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venerdì 23 luglio 2010

Mi autosponsorizzo un pò!. Ma senza lasciare "water footprint".

Era il 27 Settembre 2009 quando, in questo blog, facemmo il post "Quanto pianeta sto consumando?" che riproponiamo, abbreviato, qui sotto. Oggi trovo nel sito goodnews un bellissimo articolo che può essere letto cliccando qui, e che parla del water footprint nei prodotti alimentari. Allora, immodestamente, mi viene da pensare che siamo un pò "alla page". Ma poi scendo subito dal piccolo piedistallino di plastica che mi sono messo sotto i piedi e vengo, subito, a parlare di "water footprint". O meglio,più semplicemente, di quanta acqua occorre per la produzione, ed anche la commercializzazione, di un prodotto alimentare. Ma non solo, la cosa sembra si faccia veramente seria se alcune delle principali industrie si pongono il problema del "water footprint" per la produzione anche dei loro prodotti più famosi.Ed oggi mi sento di pensare positivo anche perchè credo che si vada verso un modo diverso di concepire la vita e soprattutto di considerare il mondo in cui si vive. Intanto si prende in considerazione e si da il giusto valore a quella materia semplice, ma sempre misteriosa che è l'acqua. L'acqua che è la fonte primaria della vita. L'acqua che può trasformare tutto. L'acqua che compone per il 70% anche il nostro corpo. E credo che ci sia anche un pò d'acqua anche nel pensiero e forse anche nell'anima. Ed infatti quando vediamo un ruscello con acqua pura e zampillante i nostri pensieri diventano più speranzosi e, spesso, anche i nostri animi si rallegrano.E poi secondo una recente teoria l'acqua si è formata molto tardi nel nostro Pianeta. Anzi sembra che una serie di asteroidi pieni di ghiaccio abbiamo colpito il nostro Pianeta in un sequenza di eventi atti a preparare il terreno per la vita così com'è adesso.Mi viene da pensare che la Natura ragiona spesso in maniera tremendamente complessa e quasi incomprensibile per la mente umana in sede di progettazione, ma poi realizza in maniera molto semplice quello che ha già progettato. Pare proprio che faccia il contrario di quello che, spesso, noi umani facciamo ai nostri giorni. Forse dovremmo imparare ad osservare meglio l'ambiente in cui viviamo, e che non è stato creato da nessuno di noi, per mettere in pratica le stesse leggi anche nel modo di convivere e di organizzarci. Ma intanto godiamoci l'articolo di goodnews ed anche il video sotto. Tanto di tempo ne abbiamo, c'abbiamo il fine settimana davanti tutto per noi. E poi parlare di acqua in questo clima torrido non può che far piacere!

BUON FINE SETTIMANA A TUTTI E BUONA DOMENICA
A Martedì (durante l'estate fare i post con cadenza giornaliera è veramente impossibile, almeno per me).
H.M. productions- Int. Site of Montagnola- Intell. rights reserved(Little better than nothing)

www.waterfootprint.org
"Humans are the most successful species on the planet. But we are using more resources than the Earth can provide. We are in global ecological overshoot"

-----------post di un anno fà-----------------
La vita può essere vissuta in modo sostenibile in quasi tutti i campi ed infatti si va dall'Agricoltura, all'Ambiente, all'Architettura, alla Finanza da vivere in modo etico e in molte altre mansioni che possono essere svolte in maniera sostenibile. Per maggiori ragguagli a questo proposito basta cliccare qui. Ma poi, molte volte, ci si avvicina all'Etica. Ed allora, a mio parere basterebbe ricordarci, almeno noi che siamo i più vecchi, cosa ci avevano insegnato i nostri padri ed i nostri nonni. E basterebbe questo per percorrere il sentiero della Crescita Personale, senza molto sacrificio. E per il fine settimana voglio proporre anche un bel video sul consumo dell'acqua. Un uso come, si vede, piuttosto sbadato. Ma poiché abbiamo cliccato prima il sito sulla "vita sostenibile" siamo certi che impareremo presto a fare meglio. E quindi non mi resta che augurare il solito

