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domenica 2 settembre 2018

In cerca di infinito.

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https://ninofezzacinereporter.blogspot.it/2016/12/grazie-dottore-ma-io-sono-gia-morta-15.html

Il senso del vivere si confronta ogni giorno con le proprie prospettive, aneliti ed aspirazioni. Ma non solo. Per vivere bene occorrono tanti fattori che quando sono tutti positivi contemporaneamente potremmo accendere sempre un candela di ringraziamento: salute, lavoro, ed una dimora dove abitare decorosamente e non sentirsi soli. Il vivere bene è quindi un piccolo miracolo che andrebbe preservato con tutte le nostre forze. Poi però c'è sempre qualche fattore che non va per il verso giusto ed allora può succedere una frattura insanabile : continuare a "respirare" e camminare e mangiare ma sentirsi "non vivi" dentro. Come sentire che  il susseguirsi dei giorni non ha più senso  E questo può capitare in mille circostanze come nel link di cui sopra che è molto bello ed emblematico di quello che  l'animo umano riesce a nascondere e a sopportare. Eppure bisognerebbe ringraziare ogni giorno che vediamo nascere e per ogni tramonto a cui riusciamo ad assistere, prescindendo da tutto quello che ci è capitato e quello che verrà. E considerarci, come siamo, dei "miracoli" viventi, con un apparato molto complicato e veramente sorprendente, con un corpo perfetto in ogni sua forma ed un organo fenomenale  del quale non si conosce ancora tutto. Il nostro cervello è un organo molto complesso che racchiude centomiliardi di cellule nervose e le cui capacità sono molto superiori a computer molto avanzati. Siamo delle splendide creature ma non siamo consapevoli di esserlo. Siamo alla ricerca sempre di qualcosa: a volte alla ricerca di cose per noi stessi, a volte per qualche altro e , a volte, alla ricerca di qualcosa di indefinito. Qualcosa di indefinito che può assomigliare all'infinito perché è solo questa la dimensione che non riusciamo a comprendere. Abbiamo sempre sete di infinito, molte volte inconsapevolmente ma prendiamo sempre sentieri sbagliati o meglio quelli che riteniamo i più giusti in quel momento. Ma il nostro anelito di infinito non viene mai soddisfatto del tutto. A volte lo intuiamo per un momento ma poi ci sfugge nell'aria e lo immaginiamo come se salisse in alto, tanto in alto da sfuggire alla nostra vista. E pensare che avremmo voglia di stare insieme, in un momento, a tutte le persone care che abbiamo conosciuto. Solo con loro, in un solo momento, per non lasciarci più. In un grande abbraccio sereno per soddisfare in pieno la nostra voglia di infinito.
Honest Maverick   
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mercoledì 1 agosto 2018

Sole o .....soli d'Agosto.....



Come tutti gli anni (ormai è un classico) c'è la solita dissertazione sul Tempo d'Agosto. Un gran mese che merita una particolare attenzione perché c'è la Natura in festa, nel suo massimo splendore, con le piante che danno i loro frutti o li stanno preparando. La Terra poi ci dona i suoi doni migliori con l'anguria e i meloni, con le susine e le albicocche. Anche il fico si sta preparando per fornire  i suoi pregiati frutti che hanno anche un grande beneficio per la salute dell'uomo. E' un magico mondo con l'aria mattutina che ci parla per dirci che anche oggi sarà un giorno di "festa" e di trasformazione dalla mitezza del mattino alla calura quasi insopportabile nel mezzo del giorno. Ma tutti gli esseri, animali e vegetali, si crogiolano, sonnacchiosi, in questa atmosfera magica che sa di pace e di ristoro. E di bisogno di riposo. Anche l'Universo se n'è accorto ed infatti prepara il suo solito spettacolo di stelle cadenti, di luminose costellazioni, di cieli stellati ed illuminati a festa. Il silenzio è interrotto solo dal conto melodico delle cicale che però cantano ad intermittenza, quasi a volersi riposare anche loro in questo "ludico"tempo.
Il Sole sorride con tutta la sua maestosa potenza. Sembra volerci dire di non sentirci mai soli, perché, in fondo, nel caso in cui ci sentissimo malinconici e un pochettino soli, c'è sempre Lui. Il vero Re.  
Quindi mi voglio congedare da Voi, graditissimi lettori, con un ringraziamento di vero cuore nei Vostri confronti e augurandoVi tanta pace e serenità. Ci risentiremo a Settembre per prepararci ad un Autunno ed Inverno che speriamo speciali e fruttuosi per noi tutti.
Buon Tempo d'Agosto a Tutti.
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E, come dice la mia canzone preferita,   anch'io non sono sicuro di sapere ancora distinguere tra il Paradiso e l'Inferno, un campo verde da una fredda rotaia d'acciaio, un sorriso da una bugia.......... E poi corri corri, cosa abbiamo trovato? A malapena la strada per ritornare al vecchio sentiero che percorrevamo quando eravamo bambini.

