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martedì 22 dicembre 2009

Il vincitore è solo..............?

Prendo spunto dal nuovo romanzo molto bello di Paulo Coelho, ma poi vado per un'altra strada.

Vengo da una girata per negozi per il rito dei regali natalizi. Luci, fretta, indifferenza ed ognuno ad accaparrarsi le cose migliori per fregarle agli altri: è lo specchio del mondo in cui viviamo, dove la ricerca del lusso e del successo a tutti i costi spesso impedisce di ascoltare quello che ci sussurra il nostro cuore. E' forse l'età, ma mi disturba l'edonismo del consumo, i banchi pieni di merce, di elettronica, di vestiario. Per non parlare dei SUV, delle macchine di lusso che gridano : io sono potente, ho un motore migliore degli altri, comprami e sarai vincitore anche tu. Eppure è un mondo che in certi periodi della mia vita mi è piaciuto ed ho lottato per farmi una posizione, per ottenere quelle cose luccicanti, come se fossero un miraggio. Poi le prime delusioni. Avevi comprato una macchina nuova; l'avevi esaminata nei giornali, nella pubblicità, confrontata con le altre e poi, quando l'avevi ottenuta, ti eri seduto dentro, avevi firmato alcuni impegni di pagamento, ti accorgevi che la cosa non era proprio come te l'eri immaginata. La realtà era inferiore al desiderio. E sognavi solo una merenda semplice semplice con gli amici a parlare di "bischerate". Ed allora perchè voler essere vincitori con le armi che poi ti deludono? Basta vedere un bambino di due anni e mezzo: è molto calmo e guarda calmo calmo Barba Papa al computer con me. Chiama con i nomi storpiati tutti gli animali: c'è la mucca, il toro, il cane, il prato e la campagna. E' veramente soddisfatto non del computer, ma di quelle immagini favolose che raffigurano la vita di campagna di tutti i giorni, con l'erba,il fiume e le pecore. Ed allora perchè non farglieli vedere davvero tutti gli animali, invece di portarlo sempre in città tra mille luci, vetrine e tanto cemento? E quindi, in questo caso, il vero vincitore è un bambino di due anni e mezzo che ha capito cos'è la vita e forse anche Barba Papa. E da quello che posso vedere non sono soli nè l'uno, nè l'altro. Ma arriva subito la mamma del bambino, lo porta via,ha fretta, stasera devono andare a fare lo shopping di Natale. Ed il cerchio si è chiuso ancora una volta.Ma forse è giusto così, perchè nella nostra società il consumo è fondamentale, ha una valenza sociale e quindi ritratto tutto e spero che almeno il consumo di questo periodo possa davvero mantenere tanti posti di lavoro. Ed oggi mi sento poco "vincitore" e molto "perdente". Forse per aver detto anche tutte quelle impressioni di prima ed anche perché sento di non aver completamente ragione, ma neanche completamente torto. Sera la vie?

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lunedì 21 dicembre 2009

La Terra senza la Luna

"Every good thought, every good word, every good emotion, and every act of kindness, is lifting the vibration of your being to new heights. And as you begin to raise your vibration, a new life and a new world will reveal itself to you. As you experience this clip you will emit positive forces of energy across Planet Earth that will reach every single living thing on it. You will lift yourself, and as you lift yourself, you lift the entire world."
Come visto in un canale monotematico la Terra senza la Luna non avrebbe vita. Le regole del cosmo sono complesse ma una cosa è chiara, senza la Luna il nostro pianeta sarebbe come Marte, quindi senza vita come la conosciamo ora.
Ed allora il nostro satellite oltre a suscitare pensieri romantici, sogni, mille romanticismi e canzoni e liriche ci permette anche di vivere. Per un dettaglio migliore possiamo consultare il sito : www.scienzaonline.com dove si vedono anche le numerose implicazioni che vanno dalle forze gravitazionali, dall'inclinazione dell'asse di rotazione etc.
Quanto sopra ci permette anche di vedere la perfezione del nostro Universo, la complessità delle forze che mantengono il tutto un'unico sistema collaudato meglio di un orologio di alta precisione. Ecco tra le cose create dall'Uomo quello che più assomiglia ai processi dell'intero Universo, a mio avviso. Un meraviglioso orologio creato a mano, dove ciascuna rotella è interconnessa con l'altra con una precisione millimetrica.E magari con le fasi lunari incorporate. Ed il tutto, visto anche in un'ottica natalizia,non ci può che far pensare a quanto siamo veramente piccoli ingranaggi millimetrici, ma che hanno tutti una notevolissima importanza. Perchè non ce ne accorgiamo, ma anche una piccola perdita provoca una mutazione nell'ingranaggio, magari impercettibile, ma molto importante.
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venerdì 18 dicembre 2009