Fino a qualche tempo fà la maggior parte di noi (e nel gruppo c'ero anch'io) pensavamo che il Pianeta avesse risorse infinite; poi attraverso le preoccupazioni dovute al cambiamento climatico, ai buchi neri, alla quantità di anidrite che spariamo nell'atmosfera, ci siamo anche accorti che molte altre risorse erano disponibili solo per una quantità definita.
Ed allora sono stati coniate nuove terminologie come lo "sviluppo sostenibile" e quindi compatibile con le risorse della Terra. Ma quando si parla di risorse si parla automaticamente di politiche economiche perchè se facciamo un pic-nic ed abbiamo invitato 5 amici se, poi, gli amici portano anche le fidanzate o le mogli occorre mangiare meno tutti o altrimenti qualcuno fa la dieta. Ed allora nel grande pic-nic del Pianeta ci saranno gli "Ecological Creditors and Debtors"i Debitori ed i Creditori ecologici.

La piantina che si potrà ottenere cliccando nel link di cui sopra (oppure qui) mostra chiaramente quali sono i debitori ed i creditori con le varie gradazioni e ci accorgiamo che i debitori sono i Paesi più sviluppati ed i creditori sono gli altri perchè nella merenda della Terra fino ad ora sono stati invitati solo alcuni. Il problema è che: o aumentare le portate della merenda e questo non è facile per le risorse ben definite(ad esempio disponiblità idrica e di terreni agricoli) oppure alcuni commensali dovranno forse economizzare un pò e forse stare un pò più a dieta.

Ma allora viene il dubbio di quanto una singola persona, con il proprio tenore di vita, quanto consuma della merenda del Mondo. A questo proposito un'Associazione creata nel 2003 per monitorare e promuovere la "via sostenibile" (La Global Footprint Network) presente in più di 20 Paesi e raggiungibile al suo sito internet cliccando qui ha creato, tra l'altro, il calcolatore dell'impronta ecologica sia per le imprese, le nazioni ed anche a livello personale.

Il quiz è veramente simpatico e molto completo ed evidenzia quanto è grande, appropriata o sproporzionata la propria impronta ecologica in confronto a quanto dovrebbe essere per una vita che il nostro ambiente potrebbe sostenere senza rischiare il degrado ecologico del Pianeta e garantire la buona sopravvivenza a tutti.
I parametri utilizzati, come potete vedere sono molti e si va da elencare quello che si mangia(ad esempio quanti latticini e carne mangiamo) a quanti chilometri facciamo con la macchina in un anno e molti altri parametri.

L'impronta ecologica che ciascuno di noi lasciamo è proporzionale alla tipologia di vita che facciamo. Ed i parametri sono abbastanza rigidi. Infatti pensavo che io, facendo pochi chilometri all'anno con l'auto e mangiando una quantità modesta di carne potessi lasciare un'impronta se non piccolissima, ma decente. Ed invece alla fine mi sono un pò' vergognato. Ed allora sono un grande "Ecological Debtor" e ora capisco il perchè della mia taglia abituale. Perchè fare la dieta non vuol dire solo mangiare meno ma andare tanto a piedi o in bicicletta perchè le auto lasciano grosse impronte. Assieme alle bistecche al sangue che tanto amiamo al ristorante.

Ma forse non occorreva un test tanto elaborato perchè i miei nonni l'avevano già capito da soli e non solo non avevano il computer, ma avevano solo un lume a petrolio che accendevano la sera. E forse senza arrivare a quegli eccessi, esistono anche le vie di mezzo.

Senza abbuffarci solo in pochi quando ci chiamano a fare merenda.

"Humans are the most successful species on the planet. But we are using more resources than the Earth can provide. We are in global ecological overshoot"

venerdì 21 ottobre 2011

“AMAN IMAN” dicono i Tuareg del Sahara. Aneliti di pioggia anche nella Montagnola perché "acqua è vita" anche qui! .