Per non dire, poi,quante volte ho scambiato i miei fantasmi per eroi......  

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Honest Maverick

sabato 7 luglio 2018

La casa di Jano

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Ancaiano (Cajano) – la casa di Jano 
1^ PUNTATA

Piccoli Ricordi

“Il tuo mondo era fatto di cose semplici, di innesti sugli ulivi selvatici e a che tutti ci apparivano tanto difficili, di asparagi raccolti nei rovi del Campino, di scope raccolte nel bosco e che portavi a casa per fare i “fastellini” per avviare il fuoco la mattina nella stufa di cucina.

Ti ricordo li ai bordi dell’orto  che facevi i “fastellini”. Io ti dovevo aiutare. Non avevo mai voglia di aiutarti ed anzi ti parlavo di cose moderne, di teorie "rivoluzionarie" del tempo, cose parecchio astruse. Tu che amavi leggere ed istruirti, mi guardavi con un’aria un po’ disinteressata come a dirmi che erano cose troppo complicate per essere realizzate.

Ci voleva molto meno per essere felici. Avevi pienamente ragione.

Bastavano le lunghe chiacchierate nelal bottega di Saladino per arrotare le zappe e appuntire gli scalpelli. Una bottega storica di fabbro dove i tintinnii del martello si alternavano alle strofe del Bruscello che intonava all’improvviso. Io non capivo quello che dicevi ma mi guardavo intorno estasiato da tutte quelle scintille e da quell’operosità che metteva allegria.

E ritornando a casa non mancavamo di fermarci anche da Alighiero con tutte quelle scarpe da riparare di tutti i tipi. E poi c’aveva anche le scarpe nuove, in belle scatole di cartone messe dietro a lui.  

E poi in  fin dei conti bastava che la covata di conigli andasse a buon fine senza la malattia,che gli ulivi non soffrissero  la siccità, di poter tagliare un po’ di legna per l’inverno.

Bastava avere qualche soldo per andare alla Cooperativa a fare la spesa, per comprare il pane, un pacco di pasta, qualche aringa ed un fiasco di vino la domenica quando c’era anche il lesso.
Bastava avere un po di salute che il resto, a te, non dava pensiero. Non ti dava pensiero partire a piedi od in bicicletta per andare al Padule a lavorare con qualsiasi stagione, non ti dava pensiero andare quando pioveva o diluviava, senza perdere il tuo grande spirito.
La tua ironia della vita era grande, il tuo senso di allegria e di buonumore indimenticabile. 
Una volta ero piccolo e per Valli qualcuno ti salutò “ciao botto” e tu rispondesti “oh, che fai” con naturalezza. Io mi dissi dentro di me, un po’ arrabbiato, ma allora il mi babbo non è permaloso. 
Ma la domenica era importante, quasi una consacrazione laica della festa.
Molte volte ti facevi la barba con il rasoio che tenevi in quella valigetta marrone e che tenevi molto di conto, qualche volta mi portavi dal barbiere che apriva solo la Domenica perché per il resto della settimana andava a Siena. C’era la Domenica del Corriere della Settimana prima  con i disegni  di Walter Tobino che ti piaceva guardare.
La sera della domenica poi era un rito. Ci si mutava per andare al circolo. Si andava via di casa verso le tre e mezza sotto gli sguardi della mamma, che aveva sempre da ridire qualcosa, e si arrivava al bancone del circolo che era verde con le rifiniture di ferro smaltate.
Tu con il borsello pronto per comprarmi quello che io pretendevo con un aria abbuffata e con la paura che non ci fosse rimasto più niente.
Prendevo quasi sempre un fru-fru  ed una spuma e tu pronto con quelle venti lire di metallo luccicante.
Ecco quel fru- fru di domenica e quella spuma mi sono rimaste un ricordo indelebile della mia vita. Non mi ricordo cosa ho fatto dieci o cinque anni fa,  ma quelli me li ricorderò sempre.
Poi alla televisione a vedere Braccobaldo Show, Lassie o la Nonna del Corsaro Nero.
Forse è vero quella televisione aiutava a far crescere l’Italia: ci piaceva Renato Rascel e Pietro de Vico. Poi salutavi qualche amico, il povero Romano che cantava di poesia, il Busoni, il Marchetti e con Giuseppe si riprendeva la strada di casa in salita per arrivare al Casato. Parecchie volte alla cannella ci si fermava a guardar il cielo stellato in un mondo che a noi, alla fine, piaceva così com’era” .

