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sabato 14 febbraio 2015

Viva viva i Raperonzoli! Un ortaggio semplice come la fiaba!

Risultati immagini per raperonzoli

Rapunzel. è la fiaba numero  nr. 12. della raccolta Fiabe dei Fratelli Grimm.
(La storia non la riassumo ma rimando alla versione originale in calce).
Ma i significati della storia possono essere molteplici e tutti da analizzare ed approfondire.
Prima di tutto mi interessa vedere cosa significa per quasi tutti la rapa ed il raperonzolo.
La rapa è nota per la sua radice tozza e tondeggiante che normalmente si consuma  con burro e olio di oliva ed ha proprietà nutritive poco rilevanti (100 grammi di parte edule contengono circa il 90 g di acqua, circa 4 di glucidi, alcuni sali minerali (230 mg di potassio, 30 mg di fosforo, 40 mg di calcio e quasi altrettanti di sodio). Scarso il contenuto divitamine salvo che per la vitamina C, di cui sono presenti più di 20 mg per 100 g di parte edule). E utilizzata anche per preparare piatti tipici come la brovada.
Il raperonzolo è della stessa famiglia delle rape, ma le sue radici non sono tondeggianti ma allungate.Il raperonzolo, nel Vicentino è chiamato rampuzolo (in dialetto “rapusolo”). E’ un’erba spontanea assai ricercata in cucina per il gusto molto gradevole della sua radice, bianca e carnosa.Per tutte le specialità che si possono ottenere con la rapa ed il raperonzolo si rimanda al grande blog:http://ilraperonzolo.blogspot.it/.

Ma dalla fiaba del "Rapenzel" possiamo ricavare mille altri significati oltre a quello edibile e di sostentamento. Un bel piatto di pasta con le cime di rapa può avere un valore molto più importante del semplice valore intrinseco. Per non parlare delle famose orecchiette. Perchè se le cime di rapa sono genuine è un incontro con la salute e la salute è il valore principale dell'esistenza. La voglia della sposa incinta di raperonzoli può avere il significato di quanto siano importanti i vegetali e le verdure anche nella particolare condizione della gravidanza. Ed il ricatto della strega sembra sproporzionato. Ma forse riequilibra in maniera un pò  paradossale il valore anche psicologico delle verdura alla quale viene dato comunemente poco valore e sicuramente secondario rispetto alla carne. I raperonzoli come valore di scambio del futuro nascituro assumono un significato che va oltre il mero valore di scambio ma potrebbe significare che, senza la verdura, non esiste neppure la vita. E la  grande abbondanza e la varietà della verdura e degli ortaggi in genere va, molte volte, a scapito della loro qualità e quindi il grande valore che  oggi viene dato alla genuinità ed alle coltivazioni "bio" sembra ampiamente giustificato. In secondo luogo si potrebbe mettere in rilievo la iperprotezione della "madrina", traslandola nel nostro mondo moderno, dove si tende a volte a denigrare l' atteggiamento troppo protettivo di alcuni genitori. Forse non bisogna esagerare con la "protezione" ma neppure con l'atteggiamento "liberistico" nei confronti dei figli o dei nipoti. Una vigilanza attiva e discreta, forse, è l'atteggiamento migliore anche se è il più difficile da tenere. E voglio mettere in rilievo l'ultima cosa: il corso del fiume della vita. Un fiume che parte sempre da parti scoscese, a volte oscure, a volte anche tenebrose, ma piano piano si dilunga  tra le valli scoscese, sempre meno oscure, sempre più luminose per finire sempre a  trovare la propria strada che ( anche se non sempre finisce così), molte volte è la più giusta ed anche la più normale. Ed infatti, anche in questo caso, il principe  ha finalmente trovato  Raperenzolo.Viva Viva Raperenzolo!
Honest Maverick productions
 Fiaba
enjoy:

sabato 24 gennaio 2015

Alla ricerca di parole "antiche". Una borgetta piena di illusioni!