 

Water, Wasser,水,水,воды,води,νερό, su,ماء :emergenza pioggia nella Montagnola!!! Questo post lo pubblichiamo anche se nel frattempo ha piovuto, perché comunque il periodo senza pioggia è stato tanto.  Abbiamo fatto molti post sull'acqua in passato su questo blog. Per rivederli basta cliccare sopra la parola: (water).Mentre da tante parti la troppa acqua fa disastri da noi per ora e da troppo tempo non si fa vedere. 
Ma da noi, questa volta, l'affare ci riguarda molto da vicino. Proprio ieri parlavo con un mio vecchio amico d'infanzia da sempre cacciatore. Mi ricordò che è dal 1° Luglio 2011 che da noi non piove più. Io me n'ero accorto perché quelle poche cose che abbiamo nell'orto o nel giardino sono più di tre mesi che dobbiamo innaffiarle.Ma gli animali selvatici? Mi diceva il mio amico che stavano portando acqua nelle  fonti del bosco. Non tanto per dissetare i cinghiali perché loro, al limite, possono raggiungere il vicino fiume. Ma per le altre bestiole. Pettirossi e merli e tutto il resto della fauna selvatica. E proprio stamani un pettirosso si è fermato sullo specchietto dell'automobile e, mentre io ero dentro, mi guardava con insistenza. Mi immagino cosa volesse dire: ma dove sono capitato?. Mi domando come fanno  la volpe, il tasso, l'istrice e tutto il resto dell'allegra combriccola,  non dico a lavarsi, perchè a quello possono rinunciare benissimo essendo proprio selvatici di nome e di fatto, ma a dissetarsi. I piccioni che ho nell'orto lasciano sempre più penne vicino alla conca che teniamo sempre piena d'acqua, perché la fonte vicina alimentata ad acqua piovana è quasi secca e quindi pericolosa anche per loro. Ho cominciato a preparare questo post di mercoledì 19 Ottobre. Ieri sera il meteo in TV aveva previsto un pò di pioggia che tutti noi attendevamo. Ed infatti stamani mattina la prima cosa che fatto appenami sono alzato, ho guardato il cielo ed ho visto un pò di nuvole. Toh! ho esclamato avevano ragione; oggi piove mi sono detto e sono partito per il mio consueto giro mattutino con l'animo sollevato: perchè in campagna lo spettacolo non è attraente non solo per la fauna selvatica ma anche per le piante e la vegetazione. Le piante di olivo, nella loro ormai cronica debolezza da mesi, hanno cominciato a prendere le difese. Come fa un organismo debilitato che ha bisogno di vitamine. Dapprima hanno cominciato lentamente a rinunciare ai loro frutti ed hanno lasciato cadere per terra le preziose olive che hanno un aspetto strano, mezze mature ma raggrinzite.Suppongo per mancanza di acqua. Ma, non solo. Le foglie degli olivi sono diventate mezze gialle e comunque hanno un verde spento. Hanno rinunciato al loro splendore. Doveva piovere e mi ritrovo al pomeriggio a buttare giù queste due righe con un sole che batte sul vetro della finestra ed un pò di vento di libeccio. Può darsi che quando pubblicherò questo post tra circa due giorni (è questo il tempo che occorre per preparare un post a noi poveri ed illusi blogger, tra l'idea e l'approntamento definitivo) sia già piovuto ma questo non è importante, io lo pubblicherò lo stesso. E principalmente per due ragioni: la prima perchè a me non è mai successo, in quasi sessantanni di vita, di vedere un così lungo periodo senza pioggia. Ma non solo a me, anche a persone molto più vecchie di me. Non si ricordano di quando e se è mai successo. Loro guardano in cielo con aria imperscrutabile e storcono la bocca con aria di sgomento.La terra è polverosa borbottano, la Natura è stanca ed assetata. Si può immaginare benissimo come diventerebbe l'ambiente con qualche altro mese di siccità. Si falserebbe il ciclo della vita e, piano piano, tutto si spegnerebbe.La seconda ragione è più venale. In un mondo dove i cacciatori vengono di solito criticati e non proprio applauditi, io voglio spendere una parola di encomio nei loro confronti. Sono nato in campagna e non sono mai andato a caccia. Ho sempre vissuto in mezzo ai cacciatori. A quelli antichi con la piuma di ghiandaia sul cappello ed a quelli moderni con abbigliamento tech. Abbiamo convissuto bene. Ma frequentando più da vicino la Natura mi sono accorto della loro grande sensibilità verso di Lei. Forse hanno imparato a respirare con il ritmo del bosco e dei campi. E l'altro giorno quando portavano una cisterna d'acqua alle fonti del bosco, alle vecchie fonti che ci sono sempre state e delle quali  quasi più nessuno si accorge, allora mi sono scosso dal mio torpore di osservatore non attento all'ambiente. Non lo facevano per scopi di caccia, perché i cinghiali potevano dissetarsi al fiume. Ma anche se lo avessero fatto per dare vita alle bestiole in difficoltà per poi cacciarne qualcuna, in una percentuale minima alla loro consistenza numerica, ai miei occhi apparivano  dei veri ecologisti. Conoscono i battiti del cuore della Natura, le sue esigenze e le sue necessità meglio di ciascun altro. La controllano e ne prendono qualche frutto quando ce n'è la possibilità. Almeno quelli che si comportano bene e che credo siano la maggior parte. E speriamo che l'anticiclone, le correnti atlantiche o chissà altro si decidano a fare il loro dovere anche da noi, in questa parte di Toscana che sta vivendo una lunga siccità, quasi un prolungamento inopportuno di un estate secca ma che ora è diventata una cosa  strana. Brina mattutina, freddo serale e la voglia di continuare a fare l'estate durante le ore diurne.Forse non sarà il buco dell'ozono che ora sembra essere anche passato di moda. Ma se non è quello  è qualcosa che veramente gli assomiglia!.Me lo fa capire anche il merlo con il becco giallo che mi guarda dall'albero di albicocco del giardino. Sembra dirmi che non gli bastano più le briciole di pane che spesso gli lancio e sembra guardare la bacinella dell'acqua del gatto Menelao che è quasi vuota! L'acqua?. Veramente una questione di vita o di morte! Qualcosa da far gridare davvero, quasi in ginocchio, "AMAN IMAN". Per favore un pò di pioggia!.Un pò d'acqua in tutte le lingue del mondo:Water, Wasser,水,水,воды,води,νερό, su,ماء .

