dei luoghi magici è la Patria di Babbo Natale dove tutto rivive nella gioia ma più che altro nella serenità e nella semplicità campagnola di un Babbo Natale con la casetta di legno, il carro o la slitta trainata dalle renne ed un magico cielo stellato. Che Babbo Natale ci porti il regalo più bello:tanta serenità condita di semplicità. Costa poco e farebbe bene anche alla salute.

Per visitare il mondo magico di babbo Natale click here. Santa Clauss Village

Santa Claus Village from internet

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