Fine Prima puntata- "Ancaiano - La Casa di Jano" - prossima puntata a Settembre (quel grande microcosmo)

Honest Maverick 

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sabato 26 maggio 2018

I locali del "cuore".

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Un locale del “cuore” nel quale ho trascorso gran parte della mia infanzia e della mia gioventù è stato rinnovato e ristrutturato ed, allora, voglio esprimere i miei "personali" sentimenti  in proposito, cercando soprattutto di ricordare qualcosa delle cose "belle" dei tempi andati:

"Ancaiano ed il Circolo"
"Nel nostro piccolo  Paese abbiamo sempre tutti lottato non solo per il miglioramento socio economico ma anche morale.  Ci hanno insegnato i nostri padri e i nostri nonni.

Senza voler  essere troppo prolissi  e, prima di parlare di tempi più recenti, un piccolissimo accenno a quello che fu il nostro Paese nei secoli lo vogliamo fare lo stesso.

Perché  il nostro Paese è pieno di storia non fosse altro per l’eroica difesa contro l’esercito di Carlo V nel 1554 come riportato nel bellissimo volume “Suavis Locus Ille” del professor Giovanni Boetti.
E vogliamo solo accennare che qui sono nati personaggi le cui opere hanno lustro in tutto il Mondo come il nostro Architetto Baldassarre Peruzzi e il grande pittore Domenico Beccafumi tra loro cugini. E ricordare l’opera del Pontefice Alessandro VII (Papa Chigi) che molta influenza ebbe nella riedificazione della nostra Chiesa.

Ma questi sono discorsi a parte. Magari da sviluppare, ampliare e riconsiderare in un prossimo futuro. 

Perché ci sono anche altri locali del "cuore" da ristrutturare e perché quando si parla del nostro Circolo si parla di un tempo molto più recente ma altrettanto  importante. 

Il tempo subito dopo la seconda guerra mondiale. Quando tutto sembra voler rinascere dopo tempi di miseria e di morte. Che vide protagonisti,  in varie forme di sacrificio, molti dei nostri padri e nonni che andarono a difendere “chimere” ed illusioni a scapito delle loro vite e della loro gioventù.
Subito dopo questo periodo buio le coscienze rifiorirono come in una primavera sbocciata all’improvviso.

A livello nazionale ci fu il famoso “boom” economico ma a livello del nostro paese si avevano esigenze morali ma anche materiali da soddisfare. In primo luogo la “socializzazione” e la “solidarietà” al fine di superare meglio le difficoltà economiche che ancora persistevano.

Una prima iniziativa fu la costituzione nel nostro Paese di una delle prime "cooperative di consumo"  dove si potevano acquistare i generi alimentari, almeno quelli essenziali, in una delle modalità solidaristiche allora (ma crediamo anche oggi)   più avanzate  per la soddisfazione dei bisogni quotidiani di tutti. Anche per coloro che momentaneamente non avevano risorse per acquistare i beni di prima necessità. Ed allora c’era anche la possibilità di “segnare” a debito la spesa che veniva poi regolata in tempi più favorevoli.