Ancaiano (Sovicille - Siena)

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enjoy:




giovedì 25 marzo 2010

Water, Wasser,水,水,воды,води,νερό, su,ماء e mille altri modi!

Oggi voglio proporre un disamina piuttosto approfondita sull'acqua che ho trovato sul web.Si è persa davvero la cognizione dell'importanza dell'acqua da quando essa arriva comodamente nei nostri rubinetti di casa. Ma io mi ricordo di quando, da bambino, dovevo andare a prenderla alla fontanella comunale con due secchi di metallo perchè allora la plastica non esisteva.Ma ero fortunato perchè la fontanella comunale era vicina anche se con i secchi pieni dovevo fare la strada in salita.Ma niente di paragonabile a quello che doveva fare mia nonna Palmira che mi raccontava che andava prenderla con le brocche di rame a qualche chilometro nel bosco dove c'erano delle piccole sorgenti naturali che sgorgavano, quando erano attive. Ma quando queste erano quasi a secco la strada si faceva molto più lunga, oppure qualche damigiana veniva portata da qualche contadino con il carro dei buoi. Quindi l'uomo ha sempre lottato strenuamente per l'acqua. Perchè questa è la risorsa più importante, fonte di vita, componente essenziale del nostro corpo e del nostro spirito che ci sguazza dentro inconsapevole della sua importanza. E ci vengono subito in mente le parole del Grande Santo che dicevano:Laudato si', mi' Signore, per sor Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta".

