A mio parere siamo diventati un pò apatici. L'apatia è l'ideologia imperante di un epoca di decadenza. Non so se sarà il lunedì, l'aria di campagna, il silenzio intrigante, ma poi vedo che anche nei negozietti di Paese tira la stessa aria. In città non è molto meglio. Ed allora mi viene in mente l'apatia di inizio secolo. Quando non ci riusciamo ad eccitarci con niente, se non con gli estremi ed il godimento materiale. Ecco la parola simbolo del nostro secolo: goditi la vita. Ah! se potessi vincere alla lotteria mi goderei la vita; se non ti godi la vita ora quando lo fai?. Godersi la vita. Meriterebbe un post a parte e presto lo farò. L'altra sensazione diffusa: la paura terribile delle malattie, la ressa nei beauty centers, nelle palestre, nei centri massaggi. Il tutto per godersi la vita. Mai ci domandiamo se godersi la vita possa significare anche altro. Che forse ce la godremmo molto di più se tutti non rimanessimo arroccati in casa come nei fortilizi del medioevo; se ci fossero dei centri di aggregazione degni di questo nome, se inventassimo uno "speaker corner" che permettesse a tutti di esprimere effettivamente la propria opinione. Ed invece tutti arroccati, gli uni a parlare male degli altri, con il solo fine di poterci mettere in risalto noi nei confronti degli altri "poveri diavoli".
Ma ritorniamo all'apatia. Un pò di tempo fa feci un post indicativo di questa atmosfera nefasta che regna sopra le nostre teste. Dappertutto e basta vedere. Rileggiamolo e possiamo capire come mai ho intitolato il tutto "ma sarà un corno o un violino"? Speriamo che almeno la vittoria degli azzurri ci risvegli un pò e ci faccia affacciare tutti alle finestre a gridare. Altrimenti siamo da meno dei nostri avi che avevano capito com'è fatto l'uomo molto meglio di noi ed dicevano:"semel in anno licet insanire". Noi, tra poco, neppure più quello!. Perchè anche alle feste, molto molto spesso, regna l'apatia con un cocktail pieno di noia e conformismo.
"Un violinista nella metropolitana. Una storia vera. Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo tempo, poiché era l'ora di punta, era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro. Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che c'era un musicista che suonava. Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia. Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a camminare. Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma l'uomo guardò l'orologio e ricominciò a camminare. Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi. Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un momento. Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari. Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, ne' ci fu alcun riconoscimento. Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di dollari. Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari. Questa è una storia vera. L'esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone. La domanda era: "In un ambiente comune ad un'ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?". Ecco una domanda su cui riflettere: "Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?"
Ma sarà stato un corno o un violino? Boh?
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