 
Si, proprio così: la mia  borgetta  piena di illusioni. Forse ho visto troppe cose: la fantasia al potere, il mondo dell'immagine, la saga degli imbonitori, l'apoteosi delle finte "filiere" e mille altre cose. Ho vissuto parecchie cose e quasi tutto il loro contrario. Illusioni a livello locale, personale, ed anche a più ampio raggio. Illusioni di sapore amaro perché ti accorgi che, poi, quelle più importanti sono state quelle di piccolo "cabotaggio". Di speranza di miglioramento anche nella vita che ti riguarda tutti i giorni. Anche quella del posto dove vivi. Anche dei tuoi errori che sono stati tanti. E penso spesso alle persone a cui hai fatto dispiacere: dentro di me, invecchiando, me ne scuso quasi tutti i giorni.  E mi domando molto spesso: ma ero scemo a fare quella cosa? E cosa mi spingeva a comportarmi così, quasi al contrario di come avrei voluto davvero? E questo mi fa stare male. Anzi mi domando se ero, e sono ancora, affetto da qualche malattia "psicosomatica". E passo parecchio tempo a farmi tardivi esami di coscienza. Mentre osservo tanti  altri che dimostrano tanta sicurezza quasi come se non avessero mai commesso errori. Poi però, mi dico che le "illusioni disattese", che ho elaborato nella mia esistenza, non tutte sono dipese da me, ma anche da circostanze e da comportamenti umani che poi si sono rivelati sbagliati e dannosi per molti. E quindi non mi resta che consolarmi col riguardare le mie vecchie cose "vintage". Osservo un vecchio apparecchio radio degli anni 60. Ha mille stazioni che non riuscivo mai a prendere. Mi ricordo che mi ero fissato col prendere Lille, ma poi mi sarebbe bastato anche solo Grenoble oppure Praga. Mi immaginavo città piene di luci ed invece tutto si riduceva a continui e insistenti "gracchii"  neanche troppo distinti che andavano ad aumentare le mie illusioni. E quando parlo di illusioni lo sguardo e la memoria va subito alla mia vecchia cartella di cartone pressato che avevo ereditato da chissà chi e che avevo portato fino alla quinta elementare. Anche perché c'ero molto affezionato. La mia nonna la chiamava "Borgetta" e noi ci ridevamo. "Nonna si chiama cartella". E Lei non replicava mai. Ma aveva ragione Lei. Era una parola ed un significato antico e pure chic. Guardo quella cartella. E' sempre la stessa e si è conservata bene. E non poteva che essere così. E' sempre stata utile. E' piena di cose antiche ma preziose. Tante illusioni a cui ho creduto e che  non si sono mai  avverate. Una cara Borgetta........ piena di illusioni...( e di cose mai dimenticate!.........). 
Honest maverick productions  


Tratto da:
L’ombrellaio e il pagniaio.
Ogni tanto in paese faceva una capatina l’ombrellaio.Portava a tracolla un sacchetto dentro il quale c’erano stecche,tela nera e manici di ombrello. Dentro un altro contenitore, “la borgetta “, aveva gli strumenti da lavoro: pinze, ago,un gomitolo di filo di ferro."

mercoledì 31 dicembre 2014

Buon Anno 2015


Buon Anno 2015



Un anno è corto ed è lungo ......quante cose succedono in un anno! Tanti abbracci e baci per ogni giorno  del 2015 che moltiplico per dieci ed ecco il 


20 0 15  


Ma per ora ci accontentiamo di un buon 2015 PER TUTTI 






sabato 20 dicembre 2014

Tanti Auguri di Buone Feste! Auspichiamo Tante Belle Cose per Tutti...senza esclusione!

Sfondi natalizi free


Auguri a Tutti e,

in special modo a:

  
 Ai visitatori di questo Blog;

 A tutti i bisognosi;

 Agli ammalati;

 Alle persone sole;

  Agli esclusi;
    E a  quelli che "devono" essere esclusi per forza e farli parlare quasi mai!