Quindi dire acqua vuol dire dire vita, anche perché quando qualcuno, anche in casa, si affaccia preoccupato dicendo :"non arriva acqua", ci guardiamo un pò tutti preoccupati come se qualcosa di atavico scattasse in noi, anche se poi ci riconsoliamo subito perché sappiamo che da noi, per ora, l'acqua ritorna sempre. E non riusciamo ad apprezzare che è una grande fortuna anche questa. Mentre scrivo sto ascoltando una famosa trasmissione televisiva. Il cuoco in dieci minuti ha pronunciato la parola "acqua" ventiquattro volte!.


"Da alcuni anni, il 22 marzo si celebra la “giornata dell’acqua. Per quella del 2010 il Segretario dell’ONU ha lanciato un grido d’allarme accolto dai sordi quali noi siamo che ci sguazziamo sotto le docce, che teniamo i rubinetti aperti mentre sciacquiamo un po’ di verdura, che ci piace sprecarla, farla scorrere, sentire il suo flusso così riposante. Chi volete che se ne importi più di tanto degli oltrepassa 890 milioni di esseri umani che non hanno neanche un bidè! E’ veramente penoso che siamo così superficiali e stolidi a non interessarci di questo immenso problema dell’acqua( tanto a noi non manca proprio) per cui – dice Ban Ki-Moon, segretario generale dell’Onu che “Le risorse d’acqua sono a rischio in quantità e in qualità”, tanto che muoiono più persone di acqua a rischio che di tutte le forme di violenza, inclusa la guerra”. Il suo grido d’allarme nel messaggio scritto in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua: il 22 marzo 2010 sul tema: “Acqua Pulita per un Mondo Sano” dovrebbe essere raccolto dall’umanità che oggi ha tante conoscenze per risolvere le sfide e diventare una migliore amministratrice delle risorse idriche. L’appello di Ban Ki-Moon è pressante per proteggere e amministrare in maniera sostenibile le nostre acque, per i poveri, i più indifesi e per tutte le forme di vita sulla Terra. “Le nostre indispensabili risorse di acqua sono sempre più minacciate e vulnerabili”, spiega Ban Ki-Moon: “Il crescente bisogno da parte della popolazione mondiale di acqua è sempre più in competizione con il fabbisogno di acqua che la natura ha per sostenere ecosistemi in pericolo e processi naturali dai quali dipendiamo. Noi versiamo milioni di tonnellate di acque reflue non trattate e di rifiuti industriali e agricoli nel sistema idrico mondiale. L’acqua pulita scarseggia e diventerà ancora più carente con l’inizio del cambiamento climatico”. Nel mondo ci sono 263 fiumi e acquiferi transfrontalieri, ma solo 153 di essi sono regolati da accordi. E questo è un problema importante specie se considerato associando a questo dato quanto emerge dai rapporti delle Nazioni Unite.

Le stime dicono che 1 miliardo e 800 milioni saranno le persone che entro il 2025 vivranno in zone con problemi idrici. Ciò significa che si muoveranno alla ricerca dell'acqua nei loro stati ed anche in quelli vicini con tutte le questioni sociali legate non solo agli spostamenti, ma anche ai "diritti" di approvvigionamento.

La difficoltà della scarsità dell'acqua, legata particolarmente ai Paesi africani, è ancor più forte se si considera che il 70% dei rifiuti industriali prodotti nei Paesi in via di sviluppo viene riversato nelle acque potabili e che l'80% delle malattie sia legata all'acqua non potabile e agli impianti igienici inadeguati. L’ONU ci ricorda ( Ma è ancora necessario, non ce ne siamo ancora resi conto???) che l’acqua è "elemento prezioso e vitale da garantire a tutti i cittadini del pianeta, e da rispettare attraverso un uso sostenibile dell’ambiente".

Qualche pensiero sull’acqua

L’ONU stima che il minimo vitale a persona siano 50 litri di acqua al giorno, necessari per i bisogni primari come bere, cucinare, lavarsi. Ma nel mondo una persona su sei non ha accesso a questa quantità.

