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sabato 13 giugno 2015

IL fantastico Mondo delle Zucche!


Magiche creature dalla Natura Vegetale!Mi viene in mente quelle torte di zucca che, qualche volta, ho mangiato in qualche trattoria lontana. Roba speciale perché mantiene il sapore morbido ed accattivante di pan di Spagna. Ma anche la vellutata è una grande specialità di crema di zucca e soffritto di cipolla fatta con zucca mantovana Ma queste sono solo pochissime ricette fatte con le zucche invernali. E poi le zucchine le conosciamo tutti.
Con questi facciamo prelibatezze che tutti conosciamo e sono buone anche solamente lessate con olio di oliva. Specialità estiva che ce ne fa ricordare una  mondiale molto ricercata in tutti i ristoranti.,anche i più famosi. I grandi fiori di zucca,una volta la manna dal cielo per i poveri,ed ora una specialità ricercata ed elaborata.

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Eppoi arriviamo alle famose Butternut.
L'inarrivabile zucca Butternut, la famosa noce di burro di cui si è parlato in questo blog e che, da noi, viene anche chiamata violina per la sua caratteristica forma."Oltretutto si conserva  per molto tempo mantenendo tutte le sue caratteristiche organolettiche. Non è solo una "noce di burro" ma è anche burro di alta montagna tagliato a fette che si scioglie in bocca oppure si amalgama nella pasta o nel riso in un modo perfetto con la sua perfetta crema arancione."
E per fare onore a tutto il variopinto mondo delle zucche prendiamone in considerazione alcune, tra cui anche la zucca Cenerentola. Una zucca molto intelligente che sa come trasformarsi in una bellissima carrozza quando ce n'è più 
bisogno. 
Ed infatti molti la pensano come me:
"La Fata Madrina prende una zucca e la trasforma in un’elegantissima carrozza che porterà Cenerentola al ballo!

 La fata madrina
Ma che tipo di zucca è quella di Cenerentola. Una zucca gigante ovviamente.Una di quelle che si trasformano molto bene in mille cose con la fantasia e con la realtà.

 Ed infatti le zucche hanno proprietà magiche e fantastiche. Possiamo anche illuminarle con la candela dentro. E quando ero piccolo e correvamo molto pericolosamente con i carretti per le ripide discese, la zucca si trasformava in un casco come i corridori di automobili di allora. Un bel casco con le zucche e loro ti proteggevano perché sapevano come farlo. Lo facevano in modo molto naturale. 

Ma comincio a sentire una dolce musica in lontananza. Sembra una viola, Oppure  è qualcosa di simile. Ed infatti vedo arrivare in lontananza una splendida zucca "violina". Si, ha un forma come un violino anche se, forse, avrebbe bisogno di un dermatologo perché ha una brutta pelle. Sembra che abbia

avuto problemi   di brufoli in gioventù, ma è molto buona perchè è anche parente della zucca butternut.

Ma piano piano arriviamo più in là nel fantastico mondo delle Zucche: ecco la zucca barucca.
E' proprio un mondo meraviglioso!
Tra le altre varietà in commercio merita una menzione la zucca di Chioggia, chiamata anche “zucca barucca” per la superficie verrucosa. La parola barucca è di origine veneta (baruca), che a sua volta deriva dal latino verruca (verruca). Nell'area chioggiotta è detta anche zucca baruffa, definizione che richiama la splendida commedia “Le baruffe chiozzotte” di Carlo Goldoni, dove è menzionata. Nel passato era diffusa in tutto il Veneto e conosciuta come “zucca marina”, definizione tuttora usata; si presenta con una forma rotondeggiante ma schiacciata ai poli, bitorzoluta; ha la buccia di colore verde grigio e si caratterizza per la polpa gialla e le sue ottime proprietà gustative. Chioggia sta dedicando alla “sua zucca” tutta una serie di manifestazioni culturali, popolari, gastronomiche con lo scopo di farla conoscere e promuoverla come un'identità di un territorio particolarmente vocato all'orticoltura. In quest'operazione di marketing è molto impegnato il mercato ortofrutticolo di Brondolo, alle porte della città, presieduto da Giuseppe Boscolo Palo.
E come in tutti i mondi fantastici arrivano anche i giganti. E Murabilia ne è una grande testimone. Là si fa anche un campionato delle Zucche giganti. Giustamente è un mondo di fenomeni da ammirare e coltivare. Sono belle da ammirare e ci fanno anche interrogare sulla variabilità  e sulla forza della Natura .
A Murabilia il campionato della zucca più grossa

E sono anche commestibili. E trasformabili in gustosi tortelli. In chili e chili di tortelli.
Ma restiamo nel mondo delle Cucurbite. E prendiamo in considerazione, ad esempio, la Cucurbita Pepo, le famose zucchine che tutti conosciamo. Perché le zucchine sono sinonimo di leggerezza del cibo. Quante volte abbiamo sentito dire:"si è ammalato, facciamogli un pò di zucchine lesse!"