Ma prima di questo c’era stata l’esigenza di costruire una vero e proprio fabbricato da costituire come “Casa del Popolo” nel senso stretto della parola. Da poter usufruire e godere da parte di tutta la comunità.  Ed infatti tra queste mura portanti sono passate intere generazioni, in tempi ed epoche anche molto diverse. Questa costruzione fu effettuata dai nostri Padri e Nonni con immensi sacrifici. Molte persone che passavano la settimana a fare i cavaioli,  i boscaioli, i carbonai, i contadini o i duri lavori di artigianato e poi, la domenica, la trascorrevano a murare e costruire un edificio che mostra tuttora la sua solidità.

Gente che aveva fatto la guerra od almeno l’avevano vissuta e che, comunque, avevano patito letteralmente la fame, ma che erano spinti da un anelito e da una forza irresistibile di miglioramento per loro stessi e per i loro figli. Tra queste mura abbiamo trascorso la nostra infanzia e la nostra adolescenza. Abbiamo visto passare personaggi che ci sono restati nel cuore e che, qui, non vogliamo menzionare per non rischiare di dimenticare qualcuno.

Abbiamo vissuto  epoche differenti ed abbiamo visto nella televisione in bianco e nero, che non avevamo in casa, le varie crisi mondiali ( la crisi di Cuba, la guerra fredda, l’uccisione del presidente Kennedy ) ed i fatti più importanti del mondo e li commentavamo con il nostro spirito di “campagna”. Il mondo era, molte volte, parecchio brutto, ma il nostro “microcosmo” era diverso, fatto di campi di grano, di prati verdi, di terrazzamenti di olivi e di distese di lecci e polloneti dai quali ci sentivamo, in qualche modo, come protetti.

E poi nel nostro Circolo si facevano anche feste da ballo con la partecipazione di folle di persone. Era diventato un Paese con botteghe e c’era anche la Banda e l'orchestrina ambedue sotto la guida  dello zio Franco che anche di musica se ne intendeva parecchio. Un Paese con il Fabbro Saladino che cantava il bruscello mentre faceva “suonare” l’incudine, i Calzolai Alighiero ed Amedeo, il Barbiere Carlo e lo "storico" distributore di benzina. Non mancava niente. C’era anche l’appalto con i tabacchi ed il macello della Sora Camilla. Per non dimenticare la “clinica ortopedica” del mitico ed indimenticabile Unico. E tanti altri personaggi che qui sarebbe troppo lungo citare ma che non  manchiamo mai di ricordare quando ci ritroviamo tra di noi.

Un breve cenno anche a realizzazioni effettuate dalla nostra generazione: la sezione della Pubblica Assistenza e dei Donatori di Sangue  fondata negli anni settanta e il campo sportivo, realizzato dai giovani del nostro Paese negli stessi anni.   

Poi i tempi sono cambiati. Molte volte il mondo degli anni  settanta e ottanta ha risucchiato e mandato spesso molti di noi  per mondi sconosciuti o per lavori lontani alcuni di noi. Ma mai ci siamo dimenticati, nessuno di noi, dei nostri olivi e del nostro territorio.

Ma   alcuni altri, con grande dedizione che deve essere molto rimarcata,  hanno continuato a mandare avanti, negli anni, con grandissimo merito, il Circolo Ricreativo. Hanno lottato, fatto sacrifici, lavorato i “sabato” e la “domenica”  e non solo ed hanno ottenuto risorse per il suo miglioramento. In un primo momento restaurando il piano della “sala” (la storica sala da ballo), rifatto il tetto e reso moderno tutto quello che era stato costruito settanta anni prima.
E poi continuando ad organizzare feste ed iniziative e lavorando in ogni modo, si sono dati l’obiettivo di restaurare anche il piano terra. 

Quel piano terra che ha costituito il vero “rifugio” quotidiano di intere generazioni che vi hanno fatto nascere iniziative, idee e desideri in ogni sera della settimana.
Un piccolo rifugio nel quale  sentirsi come protetti dalle problematiche del mondo almeno per qualche ora.