Oltre alla consolidata situazione dell’Africa, ricoperta maggiormente da deserti, si va ad aggiungere il processo di desertificazione, causato dal global warming.

Negli ultimi 15 anni la superficie delle aree colpite dalla desertificazione è raddoppiata. E ogni anno 900 mila persone sono costrette a lasciare le loro case perché il suolo intorno a loro muore. Il problema dell’acqua sta emergendo a livello mondiale come il più difficile da risolvere. L’acqua è una delle risorse più importanti e, se non ci fosse, nessuna forma di vita potrebbe esistere. Circa il 3,5% dell’acqua presente sulla Terra è dolce e l’1,8% di questa è disponibile per essere utilizzata. Questa percentuale esigua sarebbe sufficiente a garantire le esigenze di tutti gli esseri viventi se non fosse che molta di essa è inquinata e resa inutilizzabile, o utilizzata senza ritegno. Oggi 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile, 800 milioni sono le persone che non hanno ancora un rubinetto in casa; i cittadini dei paesi industrializzati consumano in media 80 litri per fare una doccia, per i 2/3 dell’umanità questi 80 litri rappresentano la disponibilità d’acqua di intere settimane (OMS 2002). Ecco perché una gestione più consapevole dell’acqua anche in ambito domestico può portare ad importanti risparmi di un bene così prezioso.

Quando si è cominciato a parlare di acqua?

La presa di coscienza dell’ampiezza dei problemi relativi all’acqua, dei rischi legati a una crescente penuria e alla degradazione della qualità dell’acqua, risale almeno alla fine degli anni Sessanta. Il Consiglio d’Europa a Strasburgo approvò il 16 maggio 1968 la Carta Europea dell’acqua in cui venne posto l’accento sull’acqua quale “patrimonio comune” dell’umanità. Nel 1977 la prima conferenza mondiale sull’acqua, organizzata dalle Nazioni Unite a Mar del Plata (Argentina), portò l’acqua ai primi posti dell’agenda politica internazionale, mettendo in evidenza i dati di base della “crisi dell’acqua”. In quella occasione venne lanciato il Decennio internazionale dell’acqua potabile e del risanamento coordinato dalle Nazioni Unite il cui obiettivo principale era di permettere a tutti gli esseri umani di disporre di acqua sana nel 2000. Secondo le Nazioni Unite il Decennio ha permesso l’accesso all’acqua a 600-800 milioni di persone con un risultato inferiore quindi all’obiettivo prefissato.

I primi anni Novanta

A conclusione del decennio internazionale dell’acqua potabile e del risanamento si organizzano alcuni avvenimenti internazionali: nel settembre 1990 a New Delhi inizia la World Conference of Drinking Water and Sanitation in cui l’accesso all’acqua viene definita una componente cruciale dello sviluppo economico e sociale. Nel gennaio 1992 alla conferenza internazionale delle Nazioni Unite sull’acqua e l’ambiente tenutasi a Dublino (ICWE), in preparazione del vertice di Rio, vennero enunciati nella Dichiarazione di Dublino alcuni punti tra cui quello che “l’acqua ha un valore economico”. Per la prima volta l’economia entra come parametro di valutazione legato all’acqua giustificando tale passaggio con il fatto che “nel passato, il mancato riconoscimento del valore economico dell’acqua ha comportato sprechi e utilizzi che hanno danneggiato l’ambiente”.

Una pozza d'acqua nella savana

La conferenza delle Nazioni Unite su “Ambiente e Sviluppo”, riunitasi a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno 1992 dedicò l’intero capitolo 18 della Agenda 21 alla “protezione della qualità e offerta delle risorse di acqua dolce”. In esso gli Stati hanno riconosciuto il principio secondo cui la dimensione economicistica dell’utilizzazione delle risorse idriche deve essere contemperata dalla sostenibilità degli usi e dalla priorità da accordare alle esigenze essenziali per la comunità umana (basic human needs). Inoltre venne presentato un ricchissimo piano che mise in moto il “mercato dell’acqua”. Da allora molti paesi oltre che al know-how dell’Occidente furono costretti ad accettare le regole del mercato e a vendere e privatizzare l’acqua o i suoi servizi lasciandola nelle mani dei grandi gruppi internazionali. L’anno si conclude con l’istituzione da parte dell’Assemblea generale dell’ONU della Giornata mondiale dell’acqua fissata nel 22 marzo di ogni anno.