PRESENT AND PAST XMAS

Il tempo si sta preparando al Natale ed alla TV si vede l'Europa sotto una coltre di neve e gelo. La Tour Eiffel sembra un albero di Natale gigantesco nel mezzo di un atmosfera gelida. Anche a Copenaghen, dove si discute sul riscaldamento del pianeta, per la legge del contrappasso, è una distesa di neve e ghiaccio e sembra che la neve, secondo le previsioni, arrivi anche da noi a bassa quota. Quindi anche da noi si prospetta, almeno nelle previsioni, un Natale secondo la tradizione, con la neve ed il freddo quello sano, quello che ci vuole in questa stagione. Proprio in questo momento la TV dice che il Natale si prospetta secondo la tradizione, senza gli eccessi di alcuni anni fà. Ed allora mi viene in mente il Natale di quando eravamo ragazzi, con tanto freddo perchè nelle case non c'era il risaldamento come oggi, ma solo stufe e camini a legna. Ed il pranzo, da noi, era veramente buono. Erano le ultime ore del cappone e della faraona che, di questo periodo, saltellavano non pensando affatto all'imminente fine che gli si prospettava di lì a poco. La maionese veniva fatta a mano e, molte volte, impazziva perchè bisognava sbattere le uova senza interruzione. E poi c'era il menu classico che era costituito, salvo piccole varianti, da crostini di fegatini, brodo di cappone in tazza o cappelletti in brodo e pasta fatta in casa, arrosto di faraona, anatra, fegatelli e tordi con insalata oppure cappone ripieno e sformato di gobbi. Dolci: i cavallucci e i ricciarelli. La piccola bottega di paese era più piena del solito di scatole e di casse di legno. C'era anche il bauletto delle aringhe che venivano accolte come una sciccheria. Venivano tolte piano piano dal sale di quel baule di legno, bello a vedersi, con le scritte in una lingua sconosciuta ed avvolte con accuratezza in una doppia carta: una bianca ed untuosa e poi la classica carta gialla con la quale veniva impacchettata la roba da mangiare. Era il nostro caviale e quando le aringhe avevano le uova c'era davvero una vicinanza a quel cibo che ora costa un occhio della testa. Sostituivamo lo champagne con un vinsanto fatto in casa che aveva richiesto tanta pazienza al babbo. Ma come sempre la pazienza aveva ripagato. C'era odore di festa ma allora occorreva prepararsi; la sera ci aspettava il Parroco per la Novena e preparare la Chiesa. E poi ci domandiamo del clima che c'era allora tra la gente, anche nelle discussioni televisive: allora c'era la guerra fredda, ma in questo periodo c'era solo la nostra tradizione e molto più rispetto tra la gente. E poi in questi giorni non c'era più la Cortina di Ferro né altre divisioni di sorta, ma solo l'atmosfera nebbiosa e fredda della nostra Montagnola che appariva ancora più bella con i suoi scorci grigioverdi. Ed un pettirosso infreddolito, in cerca di qualche briciola di pane, si avvicinava piano piano. Solo allora ci ricordavamo che faceva anche tanto freddo.

BUON WEEK END di NATALE E BUONA DOMENICA

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giovedì 17 dicembre 2009

INTO THE WILD........ dell'anima

Se vuoi qualcosa nella vita, datti da fare e prendila!"

Nell'America dei grandi spazi, dall'Arizona al Pacifico, dal Gran Canyon all'Alaska, la storia di un giovane anticonformista che sceglie di vivere un'esistenza on the road.
Sean Penn, attore e regista premio Oscar, dirige ed è autore della sceneggiatura dell'adattamento cinematografico di Into The Wild, ilbest-seller di Jon Krakauer.

INTO THE WILD (Nelle terre selvagge)
REGIA
Sean Penn CAST Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt,Jena Malone, Brian Dierker, Catherine Keener, Vince Vaughn, Kristen Stewart, Hal Holbrook

Il fulcro della narrazione è il viaggio. Un viaggio fisico, attraverso i luoghi più estremi degli Stati Uniti, sino a raggiungere le terre del Nord e la natura selvaggia. Ma specialmente un viaggio interiore, alla ricerca di se stessi e della felicità, di un equilibrio con il creato. Una fuga dagli schemi imposti della società, dalle sovrastrutture, dalla sporcizia della nostra civiltà, che viene compiuta allontanandosi sia fisicamente che mentalmente da una vita vissuta sino da allora con estrema sofferenza. Percorrere questo cammino insieme al protagonista ci consente di ammirare alcuni dei luoghi più belli, ma al tempo stesso ostici e inospitali, del nostro pianeta. Dal Gran Canyon all'Alaska, passando per il Messico del Nord. Fra improvvise piene nel deserto e placide acque marine, attraverso gli sterminati campi di grano del sud Dakota e le rapide del fiume Colorado. Incrociando il cammino e la vita di un'umanità varia e interessante. Ciascuno porta con se una storia da raccontare, una storia che merita di essere ascoltata, prima di raggiungere la pace nella solitudine più assoluta. Man mano che i volti si avvicendano... che le esperienze si accumulano... che gli scenari si modificano... Christopher cambia, anche la sua famiglia cambia... tutto cambia. E a un certo punto la strada si fa impegnativa, angosciante, decisamente amara.

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E se in questo tempo di attesa e di festa facessimo un viaggio dell'anima per cercare di ritornare alle nostre radici?. Potrebbe essere uno spunto per cercare di cambiare i nostri sentimenti. Perchè ....."Ciascuno porta con se una storia da raccontare, una storia che merita di essere ascoltata, prima di raggiungere la pace nella solitudine più assoluta".
Il tragico è che molte volte, in questa nostra epoca, nessuno ti dà l'opportunità di raccontare la tua.

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