 Alla gente di buona volontà;
     A quelli che amano i luoghi d’origine e cercano di preservarli;

 Ai volontari di qualsiasi specie;

     A quelli che apprezzano l’amicizia "originaria" dell’infanzia;
  A Quelli che amano la verità anche se non la percepiscono sempre;

  A quelli che odiano l’ipocrisia di ogni genere;
   Anche a quelli che hanno valutato questo blog sulle URL  metriche, sbagliando anche i  riferimenti;.....pazienza nel mondo c'è di peggio!

  A quelli che non saltano mai nel carro del vincitore e guardano quelli che non scendono mai senza  curarsi del conducente;
   Anche a quelli che festeggiano sempre qualcosa, obiettivi e traguardi raggiunti senza valutare il valore del traguardo e soprattutto  a chi può essere utile;

  A quelli che rischiano sempre qualcosa in proprio;
   Agli auto-glorificatori di mestiere;a quelli che dicono"ma poi, del resto....così fan tutti"

   A quelli che vogliono seguire una piccola regola che forse mette a posto la coscienza nel cercare di  fare qualcosa per migliorare questo mondo:Essere un po’ fuori dal coro;  lo diceva anche qualcuno piuttosto importante:"Forse non cambierete il Mondo ma avete contributo ad inclinare il piano nella vostra direzione....Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai”(B.Russell).

    Auguri anche a quelli che scambiano  un motivo di dissenso per “scorbuteria”;
        Auguri anche a quelli che (chissà chi saranno?!.....) affinché abbiano, talvolta, uno sguardo ed      una valutazione migliori  e giudizi più obiettivi e spassionati !

ED ANCHE UN PICCOLO AUGURIO A TUTTI  NOI CHE ABBIAMO SEMPRE CERCATO DI FARE DEL NOSTRO MEGLIO,  ANCHE QUANDO ABBIAMO SBAGLIATO ALLA GRANDE. MA CI SIAMO ACCORTI DELLA GRANDE QUANTITA'  E DELLA GRAVITA'  DEI NOSTRI ERRORI.
PURTROPPO NON POSSIAMO FARE IL "REWIND".

Ed anche se molti lo considerano solo una consuetudine, noi pensiamo che gli AUGURI siano MOLTO IMPORTANTI: un po’ di  tiepido Vento in una fredda giornata d’Inverno!

E poi, alla fin fine......... ed, alla fine di tutti i nostri conti:

AUGURI A TUTTI PER DAVVERO!
da
 Honest maverick
      A wild blogger

A risentirci dopo le Feste
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AUGURI  A TUTTI PER DAVVERO!
da
 Honest maverick
      A wild blogger
Le mie foto
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Srozhdestvom Kristovym!
С Рождеством и Новым годом

Froue Weihnåcht'n, und a guad's nei's Joah

Frohe Weihnachte unn ein gudes neus Jahr

Schöni Wiehnachte und es guets Neus
Schöni Wiänachtä, äs guets Nöis
Joyeux Noel et Bonne Aneé

Buon Natale e Felice Anno Nuovo

God jol og godt nyttår  Z
*****************Enjoy:



domenica 23 novembre 2014

Finalmente ....... un pò di luce!



Premessa: Quanti dubbi ti insinua l'insana ed ingenua passione di andare avanti con un blog di provincia e molto "casereccio"! Ho riletto cento volte questo post prima di pubblicarlo. Avevo paura di fraintendimenti. Perchè la mia intenzione (molto presuntuosa) era (ed è ) solo quella di dare ulteriore lustro (se possibile) ai mille nostri connazionali "geniali" e spesso "poco conosciuti" del passato. Perché quelli del presente e del futuro, credo e spero proprio, che sapranno farsi conoscere  da soli nel migliore dei modi. E quindi tutte le considerazioni anche di tipo economico riportate nel post sono riferite ad un mondo passato.....un mondo di cinquant'anni  fa. Un mondo a cui io cerco di ispirarmi molto spesso ed al quale sono rimasto  molto ( forse troppo)  attaccato! 