Dal 1996 al 1999

Nel 1996 la Banca Mondiale, fatto proprio a partire dal 1993 l’obiettivo di una politica mondiale dell’acqua, dà origine insieme ad altre organizzazioni alla costituzione del Consiglio mondiale dell’acqua (CMA) e del Global Water Partenership (GWP). Il primo ha il compito di elaborare, proporre e promuovere una visione mondiale in materia di politica dell’acqua. Il secondo di definire i metodi e gli strumenti appropriati per mettere in pratica tale politica. Il 25 novembre del 1996 nell’ambito della conferenza euro-mediterranea di Marsiglia sul tema della gestione delle acque a livello locale (Euro-Mediterranean Conference on local Management), rifacendosi al programma adottato a Barcellona nel novembre dell’anno precedente, alla Conferenza del Cairo tenutasi nel mese precedente (21-22) e alla Carta di Roma del 1992, venne adottata La Dichiarazione di Marsiglia in cui si riconosce l’importanza dell’acqua come fattore determinante per una politica di cooperazione e solidarietà tra i paesi dell’area mediterranea. L’11 marzo 1997 si tiene a Marrakech il Primo Forum Mondiale dell’Acqua. Nel maggio successivo venne adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite la Convenzione di New York, che rappresenta un passo rilevante per cercare di dirimere le questioni relative ai corsi d’acqua tra Stati. La convenzione fissò dei principi quadro sulle norme per i corsi d’acqua internazionali per usi diversi dalla navigazione. Nel febbraio del 1998 il Forum Europeo, organizzato dal Segretariato internazionale dell’acqua, dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e da Solidarité Eau Europe adotta la Dichiarazione di Strasburgo su L’acqua nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile, dove si definisce “l’acqua, fonte di cittadinanza, di pace e di sviluppo regionale”.

Un bicchiere d'acqua

Nel marzo del 1998 si organizzano considerevoli conferenze mondiali sull’acqua che coinvolgono i paesi africani e l’Europa. Tra i documenti prodotti spicca la Dichiarazione di Parigi dal titolo “Acqua e sviluppo durevole” promossa nell’ambito della conferenza internazionale L’Eau et le Développement Durable (CIEDD). In questa occasione si parla esplicitamente di partecipazione pubblica/privata nella gestione e nei finanziamenti legati all’acqua si afferma inoltre che è necessario “mobilitare adeguate risorse finanziarie di origine sia pubblica che privata e (…) utilizzare al meglio ed in modo efficace le risorse disponibili. A questo scopo dovranno essere incoraggiate misure progressive atte a recuperare i costi diretti e indiretti dei servizi, proteggendo gli utilizzatori a basso reddito”. Nel 1999 viene creato dalla Banca Mondiale e dall’UNESCO un nuovo organismo che ha il compito di vigilare sul lavoro della Consiglio mondiale dell’acqua (CMA) e del Global Water Partnership (GWP). Nasce così la Commissione mondiale delle Nazioni Unite per l’acqua per il XXI secolo......

.omissis.....omissis"

Maria & Elisa Marotta

http://www.buonpernoi.it/acqua/"

Ma vi consiglio di leggerlo tutto, cliccando sopra il testo perchè è veramente ben fatto.

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“Nell’acqua respiro!” – sussurra un bel pesce –

“Nell’acqua si entra, dall’acqua si esce.