Quelle ore  che, però,  rimangono nell’anima. 
Perché molta acqua è passata sotto i ponti. Abbiamo visto molte mode tramontare. Abbiamo visto qui portare i primi gelati,  le bibite gassate, i primi “giochini” come il biliardino e l’”acchiappasigarette”, le gare di briscola ed il biliardo. Abbiamo visto cambiare il mondo con la TV a colori e la “glorificazione” dei troppi lustrini. Abbiamo visto cambiare quasi tutto.

Ma abbiamo anche visto, per merito di quelli  sopra ricordati  che hanno continuato a lavorare con spirito di sacrificio,  il Circolo resistere e migliorare. E finalmente rimodernato anche nel piano terra.

A questo punto c’è solo una speranza ed un anelito da esprimere: che il miglioramento continui per il Circolo e per le altre strutture del Paese. E che il Circolo dia la possibilità di partecipazione “serena” di tutta una Comunità che ascolti in fondo all’anima gli antichi legami alle proprie radici e al proprio territorio.

 Che possa essere, infine,  un’ulteriore opportunità di aggregazione per i nostri giovani che hanno tanto bisogno di speranze e di fattualità.

 Siamo sicuri infine che i nostri Padri e Nonni,  da qualche parte, stanno facendo festa assieme a noi. E che saranno sicuramente orgogliosi nel vedere la loro opera ammodernata con prospettive di un futuro fruttuoso.
Di questo fatto, e forse non di molto altro, siamo perfettamente sicuri.
Un pensiero a tutti quelli che, in questi anni, hanno lavorato con abnegazione".
Honest Maverick


   


Peter Viskinde- Back in Time

sabato 12 maggio 2018

C'è qualche "albero" anche tra noi!

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http://www.ferraraitalia.it/ferrara-la-citta-dove-un-albero-vale-una-gita-135431.html

E' pur sempre un'opera meritoria valorizzare al massimo il proprio territorio anche quando da mettere  in particolare evidenza può essere anche solo un albero, anche se vecchissimo e "speciale" e, a suo modo, molto importante. Penso, anch'io, che, quando in un territorio sono presenti alcune belle caratteristiche  riguardanti il paesaggio, le costruzioni o i personaggi illustri (ed anche i meno illustri), andrebbero valorizzati senza nessuna preclusione di nessun genere. Forse occorrerebbe effettuare una non facile rivisitazione storica e sociologica del territorio nel suo complesso. E potrebbero essere presi in considerazione i vari mestieri che hanno fatto la storia del territorio, ad esempio, oltre ai contadini e mezzadri anche i "cavatori" che hanno costituito, per generazioni, una particolare categoria lavorativa con proprie specificità in un  periodo di "eroico" sudore e fatica negli anni successivi al secondo dopoguerra. La medesima cosa la potremmo citare per i "carbonai" ed i boscaioli in genere. Mestieri che hanno tirato su le nostre generazioni che, grazie ai loro padri, si sono evolute materialmente anche se, qualche dubbio, si può nutrire per l'aspetto dell'animo. 
Valorizzare un territorio vuol dire, a mio modesto avviso,  anche  "ricordare"  in maniera permanente anche i cittadini illustri del passato che hanno oltrepassato il proprio paese con la fama delle loro opere. Credo che ci sia qualcosa da correggere nel vedere un proprio concittadino famoso e osannato in tutto il mondo e poco ricordato nel proprio paese natale. Oltretutto quando la nostra epoca mette a disposizione strumenti tecnologici che, con relativa poca spesa, permettono di creare piccole sale multimediali o "piccoli musei virtuali" che  possono illustrare anche con effetti "speciali" la vita e le opere di tutti questi personaggi. Non solo di quelli famosi ma anche di quelli di cui abbiamo parlato prima. Un piccolo museo virtuale (ad esempio dedicato al nostro grande Maestro Baldassarre, celebrato nei musei di tutto il mondo) da creare nei luoghi  di nascita degli stessi e di cui  i numerosi turisti della nostra Montagnola potrebbero usufruire per qualche ora e sapere "effettivamente"  dove sono. Credo anche anche il nostro territorio, se esaminato a fondo, abbia numerosi "alberi"   (e non solo)  da far ammirare. Da uno punto di vista prettamente pratico avremmo anche numerosi vantaggi. Potremmo prendere l'occasione per ristrutturare qualche  edificio e crearvi un'iniziativa di questo genere. A seconda del successo ottenuto potrebbe apportare anche un vantaggio in termini lavorativi e, comunque, di sviluppo. Io sono tra quelli che credono che si possa mangiare anche con la cultura. Specialmente quando c'è da valorizzare personaggi che meritano a livello assoluto. E poi magari dedicare dapprima solo qualche stanza alla cultura. Vedere se funziona e andare avanti. Magari con le stanze attigue dedicate ad iniziative sociali (ricovero per anziani e bisognosi, ambulatori e chi più ne ha più le metta). Solidarietà e cultura: un binomio capace di generare cose ritenute impossibili ed impensabili. Da campionati mondiali di scuola di amministrazione. E poi, come dicevano anche i nostri "vecchi", tentare qualcosa di nuovo non nuoce. Al limite si accresce l'esperienza. Anche quella di poter sbagliare, di poter fare qualche cosa buona e qualcuna sbagliata. Il successo permanente, e senza discussione, è una bella e affascinante chimera che più avvicini e più ti sfugge. E credo che sia una cosa che, prima o poi, succeda un pò  per tutti. 
Honest Maverick    
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sabato 14 aprile 2018