La Storia, come diceva Qualcuno, si ripete per cento e mille volte: non bastava Meucci, e quindi il telefono, il pianoforte, il microchip e cento altre invenzioni frutto dell'ingegno italico e  non "sfruttate" appieno  per la giusta "gloria" e, perché no, anche per la giusta mercé, dagli Inventori. C'era anche la lampadina! Ed allora al cospetto di cotanto  "ingegno italico" mi viene da esprimere, anche per dare corpo alla statistica dei contrari, il mio modesto pensiero. E, certo di prendere per l'ennesima volta un abbaglio,   per quanto mi riguarda,  io la penserei in questo modo.  Se poi a qualcuno il mio parere non piace, spero comunque che mi perdonerà. E veniamo al dunque. Da cosa può dipendere tutto questo limitato e/o tardivo riconoscimento di tante invenzioni e dei loro Autori? Forse dalla diversa organizzazione industriale e sociale che c'era nel passato rispetto alle altre realtà?  O da una semplice parola (ed un concetto) con la quale,  tanti di noi abbiamo forse avuto,  storicamente,  qualche problemino: l'"organizzazione". Per tanti di noi, ed anche e soprattutto per me, è  un concetto piuttosto difficile. Le sue definizioni possono essere le più disparate e possono spaziare in molti campi, ma per l'argomento trattato,  è  forse  sufficiente prendere in considerazione  le organizzazioni aziendali. Esse, come sappiamo, dipendono anche  dal diverso grado di  sviluppo del settore finanziario (sic!). E quest'ultimo, come sappiamo, dovrebbe costituire la cinghia di trasmissione dell'attività manifatturiera e delle "start-up" che, per definizione, sono la culla  delle invenzioni e delle nuove idee. Ma forse il  carattere mediterraneo,  grande "spronatore" e "grande genio-folletto"  era (non so  e non credo che la cosa valga anche ai nostri giorni),  allo stesso tempo e  molto spesso, insofferente allo sfruttamento industriale e commerciale "organizzato" su larga scala delle grandi e geniali idee (l'organizzazione appunto) e  li portava, di frequente, ad un loro peculiare "concetto"  di  produzione (nel quale io mi ci ritrovo anche ai nostri giorni) che, appena si allargava  poco  più della cerchia familiare,   provocava loro, molto spesso, mille preoccupazioni e tanti incomprensibili (o.... forse comprensibili e giustificabili ) "dubbi" da cui  ne uscivano con grande difficoltà. Magari qualcuno dei nostri connazionali aveva appena inventato una "Grande Cosa" che risultava essere poi necessaria ed apprezzata dall'Umanità per Cento e Mille anni, ma, forse, si imbatteva subito in mille  difficoltà  esterne di ogni tipo. E poi, tra l'altro, come se non fosse bastato, in qualche altra difficoltà endogena in quanto, molto spesso, a lui interessava relativamente poco capire appieno l'impresa ad azionariato diffuso  o  tutti i nuovi (e molto spesso anche i vecchi) sistemi di finanziamento e altri complicati concetti economici. Avrebbero costruito, ad esempio, (ma è solo uno dei mille esempi che possiamo fare)  strumenti musicali  in maniera artigianale ed insuperabili per bellezza e precisione nelle loro  botteghe artigiane. A volte, o molto spesso, avrebbero sofferto di liquidità (cfr. Meucci case), ma a loro  non interessava "allargarsi" con il rischio di perdere un pò del loro controllo.  Loro la "Bottega" la  vedevano, spesso, in questo modo. Perché poi gli sarebbe piaciuto tanto che il loro figliolo, una volta chiuso l'abbecedario, avesse potuto continuare la loro grande avventura.  Tanto erano sicuri che avrebbe inventato  qualcosa di grande anche lui con la loro più grande soddisfazione..... anche postuma. E quest'ultima cosa, per loro, in confronto alla "soddisfazione" di "allargarsi"   era veramente ...........cosa di poco conto! 
Non è vero tutto quello detto finora? Peccato! .....Perché io mi ci stavo ritrovando parecchio. 
E poi, credo, che più la grande soddisfazione sia inventare, tutto il resto viene dopo. Anche quella grande "noia" di cercare il modo di rendere duraturo il grande momento  della "scintilla" che il  genio-folletto  fa spesso approdare nei nostri lidi. Molto meglio andare subito alla ricerca di una nuova scintilla.   Tutto quanto scritto sopra in un solo concetto? Eccolo:
"Veri e Grandi Uomini e Geni da ammirare, scolpiti in maniera indelebile nella grande Pietra della Storia dell'Umanità".
Honest Maverick productions