Spruzzare gli scogli, guizzare, nuotare:

son tante le cose che in acqua puoi fare.”(poesia scolastica)

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mercoledì 15 aprile 2009

My book of all time


"Whoever saves one life, saves the world entire" 

The book that deserves council this month, for my part, especially a record. Its author was my priest for ever: I was baptized, I "spent a communion, I was taught the doctrine in a long table of black walnut, has given me the first sweets in the small circle" Acli "by He created and gave me the "Pastine of POA" with jam inside, those in the fifties when we were missing almost all substances of an 'elemental power like that of sugar. I was taught to ring bells and to serve the Mass and to uphold the Rogazione. 
Then he left a diary published posthumously, and we discovered that the "our" pastor was among the "Righteous among the Nations". 
Then, as I am a polemical spirit, I must say that I arrived commemorations by local authorities, by some scholar of fashion and some celebration in common that I have learned, by chance, long after. So I could not participate even as the last spectator. They knew everything. And their ladies, dressed in the fashion of silk scarves, and air intellettualoide not seen the time to return to town. 
But they did not know when it was to take communion every Friday morning at my grandmother's infirmity, discussions of politics with my father (but how much human mutual esteem), the impulses of a priest when celebrating with us boys side, the Church in full history of water and when the azaleas in the yard of the Church in those hot summer evenings mitigate the wind that was "singing" the leaves of linden trees among which we saw the last rays of sun that went into hiding in Montagnola. And we boys dreamed of distant horizons and a better future. Scholars do not even know what was the big smile of Don Alfredo when he met some of us guys with short trousers, sandals of Alighiero and waistcoats to executives of raw wool hand made by her grandmother at bedtime. And you wore the Easter egg chicken colored school Berti Master taught us, along with Don Alfredo, to have hope and above all trying to live honestly. Then was the time of the days of "savings" and lengthy explanations sull'ONU that there appeared to be something good, to be appreciated, as the crush of her mother shortly before removed from the wood oven. 

Obviously, on return because our pastor is a great addition to Montagnola Nations. The story of the heroes 

"Time of Hate - Answer of Love" - Don Alfredo Braccagni priest in Ancaiano 
  
Edizioni Cantagalli Siena 

domenica 28 giugno 2009

An era full of riddles?




In the last issue of a famous American business magazine is a very interesting question of the hoarding of the arable farmland of the five continents on the part of investors and global corporations.
The forecast for what it concerns the future needs of agriculture is a big demand in the coming years in view also of the world's population. In 1960, it was available for each inhabitant of the planet, 1.1 acres of productive agricultural farmland. Acres in 2000 had fallen to 0.6 per capita.
Whereas it is expected that the world population over the next 40 years will rise from the current 6 billion to 9 billion can guess the size of the problem.
Joachin von Braun International Food Policy Research Institute adds: "The agricultural land is scarce and will become even more scarce because the world needs to produce twice as much food by 2050. With farmland and water available to very limited value agricultural land will be a significant increase. This will go hand in hand with the value of which may increase more than that of agricultural land. "

Whereas before yesterday the alarm on the FAO to the starving population of the world (more than one billion people) come to my mind a few considerations:

- Perhaps should be rethinking the development patterns that have characterized the past century, especially for what concerns the large consumption of agricultural land for housing and infrastructure construction and deforestation;

- Globalization has brought development to certain areas even at the cost of enormous sacrifices, but in addition to the positive aspects caused huge imbalances for both developing countries and for the competitive aspects of the businesses of developed countries and for workers employed in them .
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Given only these two aspects and leaving out many others, would immediately think of a serious consideration and joking:

that is a serious question: are we really sure that a "global to global" for the development of the world is the right one and would not be more appropriate to a "local to local" for the harmonious development and spread more and regionally?

and then the last thing: at last the great manager with "bonus" to 9 digits, the ones who invented the toxic securities, perhaps all will be replaced by our local farmers who will have a mega walnut desk next to the stable of cows that produce the true gold of the future. It will also have large safes will be kept where many bushels of wheat, soybeans, oats and, "dulcis in fundo", numbered bottles of olive oil. And some donkeys from the lawn, producer of refined milk will bray happy in reason that world will apreciate them a bit more.





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