Il profumo dei perdenti.


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Siamo passati tutti, nella vita, in momenti di sconfitta. Non fosse altro quando hai dovuto cambiare lavoro, cambiare mansione o quando hai dovuto fare i conti  con l'età o contro situazioni sfavorevoli in campo lavorativo, sociale o, semplicemente, nella vita di tutti i giorni. Per non parlare poi, nei momenti in cui rivestivi qualche ruolo di responsabilità, anche di piccola responsabilità e gli eventi hanno  "congiurato" contro di te e ti sei ritrovato, di colpo, senza quel ruolo. Ed allora  ti senti come sperduto, con un senso di fallimento addosso, quasi sempre molto amplificato ed esagerato in relazione all'effettiva situazione personale, che, se fosse esaminata con calma, potrebbe essere anche trasformata in precisa visione di nuove opportunità. Ma forse in quei momenti il nostro animo è portato ad esagerare determinate situazioni, anche perché, molto spesso, le stesse sono collegate a pregresse situazioni incresciose, come piccole e quasi quotidiane ingiustizie, modi bruschi mascherati da "falsa" efficienza e diffusa ipocrisia. Il perdente del momento è in uno stato di prostrazione, di incertezza, di mancanza di speranza per il futuro e di prospettive e si sente le gambe e lo stomaco irretiti e le membra intirizzite dalla rabbia che non sa come sfogare. Ma basterebbe essere calmi e trasformare quella rabbia in forza per reagire subito a quella situazione magari tentando immediatamente una mossa che ti potesse risollevare in qualche modo. Perché in quel momento avresti anche un piccolo vantaggio: la forza di non aver paura di niente e neppure di nessuno e non avresti più neppure quella vergogna che ti ha condizionato per tanto tempo. Ed in più avresti anche addosso quel profumo di "speciale adrenalina" che ti fa sembrare più bello e più risoluto. Potresti andare dappertutto e fare tante cose anche quelle che non ti sono mai riuscite. Con quella grande forza che ti dà il profumo del perdente. Basterebbe pensare alla falsa soddisfazione del  vincitore del momento. Che, immancabilmente, sentirà prima di sera la soddisfazione svanire a poco a poco come in un vaso comunicante che verserà piano piano la pace e la tranquillità in quello che la mattina ha fatto "piangere". Nell'Universo c'è osmosi. E' tutto "linked" ed i fili violentemente strappati piano piano si riannodano per riportare tutto come prima. Ed anche, molto spesso, in una situazione almeno un pò migliore.   
Honest Maverick
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mercoledì 28 marzo 2018

Un anelito di Primavera e tanti Auguri di Buona Pasqua 2018.