"Con il nome “zucca” s'intende una varietà di frutti appartenenti alla famiglia delle Cucurbitaceae: il più delle volte, la zucca propriamente detta è identificata dal genere Curcubita, ma alcune specie appartengono al genere Lagenaria, comprendente, in generale, zucche coltivate a fini per lo più ornamentali, dalla buccia spessa e molto dura, e pressoché prive di polpa. Curcubita pepo è il termine indicante le popolari zucchine (i cui frutti della pianta omonima sono consumati immaturi), mentre il binomio botanico Curcubita maxima fa riferimento alle zucche vere e proprie, peponidi polposi, arancioni e dolci, raccolti a piena maturazione.
Particolare è Curcubita moschata (zucche violine) dalla forma “a pera”: rigonfia, tinta di verde alla base, appuntita e di color giallo-arancio verso la parte apicale.
La zucca è oriunda dell'America centrale: le sue origini sono antichissime ed in passato è stata una preziosa fonte alimentare per sfamare molti popoli.
Più in particolare, tutte le zucche possono essere classificate in quattro grandi gruppi:
  1. Cucurbita maxima
  2. Cucurbita moschata
  3. Cucurbita melanosperma: detta anche zucca spaghetti per la consistenza della sua polpa cotta, paragonabile a capelli d'angelo. È una pianta particolare, tipica dell'Asia dell'est, ed originaria del Messico.
  4. Cucurbita pepo
  5. Lagenaria: zucche ornamentali, anticamente sfruttate anche come contenitori da acqua o da vino.
Tipi di Zucca

Secondo un'altra classificazione meno “scientifica”, le zucche sono catalogate in:
  1. Zucche da zucchine (Cucurbita pepo): sono piante dal tipico portamento cespuglioso, di cui si utilizzano i frutti immaturi ed i fiori maschili ancora in boccio. In questa categoria rientrano le “cocuzzelle di Napoli”, piante assai produttive, dai frutti allungati, verde scuro, striati da venature di verde chiaro. Da ricordare anche la zucca lunga d'Italia, varietà anch'essa molto produttiva, a portamento tipicamente cespuglioso, e la zucca tonda senza tralcio da forzare, in grado di produrre anche 30 frutti verdi, tondeggianti e gustosi.
  1. Zucche da inverno (Cucurbita maxima e Cucurbita moschata):
    • La specie maxima comprende anche la cosiddetta “varietà a turbante”, molto coltivata nel cento e nel sud Italia a fini ornamentali, per i suoi colori accesi e per la sua forma irregolare e bitorzoluta. La zucca turbante è molto utilizzata per realizzare le famose zucche di Halloween, per la particolarità data dall'originale cappello. Da ricordare pure la zucca grigia di Bologna, ottima da marmellate, e la zucca marina di Chioggia, enorme, ellittica dalla buccia verde e dalla polpa aranciata.
    • Tra le zucche appartenenti alla specie moschata, non va dimenticata la zucca piena di Napoli, il cui frutto è piuttosto lungo, cilindrico, gonfiato alle estremità: la polpa è dolce, gialla o arancione, mentre la superficie è gialla, talvolta tendente al rossastro."I protagonisti del film

Ma non finisce qui: con le zucche possiamo fare anche i frullati. E se clicchi qui lo puoi vedere . Perchè il mondo delle zucche è proprio fantastico. Le ritroviamo in tutte le più belle storie di fantasia : lo ritroviamo nel fantastico mondo di OZ, come in Cenerentola. Ma scomodiamo molto molto di più!

"Una zucca legata alla morte è quella che troviamo nella favola di Leonardo Da Vinci, Il salice, la gazza e i semi della zucca. Un salice, oppresso dai tralci delle viti e di altre piante che si aggrappavano ai suoi rami, tirandoli giù e impedendo loro di potere gioire della vista del cielo e del sole, cerca una pianta che cresca senza doversi aggrappare ai suoi rami ma anzi che li possa sostenere. Decide per la zucca; chiede ad una gazza di procurargli semi di zucca che poi seminerà ai suoi piedi (ossia radici). In breve tempo la pianta di zucca occupa tutti i rami del salice, con le sue grandi foglie gli toglie la luce e i suoi frutti pesanti prostrano a terra i lunghi rami del salice; così, dopo aver invocato aiuto alla gazza invocherà l’aiuto del vento affinché con la sua forza scuota le zucche e le faccia cadere, ma il salice, ormai vecchio e appesantito, non riuscirà a contrastare il vento che, dividerà il tronco del salice in due parti. Il povero salice così capì che era nato per non provare mai bene."