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http://www.fondazionecruto.it/

http://www.fondazionecruto.it/chi-era-alessandro-cruto/

 http://www.impresaoggi.com/it2/532-linvenzione_della_lampadina_elettrica_a_filamento/

Il contributo italiano allo sviluppo della lampadina.
 Nella storia della lampadina elettrica a incandescenza (che dal primo settembre 2012 scomparirà dal mercato europeo) c'è anche un capitolo tutto italiano. Una storia della lampadina «made in Italy» che ha per protagonista un inventore contemporaneo di Edison: il piemontese Alessandro Cruto. Ricercatore autodidatta, nato a Piossasco (Torino) nel 1847, Cruto nel 1876 riesce a ottenere del carbonio in forma di lamine lucenti ed elastiche. «Era sul principio del 1879 e avevo letto qualche cosa sui tentativi che faceva Edison per una lampadina a incandescenza a spirale di platino», scrive Cruto, e questa invenzione lo porta a pensare «all'applicazione delle lamine di carbonio che imparai a fabbricare fin dall'anno 1876». Da qui, nasce l'idea di Cruto di applicare alla lampadina il materiale che andava studiando: la sua ricerca sul carbonio si sarebbe svolta in parallelo a quella sulla illuminazione elettrica. Iniziano così complesse ricerche, che portano Cruto a comprendere i limiti del materiale finora utilizzato. «...Convinto poi che quella forma dei carboni non era la più appropriata e che la forma a filamento meglio si addiceva allo scopo, studiai il modo di ottenerlo in filo. Trovai il modo di ottenerlo facendo depositare il carbonio sopra un filo finissimo di platino, percorso da una corrente elettrica da portarlo al rovente in un'atmosfera di idrogeno bicarbonato...». È la svolta: attraverso un particolare procedimento, l'inventore piemontese riesce a ottenere filamenti di carbonio «interamente sintetici e con caratteristiche controllate e programmabili». Non solo. Cruto riesce anche ottenere una saldatura elettrica del filamento ai reofori metallici. «Questa saldatura elettrica che a giusta ragione deve chiamarsi per incandescenza, costituiva una vera invenzione, che poi ho compreso nel mio primo brevetto del 1882». Questa realizzazione frutta all'inventore anche un reportage di "Cosmos le Monde": «Mons. Cruto de Piossasco viene a modificare onorevolmente la famosa scoperta di Edison... questa invenzione è destinata certamente a un grande avvenire». È così che le lampadine di Cruto, nel 1883, vengono utilizzate dal comune di Piossasco per un impianto di illuminazione pubblica, un anno prima della parigina Place de la Concorde... Per le lampade "made in Italy" è il successo, tanto che alcuni esperti dell'epoca parlano di una superiorità "ingegneristica" del filamento di Cruto su quello di Edison. E l'invenzione si diffonde anche oltre i confini dell'Italia. Nel 1885, l'inventore piemontese fonda la "Società italiana di elettricità sistema Cruto", con il compito di fabbricare e commerciare le lampadine elettriche. Lo stabilimento nasce ad Alpignano nel 1886. La produzione giornaliera era di 1.000 lampade, gli operai erano 26. Poi, nel 1922, la società Edison Clerici (che aveva acquistato gli stabilimenti di Alpignano) porta la produzione a Milano. Quindi, nel 1927, la fabbrica viene veduta alla Philips. E la produzione riparte: questa volta con 300 operai. 

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