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Lavender is a blue explosion in my garden. Ma cosa cercano tutte quelle farfalle in questa bella pianta profumata? Cercano il nettare! E quindi con tale profumo non può che essere un  grande, imponente, naturale  Butterflies Scent Festival! 

I Giorni di Pasqua

Giorni che hanno l'aria speciale, piena di polline, di fiori di pesco e di albicocco trascinati via dal vento e dal recente freddo , di strana confusione ornitologica.

E' un crescendo passando dalla meditazione di questi giorni all'apoteosi di Domenica. E' il crescendo della settimana di Pasqua, dove l'animo mistico e laico si incontrano, soprattutto verso un anelito di quiete. Ecco la parola che mancava: quiete.

 Ed é in festa anche La Nostra Montagnola, con gli alberi di leccio e di querce che sono cullati dal  vento fresco di una primavera un pò pigra e sonnacchiosa.

Anche se, giustamente, sembra non affannarsi neppure Lei: la Natura! 


E poi in questo tempo di rigenerazione sentiamo che risorgono anche i nostri propositi di fare sempre meglio. Speriamo di riuscirci.

Ed allora non mi resta che augurare  




 Buona Pasqua 2018   a  Tutti 

GOOD EASTER 2018

Joyeuses Pâques 
2018  

Gut Ostern   2018 

"....omissis 

 Scrutare i minimi movimenti nei vegetali e negli esseri viventi. Lo spettacolo muta piano piano. il pettirosso lascia  con calma la scena ai fringuelli, ad esseri più leggeri. Ma quasi in contraddizione il periodo non permette troppi rilassamenti perché è il tempo in cui bisogna preparare la terra per le piantagioni nell'orto e nei giardini e potare le siepi, gli alberi da frutto e gli olivi. Una specie di legge del contrappasso naturale che ti impone di rimanere indaffarato quando vorresti rilassarti. Ed infatti ti accorgi sempre di più di essere uno strumento anche tu. Un attore che fa solo la sua parte per qualcosa di Superiore al quale anche tu appartieni come tutti gli altri esseri. Ed allora non ti rimane altro che importi: prenderti o rubare per te stesso qualche momento e ammirare lo spettacolo con il sole possente in fronte. Non fosse altro per respirare quella aria tiepida e profumata che ti ricorda che stai vivendo uno dei più bei periodi dell'anno. Profumo di Pasqua, ramoscelli di ulivo fatti a mazzi, odore di anice e di schiacciata. E ti senti abbracciato in una forza che senti potentissima ma che, con te, è tenera  e ti abbraccia dolcemente. Chiudi gli occhi e vedi tutte le persone che ti sono state più care intorno a te! Sogni la nonna che ti portava a prendere le uova  dalle galline nel pollaio. Le mettevi da parte per colorarle per Pasqua. La gallina si arrabbiava ma la nonna la scansava con garbo. Allungavi la mano e raccoglievi le uova che erano molto calde. Le raccoglievi nel paniere ed uscivi dal pollaio. Un odore di pane ti arrivava all'improvviso. Respiravi a pieni polmoni, guardavi il melo cotogno fiorito e pensavi: che bel periodo....ma com'è bella la vita! E speriamo che questa stagione non finisca mai!...

....omissis 
Sinonimi di quiete sono: calma, immobilità, inerzia, pace, silenzio, stabilità, tranquillità. Io l'apprezzo ancora di più perché non c'è cosa più brutta avere grossi pensieri per i giorni di Pasqua, come una volta mi è capitato. Quindi voglio andare oltre la quiete e voglio essere felice ma con tranquillità. In questi giorni  mi voglio ispirare al colore dei fiori degli alberi di pero che sono tutti fioriti nella nostra Montagnola. Ed é in festa anche Lei, con gli alberi di leccio e di  querce che sono cullati dal vento fresco di una primavera un pò pigra e sonnacchiosa ed anche un pò fredda. Sembra non affannarsi neppure lei. Perchè per Pasqua abbiamo tutti, ma proprio tutti, bisogno di pace!

BUONA PASQUA  2018 A TUTTI

A presto

Honest Maverick Productions

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