Anche in Jean de La Fontaine (1621-1695), troviamo la zucca come protagonista di uno dei suoi apologhi morali, La ghianda e la zucca.

"Un giorno un contadino osservava un’imponente quercia e una pianta di zucca. “Mi pare - diceva - che il Signore Iddio abbia commesso un grosso sbaglio. Il frutto della zucca, così grosso e pesante, dovrebbe essere della quercia, e la piccola ghianda sarebbe assai appropriata alla pianta della zucca”.
Poi si sdraiò all’ombra della quercia e continuava le sue riflessioni sulle cose create.
Ad un tratto si staccò una ghianda dall’albero e andò a battere proprio sul naso del contadino, il quale si alzò irritato ed esclamò: “Iddio Creatore non ha sbagliato, non sbaglia mai. Se fosse caduta una zucca, che cosa sarebbe accaduto al mio povero naso?”
da La Fontaine"


Ed infatti gira e rigira tutto il nostro vivere è collegato al magico mondo delle zucche: ed è proprio vero Lui non sbaglia mai. Se io fossi nato più intelligente, oltre ad aver evitato tanti gravi errori, forse non starei qui a parlare di zucche. O forse è un onore poterlo fare! Comunque vada ho sempre un'alternativa:rifugiarmi, zitto zitto, nel mio fantastico Mondo delle Zucche!  E cercare di scomparire. Piano piano, ma comunque.....scomparire.
Ad Majora!
Honest Maverick productions
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Zucca da http://www.my-personaltrainer.it/benessere/zucca.html

domenica 3 maggio 2015

Come mi devo comportare nella vita? Secondo la "teoria delle code"!

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Dai vecchi centralini telefonici, alle "code" alle casse del supermercato!
Mettersi in coda ed aspettare con educazione! E pensare che per noi mediterranei è una cosa un pò insopportabile o quantomeno lo era per un certa generazione che cercava sempre di "ovviare", avvantaggiarsi, di "passare avanti". Era quella generazione antica che veniva fuori dalla guerra o quella che era nata subito dopo. Insofferente alla disciplina fittizia delle code alla bottega di paese, o del mercato rionale o cittadino. La gente era venuta fuori da un'immensa tragedia come la guerra. Figurarsi se aveva voglia di perder tempo con le code. Poi l'evoluzione della popolazione, l'educazione civica delle elementari, ed il diffondersi del rispetto per gli altri.E l'affacciarsi anche di quella cultura anglosassone, dove, insieme alla minigonne di Mary Quant ed alla musica "beat" venne importata anche la venerazione delle code. De mettersi in coda e rispettarla "religiosamente". Mi viene in mente una scenetta vissuta a Victoria Station di un signore che, disavvedutamente, saltò la coda alla biglietteria. Uno scandalo ed il signore messo al pubblico ludibrio, peggio di come, da noi, aver preso una tangente. Quindi le code vanno rispettate doverosamente ed in silenzio anche da noi. Dappertutto anche (e soprattutto) al supermercato! Ed allora viene fuori qualche pensierino per poter accelerare la coda. E tra tante cose astruse c'è anche una teoria scientifica e molto seria e difficile da dimostrare anche se si hanno basi solide. Ed infatti io mi limiterò e se ci riesco solo a descriverla, lasciando ad altri il compito di dimostrarla scientificamente. Ammettiamo che al supermercato ci siano due casse aperte. E' più conveniente creare due code o lasciare una sola coda ad una cassa ed alternativamente, mentre un cliente viene servito dalla cassa numero 1, il cliente successivo (in coda, appunto) devia  alla cassa nr. 2. E così di volta in volta fino all'esaurimento della coda. Con questo metodo si  risparmierebbe  sino alla metà del tempo! Per vedere meglio basta cliccare il link sottostante. Accipicchia, ma guardando meglio la teoria è una cosa seria, scientifica e complicata con ambiti di applicazione molteplici,  da quelli telefonici a quelli aziendali, a quelli di programmazione etc. Roba troppo complicata per un signore che ha superato, da parecchio, la mezza età e che non ha mai azzeccato la coda giusta. O meglio, a volte avrebbe anche "azzeccato"quella giusta. Ma ha sempre trovato "il controller" che gli ha imposto di andare nella coda "migliore". Senza una reale possibilità di ribellarsi! Dovevi andarci. Perché? Perchè lo diceva la teoria delle code? Oh no, la teoria delle ?!!!!!!? e della vita. Teorie e "pratica" delle code, anche se di matematica, queste avevano ben poco!  Semmai si trattava di marketing, di "sponsorizzazioni" o qualcosa di simile!Ma questa, come si dice oggigiorno, è un'altra storia! Ad majora, Gente..e,per favore, rispettiamo la coda! 
Honest Maverick productions
http://www.galileon et.it/2015/01/la-scienza-delle-code-al-supermercato/
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_delle_code

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Enjoy:


venerdì 1 maggio 2015

Una festa nella "Storia degli Uomini"!



  ES  T R A V A I L LE U R S

BUON 1° MAGGIO A TUTTI - La FESTA DEL LAVORO! 
 
LA FÊTE DU TRAVAIL


giovedì 2 aprile 2015

Spring is coming!Easter is here! Buona Pasqua a Tutti!

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Giorni che hanno l'aria speciale, piena di polline, di fiori di pesco e di albicocco trascinati via dal vento, di strana confusione ornitologica. Poi è un crescendo passando dalla meditazione di questi giorni all'apoteosi di Domenica. E' il crescendo della settimana di Pasqua, dove l'animo mistico e laico si incontrano, soprattutto verso un anelito di quiete. Ecco la parola che mancava:Quiete.
 Ed é in festa anche La Nostra Montagnola, con gli alberi di leccio e di querce che sono cullati dal vento fresco di una primavera un pò pigra e sonnacchiosa ma promettente.
Anche se, giustamente, sembra non affannarsi neppure Lei. Come tutta la Natura! 

Ed allora non mi resta che augurare  


 Buona Pasqua  a  Tutti 

GOOD EASTER

Gut Ostern                     

Bonne Pâques

God påske


Honest Maverick


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sabato 28 marzo 2015

La nostra colpa nella vita?Non aver mai detto "stop" al tempo!

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Qual'è uno dei sentimenti più dolorosi della vita?. La nostalgia e non poter far niente per "riacchiappare" i vecchi momenti di felicità. Quando non ci rendevamo conto che stavamo vivendo i più deliziosi attimi e non ce ne accorgevamo. Od almeno alcuni di noi non li apprezzavano. Eravamo in uno status particolare: volevamo "partire" ma, anche quando partivamo, volevamo rientrare. Eravamo i "soliti amici al bar":davanti a noi ci sembrava che, a sedere, ci fosse il destino, il vuoto ed invece avevamo l'immenso.Solo che non lo capivamo. C'era un immenso crocevia, con mille strade intorno e forse non sapevamo quale prendere. Ognuno da solo di fronte all'immenso ed ignoto. E questo fu il nostro più grande errore. Essere seduti insieme e voler agire da soli. Un tavolino e quattro bibite in comune ed il destino da affrontare da soli. Mai prendemmo non dico l'iniziativa, ma neppure ci sfiorò il pensiero, di creare qualcosa in comune. C'erano anche i tempi di allora, diversissimi da questi di oggi, e nessuno ci aiutava a capirci qualcosa. Sembrava che appena fatti 10 chilometri ci fosse l'America. L'importante era andare via dalla campagna. E questo era nella concezione di tutti anche dei nostri vecchi. Bisognava diventare operai, tornitori specializzati o impiegati "modello" e lavorare uno lontano dall'altro. Ma se solo avessimo avuto per un momento il pensiero: "no! noi mettiamo qualcosa per conto nostro, vogliamo sfruttare le risorse (grandi dall'olio, al grano, al legname, le castagne, etcetera, etcetera, etc, etc.) del nostro Territorio e farle conoscere dappertutto, in "tutto il mondo". Neppure il pensiero ci sfiorò e ci ritrovammo in lunghi e tortuosi percorsi creati e gestiti da altri su cui dovevamo fare  passi già predisposti e stabiliti. E che, molte volte, non erano neppure giusti ma molto sbagliati. E mi vengono in  mente queste considerazioni in una giornata particolare nella quale  un'altra sedia di quel vecchio tavolino è rimasta vuota. Ma quando, inesorabilmente, anche le altre sedie non saranno più occupate, quel vecchio tavolino dovrà contribuire a qualcosa. Dovrà suggerire agli altri che vi appoggeranno i giovani gomiti con gli occhi un pò assonnati ed annoiati che, una volta, c'erano dei ragazzi che avevano preso una "deviazione" sbagliata a quel grande crocevia che sarà di nuovo di fronte a loro, giovani con mille dubbi, con le mille strade fittizie ma luccicanti e con una sola strada buona da prendere ma difficile da individuare e da intraprendere. E il tavolino dovrà dire loro: quelli lì erano bravi ragazzi, ma molto ingenui ed anche un pò sfortunati: non azzeccarono la giusta strada, rimasero l'uno lontano dall'altro e non si godettero neppure il loro territorio. Fecero peggio dei gatti, dei cani e dei pettirosso. Ed anche le luci delle loro strade allettanti si spensero tutte d'un colpo! Ma ci sarà forse un altro Pianeta  per poter ricominciare tutto daccapo?O forse basterebbe solo poter "scomparire" con l'animo felice?
Non sarebbe davvero poco! Anche, se credo, molto improbabile!
Ad majora.    
Honest Maverick productions!

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